L'Esperto Risponde

Invia le tue domande al nostro esperto.
Scrivi a: formazioneiniziale@diesse.org - inserisci all'inizio dell'oggetto dell'email l'argomento (es. Formazione, TFA, Concorso, Mobilità, Organi collegiali, ...)

Pubblichiamo qui a seguire quesiti e risposte che riteniamo utili e di interesse pubblico

Corsi di formazione sul sostegno con laurea in lettere di vecchio ordinamento

Domanda: Buongiorno. Sono in possesso di laurea quadriennale in lettere ed ho appena concluso il corso per i 24 CFU nelle discipline psico-pedagogiche. Vorrei sapere se e come posso accedere al corso per insegnante di sostegno. Grazie.

Risposta: Il comma 1, lett. b., dell’art. 3 del DM n. 92/2019 stabilisce che sono ammessi a partecipare alle procedure di selezione per i corsi sul sostegno i candidati in possesso dei seguenti titoli:
«b. per i percorsi di specializzazione sul sostegno per la scuola secondaria di primo e secondo grado, il possesso dei requisiti previsti al comma 1 o al comma 2 dell' articolo 5 del decreto legislativo con riferimento alle procedure distinte per la scuola secondaria di primo o secondo grado…».
Il “decreto legislativo” richiamato (si veda il comma 2, lett. e., dell’art. 1 del DM) è il dlgs n. 297/1994 per i concorsi ordinari, il cui comma 1 dell’art. 5 stabilisce che costituisce titolo di accesso al concorso ordinario «…il possesso congiunto di:
a) laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso; [*]
b) 24 crediti formativi universitari o accademici, di seguito denominati CFU/CFA, acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il possesso di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell'inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche»
.
[*] Con l’espressione “coerente con le classi di concorso vigenti” s’intende che per accedere al concorso occorre essere in regola con le disposizioni legislative per poter insegnare in ciascuna classe di concorso, in vigore al momento dell’indizione del corso; il riferimento normativo è costituito dall’Allegato A al DM n. 259/2017.
Pertanto, per poter partecipare sia alle selezioni per i corsi sul sostegno che al concorso ordinario occorre essere in possesso entro la data di scadenza delle domande, sia dei requisiti di accesso alla classe di concorso ordinaria (laurea + esami specifici), sia dei 24 CFU nelle discipline didattiche. In carenza anche di uno solo di essi non può partecipare; non è consentita l’iscrizione con riserva di conseguimento dei titoli.
Se è in possesso di tutti i titoli di accesso alle classi di concorso A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado e A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, potrà partecipare alle pre-selezioni sia per la secondaria di primo grado che per la secondaria di secondo grado.

Passaggio di cattedra e abilitazione all’insegnamento

Domanda: Salve, sono una docente con la laurea vecchio ordinamento in Pedagogia, e con il mio piano di studi posso insegnare Italiano, Storia, Geografia, Filosofia e Latino. Ora sono di ruolo come ITP in un Istituto Professionale Statale. Vorrei sapere se, anche senza abilitazione specifica, posso chiedere il passaggio di cattedra per insegnare una delle discipline sopra elencate nelle scuole secondarie di I e II grado.
Grazie.


Risposta: No. Il passaggio di cattedra, riservato al personale di ruolo, è consentito solo verso una classe di concorso per la quale il richiedente è in possesso di abilitazione all’insegnamento.

Recupero CFU per l’accesso all’insegnamento: basta una integrazione oppure debbo rifare gli esami?

Domanda: Buongiorno. Ho una laurea magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) e sto attualmente integrando con altri esami in vista del TFA. Le scrivo perché le tabelle del MIUR prevedono che il candidato abbia maturato 12 CFU nei settori SECS P/01 (economia politica) e IUS /09 (diritto pubblico), ed io nel mio piano di studi ho già sostenuto questi esami, ma rispettivamente per 9 cfu e 9 cfu. Per integrarli sono costretto a:
1) rifarli punto e accapo su base 12 cfu?
2) integrare i 3 crediti rimanenti, anche se questo significa studiare nuovamente le stesse cose?
3) trovare un altro esame che rientri in quei settori disciplinari (non sono sicuro che ciò sia possibile per IUS/09)?
Grazie mille per l'aiuto.


Risposta: Le basta integrare i 3 + 3 CFU con corsi che abbiano gli stessi codici SSD (nel suo caso SECS-P/01 e IUS/09); non necessariamente avranno gli stesi contenuti dei corsi già da lei seguiti in curricolo. Può iscriversi in una qualsiasi università italiana che presenti i corsi in questione nella propria offerta formativa, non occorre che sia la sua università di provenienza. Esistono anche alcune università telematiche autorizzate dal MIUR che offrono detti corsi.

Cosa posso insegnare con un diploma accademico di II livello in pittura?

Domanda: Buongiorno.
Sono in possesso di un diploma di primo livello, indirizzo pittura, presso l'Accademia di Belle Arti e un diploma di maturità tecnica (ragioneria). Conseguendo il diploma di secondo livello del medesimo indirizzo (pittura), a quali classi di concorso posso accedere nella scuola secondaria di primo e secondo grado? Grazie.


Risposta: Secondo l’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, con un Diploma Accademico di II livello di Accademia di Belle arti ad indirizzo Pittura del nuovo ordinamento può accedere direttamente (senza cioè crediti specifici) alle seguenti classi:
- A-01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado;
- A-09 Discipline grafiche pittoriche e scenografiche (II grado);
- A-16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica (II grado);
- A-17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado.

Cosa posso insegnare con una specialistica LS 88? Posso insegnare anche nella primaria?

Domanda: Salve. Vorrei sapere cosa posso insegnare con la laurea specialistica 88/S e se posso accedere all'insegnamento nelle primarie e all'infanzia. Grazie

Risposta:
1) Secondo l’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, con la specialistica LS 88-Scienze per la cooperazione allo sviluppo può accedere all’insegnamento nella sola classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche, purché nel suo curricolo degli esami siano presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01; 12 CFU in SECS-P/02; 12 CFU in SECS-P/07; 12 CFU in SECS-S/03; 12 CFU in IUS/01; 12 CFU in IUS/04; 12 CFU in IUS/09; 12 CFU in IUS/10.
2) L’insegnamento nelle scuole dell’infanzia e primaria è attribuito esclusivamente ai laureati nella magistrale LM 85-bis Scienze della Formazione Primaria; non è accessibile ad altri tipi di laurea.

I 24 CFU di discipline antropo-psico-pedagogiche per la nuova formazione iniziale

Domanda: Buonasera,
leggo che tra i requisiti richiesti per partecipare al Concorso Scuola è richiesta la certificazione del possesso di almeno 24 crediti formativi universitari o accademici acquisiti nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il possesso di almeno sei crediti in almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche. Ora dove è possibile recuperare i codici degli insegnamenti utili al conseguimento dei suddetti CFU.
Grazie per la solita disponibilità e cordiali saluti.


Risposta:
1) Sì, è corretto. Il dlgs 13 aprile 2017, n. 59 all’art. 5 stabilisce che per accedere al concorso ordinario per il ruolo nella scuola statale nelle classi ordinarie occorre il «possesso congiunto di:
a) laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso;
[*]
b) 24 crediti formativi universitari o accademici, di seguito denominati CFU/CFA, acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, garantendo comunque il possesso di almeno sei crediti in ciascuno di almeno tre dei seguenti quattro ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell'inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche» [**].
[*] Con l’espressione “coerente con le classi di concorso vigenti” s’intende che per accedere al concorso occorre essere in regola con le disposizioni legislative in vigore al momento dell’indizione del concorso per l’accesso all’insegnamento per ciascuna classe di concorso (ad oggi, il riferimento è costituito dall’Allegato A al DM n. 259/2017 e dalla Tabella A allegata al DPR n. 19/2016).
[**] Mentre le disposizioni del punto a) riguardano i requisiti specifici necessari per accedere all’insegnamento nelle singole classi di concorso, i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche sono requisiti di carattere generale richiesti a tutti gli aspiranti docenti per accedere al concorso.
Quindi, per accedere alla fase ordinaria del concorso occorre essere in regola sia con i requisiti per l’accesso alla classe di concorso che con il possesso dei 24 CFU.
2) Il comma 3 dell’art. 3 del Decreto n. 616 del 10 agosto 2017, relativo ai 24 crediti in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecniche didattiche, stabilisce che tali CFU sono afferenti ai seguenti Settori Scientifico-Disciplinari (SSD):
- «a) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione: le attività formative afferenti a tutti i settori disciplinari M-PED (…)».
- «b) psicologia: le attività formative afferenti a tutti i settori disciplinari M-PSI (…)».
- «c) antropologia: le attività formative afferenti a tutti i settori disciplinari M-DEA/01, M-FIL/03 e ABST/55 (…)».
- «d) metodologie e tecniche didattiche generali: M-PED/03 e M-PED/04… M-EDF/01, M-EDF/02 (…)».
Per ciascun gruppo sono poi indicati gli specifici codici SSD degli esami di nuovo ordinamento ammessi e sono indicate, inoltre, “attività formative” afferenti a specifici settori disciplinari di cui però deve essere certificata dalle università la declinazione nei termini del settore di riferimento in base all’Allegato A e, per le metodologie e tecnologie didattiche, anche all’allegato B al decreto.
3) Il comma 4 dallo stesso art. 3 del Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 stabilisce che i 24 CFU debbono essere acquisiti «garantendone comunque almeno sei in almeno tre dei quattro ambiti disciplinari»; in altri termini, per la validità del titolo di accesso i 24 CFU debbono essere “spalmati” su almeno tre dei quattro ambiti elencati al comma 3.
4) A sua volta, il comma 6 dell’art. 3 del Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 stabilisce che fra i 24 CFU «possono essere riconosciuti validi anche crediti maturati nel corso degli studi universitari o accademici, in forma curricolare o aggiuntiva (…)»; cioè, pur se tra i crediti già acquisiti sono presenti tutti o parte dei 24 CFU di cui sopra, non è detto che vengano riconosciuti per il concorso. Sono infatti le università presso le quali gli esami sono stati conseguiti che debbono certificarne la rispondenza ai fini del concorso e pertanto occorre richiedere all’università presso la quale la laurea è stata conseguita che effettui il controllo del curricolo secondo le disposizioni del Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 in relazione alla classe di concorso ed effettui la certificazione degli esami utili ai fini del concorso ordinario in base alla Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017.

Insegnare con la laurea triennale; si può?

Domanda: Salve,
mi sono laureata lo scorso anno in mediazione linguistica e interculturale. La mia domanda verte sul percorso da intraprendere per diventare docente di inglese nelle scuole medie. È necessaria la specialistica o è possibile sostenere eventualmente degli esami aggiuntivi per poter accedere a determinate classi di insegnamento (come ad esempio la classe A-25)? Se è si, quali?
Grazie in anticipo.


Risposta: Nell’ordinamento scolastico italiano non è consentito l’accesso all’insegnamento con la laurea di primo livello; come può verificare consultando l’Allegato A al DM n. 259/2017, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, è necessario conseguire una laurea di secondo livello (specialistica o magistrale).

Laurea in medicina e insegnamento

Domanda: Buonasera, vorrei sapere se con laurea magistrale in medicina è possibile accedere all'insegnamento negli istituti superiori e quale procedura seguire. La laurea è stata conseguita 6 anni fa, successivamente c'è stato il conseguimento della specializzazione in medicina nucleare della durata di cinque anni. Grazie per l'attenzione.

Risposta: Secondo le disposizioni vigenti (Tabella A allegata al DPR n. 19/2016 e Allegato A al DM n. 259/2017) con la magistrale LM 41-Medicina e chirurgia si accede direttamente, senza cioè bisogno di requisiti specifici in termini di CFU, alle classi di concorso per l’insegnamento A-15 Discipline sanitarie e A-31 Scienze degli alimenti, entrambe relative alla secondaria di secondo grado.
La specializzazione non ha rilevanza come requisito di accesso all’insegnamento, ma solo come punteggio aggiuntivo rispetto a quello di laurea per quanto concerne le graduatorie di merito del concorso ordinario.

Congedo parentale e allattamento

Domanda: Buongiorno, sono un'insegnante, ho una supplenza in una scuola statale con un contratto fino al 30 giugno. Ora sono in maternità obbligatoria (i tre mesi dopo il parto) che mi finirà il 23 marzo.
Volevo avere informazioni riguardo al congedo parentale e all'allattamento.
Vi ringrazio per la disponibilità.


Risposta:
1) Congedo parentale. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Scuola (CCNL-Scuola 2006-09, tuttora vigente) stabilisce che è possibile fruire del congedo parentale, dopo il periodo di astensione obbligatoria, entro i primi 12 anni di vita del figlio per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi; di questi, i primi 30 giorni sono retribuiti al 100%, mentre i restanti 5 mesi sono retribuiti con un’indennità pari al 30% della retribuzione. Il congedo parentale è fruibile anche per i docenti non di ruolo.
2) Allattamento. Alla madre lavoratrice spettano riposi giornalieri per allattamento fino al compimento dl 1° anno di vita del figlio; i riposi possono, in alternativa, essere fruiti dal padre. La riduzione è pari a un’ora al giorno per cinque giorni lavorativi (si esclude il giorno libero) Le ore diventano due se le ore di lavoro giornaliere sono uguali o maggiori di sei. La distribuzione giornaliera delle ore di riposo va concordata tra insegnante e capo d’istituto e deve tenere conto delle esigenze di servizio.

Quali classi di concorso con la LM 89-Storia dell’Arte?

Domanda: Egregio Esperto,
quest'anno ho conseguito una laurea magistrale in Storia dell'Arte (LM-89), maturando, complessivamente, un totale di 86 CFU nei settori L-ART/01, /02, /03, /04; non possiedo, però, nessun credito nei settori ICAR/13, /18, /19: non avere CFU CFU in tali settori esclude ogni possibilità di accesso all’insegnamento e di invio MAD per incarichi temporanei? Ringraziandola per l'attenzione, La saluto cordialmente.


Risposta: In base all’Allegato A al DM n. 259/2017 con la laurea magistrale LM 89-Storia dell’arte può accedere alla classe A–54 Storia dell’arte, purché nel suo curricolo degli esami siano presenti almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19. Il possesso da parte sua dei 24 CFU nel Settore Scientifico-Disciplinare L-ART è sufficiente per garantirle l’accesso all’insegnamento. Quanto sopra è specificato nella Nota 3 di questa pagina dell’URP del MIUR, la quale riferisce che si potrebbero totalizzare i 24 CFU richiesti nei due SSD L-ART/ ed ICAR/ anche in modalità “monotematiche” – ovvero con tutti i CFU in uno solo dei due SSD – oltre che con una combinazione diversificata di entrambi.
Può quindi accedere all’insegnamento nella classe A-54 proponendo nelle scuole la sua “messa a disposizione” (MAD) per le supplenze temporanee; trova i moduli in rete, nei siti dei provveditorati. Per sapere in quali scuole presentare la MAD controlli la settima colonna alle pagine 74 e 75 dell’Allegato A.
Tenga conto che con la sua laurea LM 89 può accedere anche ad altre classi di concorso:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado, alle condizioni elencate alla Nota (4).
- A–11 Discipline letterarie e latino, alle condizioni elencate alla Nota (6).
- A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, alle condizioni elencate alla Nota (7).
- A–13 Discipline letterarie, latino e greco, alle condizioni elencate alla Nota (4).
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado, alle condizioni elencate alla Nota (4).
- A–21 Geografia, alle condizioni elencate alla Nota (2).
- A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, alle condizioni elencate alla Nota (8).
- A–53 Storia della musica, alle condizioni elencate alla Nota (2).

Una laurea in Architettura e Ingegneria edile e tante domande sull’insegnamento

Domanda: Buongiorno,
io mi sono laureata in architettura nel 2011, (laurea specialistica architettura ed ingegneria-edile) mi piacerebbe insegnare. Cosa devo fare? Non so quale sia la procedura, ho cercato su internet e chiesto a vari insegnanti, ma non ho ricavato molto. Mi piacerebbe insegnare educazione tecnica nelle scuole medie, è possibile? Ci saranno dei concorsi o delle graduatorie a cui iscriversi? Vero che con la mia laurea non posso accedere alle elementari? Avendo anche un diploma da geometra potrei insegnare diritto? Grazie.


Risposta: 1) In base all’Allegato A al DM n. 259/2017 con la laurea specialistica LS 4- Architettura e Ingegneria edile può accedere direttamente (senza cioè dover possedere specifici requisiti in termini di CFU) alle seguenti classi:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado.
- A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica.
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado.
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica.
- A–47 Scienze matematiche applicate.
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Inoltre, può accedere alle seguenti classi di concorso, con i crediti specifici elencati:
- A–20 Fisica, purché il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01.
- A–26 Matematica, purché il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, 03, 05, 06, 08.
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, purché in possesso di almeno 24 CFU nei settori ICAR/06 o ICAR/17.
- A–54 Storia dell’arte, purché il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Per quest’ultima classe di concorso, la verifica dei titoli accessori è esemplificata nella Nota 4 di questa pagina dell'URP del MIUR, la quale riferisce che si potrebbero totalizzare i 24 CFU richiesti nei due SSD anche in modalità “monotematiche” – ovvero con tutti i CFU in uno solo dei due SSD in L-ART/ – oltre che con un a combinazione diversificata di entrambi con ICAR/. Verifichi in base al suo curricolo degli esami a quali di tali classi può accedere e per quali deve invece sostenere esami singoli per mettersi in regola.
Di quelle sin qui indicate, solo la A-01 e la A-60 sono classi di concorso per la secondaria di primo grado (ex-scuola media).
Altre classi di concorso sono accessibili con specifici diplomi di maturità, elencati in corrispondenza della relativa classe di concorso; sono: A-02, A-03, A-04, A-05, A-06, A-07, A-08, A-09, A-10, A-33, A-43; da verificare caso per caso in base ai suoi titoli nel suddetto Allegato A.
2) Per il momento può accedere all’insegnamento per tutte le classi di concorso per le quali ha i titoli, proponendo nelle scuole la sua “messa a disposizione” (MAD) per le supplenze temporanee; trova i moduli in rete, nei siti dei provveditorati. Per sapere in quali scuole presentare la MAD controlli la settima colonna dell’Allegato A in corrispondenza di ciascuna delle classi di concorso.
3) Per accedere ai concorsi a cattedre ordinari, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 6161 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3) e che dovranno essere certificati secondo le disposizioni contenute nella Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017. Potrà partecipare per una sola classe di concorso per grado di scuola.
4) Nell’ordinamento scolastico italiano è consentito l’accesso all’insegnamento nella scuola primaria esclusivamente ai possessori di laurea LM 85-bis Scienze della Formazione Primaria o ai diplomati magistrali ante 2002. Altre lauree non sono ammesse.
5) Per accedere all’insegnamento del diritto (classe A–46 Scienze giuridico-economiche) è necessaria una laurea di secondo livello in giurisprudenza o similari; nessun titolo di scuola secondaria è sufficiente per accedere alle classi di concorso dell’Allegato A.

Cosa posso insegnare con la LM 54? Come faccio ad abilitarmi?

Domanda: Salve,
posseggo i seguenti titoli:
- Laurea Magistrale in Chimica dell’Ambiente (LM 54) conseguita nell’a.a. 2015.
- Laurea di primo Livello in Chimica
- Diploma di Perito Industriale Capotecnico specializzazione Chimico
Non ho abilitazione e non sono iscritta alle graduatorie di terza fascia. Dove e cosa posso insegnare? Posso fare supplenze? Come faccio ad abilitarmi? Grazie.


Risposta: 1) Accesso all'insegnamento. In base all’Allegato A al DM n. 259/2017, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea magistrale LM 54-Scienze chimiche può accedere direttamente (senza specifici requisiti in termini di CFU) alle seguenti classi:
- A–28 Matematica e scienze (secondaria di primo grado);
- A–31 Scienze degli alimenti;
- A–32 Scienze della geologia e della mineralogia;
- A–34 Scienze e tecnologie chimiche;
- A–50 Scienze naturali, chimiche e biologiche (in quanto la laurea è stata conseguita prima della modifica delle classi di concorso avvenuta con il DPR n. 19 del 14 febbraio 2016);
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Gli insegnamenti relativi a ciascuna classe dei concorso li trova elencati, assieme agli istituti nei quali vengono impartiti, nella settima colonna dell’Allegato A, in corrispondenza di ciascuna delle classi indicate.
2) Supplenze: può insegnare già da subito come supplente nelle scuole in cui sono contemplati gli insegnamenti afferenti a tutte le classi di concorso sopra elencate, proponendo la propria “messa a disposizione” (MAD); trova il modulo in internet sui siti dei provveditorati. Può consegnare la MAD alle scuole della sua provincia o anche di altre Province, senza limiti di numero. Le consigliamo di inviare la MAD per raccomandata (o PEC se ne dispone) o anche consegnare a mano la sua disponibilità, facendosi però rilasciare dalla segreteria della scuola il numero di protocollo in entrata.
3) Dove fare supplenze: può insegnare in tutte le scuole secondarie di I e II grado, statali e paritarie.
4) Abilitazione all’insegnamento: Con l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2019, avvenuta il 29 dicembre 2018, sono state approvate anche le modifiche al dlgs 13 aprile 2017, n. 59, relativo al concorso ordinario per l’accesso ai ruoli della scuola statale. Il comma 792 del maxi-emendamento approvato in via definitiva alla Camera contiene diverse modifiche al concorso ordinario, fra le quali il ripristino della procedura concorsuale per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento; cioè, per conseguire l’abilitazione al concorso occorre ora partecipare ad un concorso ordinario.

Come calcolo i CFU necessari sul mio curricolo. Quanti CFU posso recuperare per anno accademico?

Domanda: Possiedo una laurea in Archeologia LM 02 e vorrei iscrivermi ai corsi liberi per recuperare alcuni CFU che mi mancano per poter concorrere in alcune classi di insegnamento.
I CFU necessari per accedere a tali classi si intendono solo quelli acquisiti nel corso Magistrale o sono validi anche i CFU ottenuti superando gli esami nel corso di Laurea Triennale?
Inoltre vedo che il limite di CFU acquisibile tramite iscrizione ai corsi liberi è di 36 CFU; ma si intende per anno accademico o in generale? Per accedere alla classe di concorso A-22 (ex 43/A) mi mancano 38 CFU e pensavo di recuperarli, se possibile, in 2 anni accademici.


Risposta: I requisiti richiesti dalla normativa corrente relativa all’accesso all’insegnamento in termini di CFU sono quelli risultanti da tutto il percorso quinquennale (triennale + magistrale). Quanto al limite dei crediti acquisibili per anno accademico su esami singoli, questo varia da un ateneo all’altro. Poiché può scegliere la sede universitaria presso la quale iscriversi ai corsi singoli che le permettono di mettersi in regola per l’insegnamento, faccia una ricognizione delle sedi che offrono i corsi che le servono e scelga in base al limite di CFU che le è più favorevole. Tenga conto che non può iscriversi contemporaneamente in più atenei.

Laurea in Scienze politiche di vecchio ordinamento conseguita dopo l’a.a. 2000/01

Domanda: Buongiorno.
Sono in possesso di una laurea vecchio ordinamento in Scienze Politiche conseguita nel 2002, indirizzo Politico-sociale – sotto-indirizzo programmazione socioeconomica. Con questo tipo di laurea è possibile la messa a disposizione e per che materie?
Cordiali saluti.


Risposta: 1) Accesso all’insegnamento. Ai sensi dell’Allegato A al DM n. 259/2017 (che ha parzialmente rettificato e sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016) con la laurea in Scienze politiche di vecchio ordinamento conseguita dopo l’a.a. 2000/2001 può accedere esclusivamente alla classe di concorso A-46 Scienze giuridico–economiche, a condizione che [Nota (2) a pag. 65 dell’Allegato A al DM n. 259/2017, alla quale deve rispondere in quanto laurea di vecchio ordinamento] il piano di studi seguito abbia compreso i corsi di:
- diritto pubblico generale, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Istituzioni Di Diritto Pubblico, Nozioni Giuridiche Fondamentali, Diritto Costituzionale.
- istituzioni di diritto privato, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Diritto Civile, Nozioni Giuridiche Fondamentali.
- diritto amministrativo, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Diritto degli enti locali, Diritto processuale amministrativo, Contabilità di Stato.
- diritto commerciale, un esame annuale (o due semestrali) fra i seguenti (Tab. A/1): Diritto Fallimentare, Diritto Commerciale Comunitario, Diritto Industriale».
Controlli con attenzione il suo curricolo per verificare la presenza degli esami (in corsivo) relativi a ciascuna area (in grassetto). Se risulta in regola con i requisiti richiesti può accedere all’insegnamento e proporre la sua “messa a disposizione” (MAD), oltre che partecipare al concorso ordinario per il ruolo nella scuola statale.
2) Nel caso in cui fosse carente, anche di uno solo degli esami richiesti, non potrà insegnare (e nemmeno accedere al concorso) fin quando non avrà recuperati tutti gli esami richiesti. Come specificato nella Nota 3 in questa pagina dell'URP del MIUR, una annualità del vecchio ordinamento corrisponde a 12 Crediti Formativi Universitari (CFU) nel nuovo ordinamento. Pertanto, dovrà recuperare ogni annualità tramite esami singoli del NO da 12 CFU (o due da 6 CFU). Gli esami del nuovo ordinamento che le possono interessare sono individuati dai seguenti codici:
- diritto pubblico generale: codice SSD IUS/09
- istituzioni di diritto privato: codice SSD IUS/01
- diritto amministrativo: codice SSD IUS/10
- diritto commerciale: codice SSD IUS/04.
Potrà recuperare gli esami mancanti iscrivendosi ad esami singoli presso una qualsiasi università o facoltà che li presenti nella propria offerta formativa (può utilizzare anche le università telematiche, purché regolarmente accreditate dal MIUR). Non è quindi necessario che li consegua nella sua università e non necessariamente da 12 CFU, potendo conseguire anche due esami da 6 CFU dello stesso codice, ma con diversa denominazione e contenuto, per ciascuna annualità.

Laurea di vecchio ordinamento in Scienze della Comunicazione

Domanda: Salve.
Vorrei sapere con la laurea vecchio ordinamento in scienze della comunicazione cosa si può insegnare e come si possono acquisire eventuali crediti mancanti. Grazie.


Risposta: 1) Ai sensi dell’Allegato A al DM n. 259/2017, con la laurea di vecchio ordinamento in Scienze della comunicazione può accedere alle classi di concorso:
- A–18 Filosofia e Scienze umane, a condizione che il piano degli studi seguito abbia compreso due corsi annuali (o quattro semestrali) delle discipline di ciascuna delle seguenti aree:
filosofica, (due tra i seguenti: Filosofia della scienza, Filosofia morale, Filosofia teoretica, Logica, Storia della filosofia, Storia della filosofia contemporanea, Storia della scienza);
pedagogica, (due fra i seguenti: Didattica generale, Pedagogia generale, Pedagogia sperimentale, Storia della pedagogia, Tecnologia dell'istruzione);
psicologica, (due fra i seguenti: Epistemologia genetica, Psicologia dello sviluppo, Psicologia di comunità, Psicologia generale, Psicologia sociale, Psicopatologia dello sviluppo);
sociologica, (due fra i seguenti: Metodologia e tecnica della ricerca sociale, Sociologia dell'organizzazione, Sociologia della comunicazione, Sociologia delle comunicazioni di massa, Sociologia generale, Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa).
- A-65 Teoria e tecnica della comunicazione, direttamente senza esami specifici [in quanto laurea di vecchio ordinamento non deve fare riferimento alla Nota (1) a pag. 57 della Tabella A allegata al DPR n. 19/2016]. Si tratta di una classe di concorso di nuova istituzione, che trova impiego esclusivamente per l’insegnamento di Teoria della comunicazione nel secondo bienni dell’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, indirizzo Grafica e Comunicazione
Controlli il suo curricolo per verificare il possesso degli esami richiesti per la A-18. Potrà recuperare le carenze iscrivendosi ad esami singoli da 12 CFU del nuovo ordinamento per ogni annualità mancante, presso una qualsiasi università che li presenti nella propria offerta formativa, individuandoli tra i seguenti codici SSD nelle rispettive aree:
- area filosofica, due corsi da 12 CFU ciascuno (o quattro da 6 CFU ciascuno) fra i seguenti: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04, M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05.
- area pedagogica, due corsi da 12 CFU ciascuno fra i seguenti: M-PED/01, M-PED/02, M-PED/04.
- area psicologica, due corsi da 12 CFU ciascuno (o quattro da 6 CFU ciascuno) fra i seguenti: M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06.
- area sociologica, due corsi da 12 CFU ciascuno (o quattro da 6 CFU ciascuno) fra i seguenti: SPS/07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS/12.
2) Quanto sopra vale per l’accesso all’insegnamento nelle due classi di concorso (supplenze temporanee) tramite “messa a disposizione” (MAD) volontaria nelle scuole, mentre per accedere al concorso ordinario per il ruolo nella scuola statale e l’abilitazione all’insegnamento, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto 10 agosto 2017, e che dovranno essere certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017.
Il prossimo concorso ordinario sarà bandito presumibilmente entro la primavera 2019 e si potrà partecipare per una sola classe di concorso per grado di scuola.

Gli insegnamenti previsti per una laurea in Editoria e Giornalismo

Domanda: Posso accedere al concorso con una laurea triennale in Scienze politiche conseguita dopo il 2001 e una laurea specialistica in Editoria e Giornalismo (LS 13) della facoltà di Lettere e Filosofia? Grazie

Risposta: Secondo le disposizioni contenute nell’Allegato A al DM n. 259/2017, con la specialistica LS 13-Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, può accedere esclusivamente all’insegnamento (e quindi al relativo concorso) nella classe di nuova istituzione A-65 Teoria e tecnica della comunicazione, a condizione che nel piano degli studi seguito siano compresi almeno 12 CFU nel settore scientifico-disciplinare SPS/08. La nuova classe di concorso trova impiego esclusivamente per l’insegnamento di Teoria della comunicazione nel secondo biennio dell’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, indirizzo Grafica e Comunicazione.
NB: Ricordi che per accedere al concorso, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, è necessario essere in possesso sia dei crediti di cui al punto 1), sia dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017.

Insegnare italiano nella secondaria di I grado con una laurea in lingue di vecchio ordinamento

Domanda: Gentilissimi,
vi scrivo per chiedervi se a vostro avviso è possibile Insegnare Italiano Storia e Geografia nella scuola secondaria di I grado (classe di concorso A-22) con una Laurea in Lingue vecchio ordinamento, e - se sì - quali esami è necessario aver sostenuto. Vi ringrazio moltissimo.


Risposta: La normativa vigente (Allegato A al DM n. 259/2017) stabilisce che con la laurea di vecchio ordinamento in Lingue e letterature straniere è possibile accedere alle classi di concorso:
- A–24 Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 46/A), a condizione il curricolo degli esami abbia compreso corsi della lingua specifica almeno triennali e purché il piano di studi seguito abbia compreso un corso annuale (o due semestrali ) di linguistica generale, tra Glottodidattica e Glottologia.
- A–25 Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado (ex 45/A), alle medesime condizioni della A-24.
Con detta laurea di vecchio ordinamento è possibile accedere anche alla classe di concorso A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado (ex 43/A), però esclusivamente negli istituti con lingua di insegnamento italiana nella provincia di Bolzano e a condizione che il piano di studi seguito abbia compreso i corsi i annuali (o due semestrali) di:
lingua italiana (uno dei seguenti esami: Didattica della lingua italiana, Grammatica italiana, Linguistica italiana, Storia della lingua italiana);
letteratura italiana;
lingua latina (uno dei seguenti esami: Didattica del latino, Filologia latina, Grammatica latina, Storia della lingua latina);
letteratura latina;
linguistica generale (uno dei seguenti esami: Glottodidattica, Glottologia, Sociolinguistica, Storia della linguistica);
storia (uno dei seguenti esami: Storia contemporanea, Storia greca, Storia medioevale, Storia moderna, Storia romana);
geografia (uno dei seguenti esami: Geografia umana o Teoria e metodi della geografia).
In tutte le altre scuole italiane non può insegnare nella A-22 [si veda la Nota (2) a pag. 35 dell’Allegato A].

Cosa posso insegnare con una laurea magistrale in Scienza e Tecnica della Comunicazione?

Domanda: Salve. Sono laureata in scienze e tecnica della comunicazione, LM 59 di nuovo ordinamento. Ho saputo che posso insegnare nella A-18 (ex A036). Vorrei sapere quali esami integrativi potrei fare per insegnare in questa classe e se ci sono altre discipline che posso insegnare. Distinti saluti.

Risposta: La normativa vigente (Allegato A al DM n. 259/2017) stabilisce che con la magistrale LM 59-Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità può accedere alla classe di concorso A–18 Filosofia e Scienze umane, a condizione che nel piano degli studi siano compresi almeno 96 crediti nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M-STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 CFUtra: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04, M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 CFU tra: M-PED/01, M-PED/02, M-PED/04; 24 CFU tra: M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06; 24 CFU tra: SPS/07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS/12. Se il suo curricolo risulta carente di CFU potrà recuperarli tramite esami singoli presso una qualsiasi università italiana che li riporti nella sua offerta formativa.
Con la sua laurea ha inoltre accesso alla classe di concorso di nuova istituzione A-65 Teoria e tecnica della comunicazione [si veda la Nota (1) a pag. 57 della Tabella A allegata al DPR n. 19/201] a condizione che nel piano degli studi siano compresi almeno 12 CFU nel settore scientifico-disciplinare SPS/08. La nuova classe di concorso trova impiego esclusivamente per l’insegnamento di Teoria della comunicazione nel secondo bienni dell’Istituto Tecnico, settore Tecnologico, indirizzo Grafica e Comunicazione.

Titolo per insegnare Geografia nel primo biennio degli istituti Professionali

Domanda: Salve, sono una docente abilitata nella classe di concorso A-12 (exA050). Vorrei insegnare la geografia al 1° biennio degli istituti professionali, ma dalla Tabella A, delle nuove cdc, risulta possibile solo se nel piano di studi sono presenti 4 annualità di geografia. Nella nota al DPR 19/2016 leggo che i CFU richiesti possono essere conseguiti tramite corsi post lauream. Mi chiedo se un master di 1500 ore con 60 CFU in scienze della geografia può compensare i mancanti. Grazie anticipatamente.

Risposta: Essendo lei già in possesso di abilitazione all’insegnamento, conseguita secondo la normativa precedente al DPR n. 19/201 ha tutti i titoli per accedere all’insegnamento della Geografia nel 1° biennio degli istituti professionali; le norme ordinarie non possono essere retroattive. Infatti, il DDG n. 635 dell'8 luglio 2016, relativo alla confluenza tra le classi di concorso, ha stabilito le classi alle quali debbono essere affidati i singoli insegnamenti per ciascun percorso di istruzione secondario. In particolare (si veda l’Allegato C-3 relativo agli Istituti Professionali), il quadro orario di attività e insegnamenti dell’area generale comuni agli indirizzi dei settori “Servizi” e “Industria e artigianato” stabilisce che l’insegnamento della Geografia generale ed economica al primo anno del primo biennio è affidato alle classi di concorso 39/A, 50/A (ora A-12) e 60/A del vecchio ordinamento. Come vede, la sua classe di concorso (nella quale è già abilitata) è ricompresa fra le classi che possono impartire l’insegnamento in questione.

Il dottorato di ricerca è abilitante all’insegnamento?

Domanda: Buongiorno. Ho letto di recente che è stata approvata l'abilitazione all'insegnamento nelle scuole di secondo grado per coloro che hanno conseguito il titolo di Dottore di Ricerca. Potrebbe gentilmente dirmi se siete al corrente di questo, e se la notizia è attendibile? Grazie in anticipo per l'attenzione. Cordiali saluti.

Risposta: No, non è esatto. Nella seduta del 13 dicembre 2016 il CNSU ha approvato una mozione con la quale si chiede di equiparare il titolo di Dottore di Ricerca alla abilitazione all’insegnamento, direttamente senza necessità di frequentare il Tirocinio Formativo Attivo. Si tratta però, con tutta evidenza, di una “mozione” approvata da un organismo universitario e non di un riconoscimento a tutti gli effetti da parte del MIUR. Perché ciò avvenga è necessaria una norma di legge, però il percorso legislativo per tale equiparazione al momento non è ancora nemmeno iniziato.

Obbligo di pubblicazione dei contratti a tempo determinato

Domanda: Buongiorno. Vorrei sapere, se possibile, se le scuole hanno l'obbligo di rendere pubblici i contratti per il personale non a tempo indeterminato (molte scuole presentano sul sito i soli contratti relativi all'a.s. 2015/2016, o comunque solo fino a ottobre 2016).

Risposta: L’art. 17 del Dlgs n. 33/2013 stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni (e, tra queste, in particolare le scuole) «pubblicano annualmente, nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, i dati relativi al personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato», quindi esplicitamente l’elenco dei titolari dei contratti a tempo determinato. La pubblicazione dei dati (art. 16) avviene annualmente assieme alla presentazione alla Corte dei Conti del conto annuale del personale e delle relative spese sostenute, che le scuole debbono pubblicare «entro il mese di maggio di ogni anno» (art. 60, comma 2, del Dlgs n. 165/2001).

Part-time e obblighi relativi alle attività collegiali

Domanda: Ho un contratto part-time per nove ore settimanali. Quali sono gli obblighi orari relativi alle attività collegiali e quali sono i riferimenti normativi a riguardo? Grazie.

Risposta: Le attività a carattere collegiale dei docenti rientrano tra le “attività funzionali all’insegnamento” di cui all’art. 29 del CCNL-Scuola 2007, tuttora vigente, e sono disciplinate al comma 3; il regime di part-time è regolato all’art. 39 dello stesso CCNL. Il riferimento normativo per le disposizioni riguardanti il rapporto part-time nella scuola è invece costituito dall’OM n. 446/1997. È quest’ultima, al comma 7 dell’art. 7, a stabilire esplicitamente che «Le ore relative alle attività funzionali all'insegnamento sono determinate, di norma, in misura proporzionale all'orario di insegnamento stabilito per il rapporto a tempo parziale. Restano, comunque, fermi gli obblighi di lavoro di cui agli art. 40 e 42, 2° e 3° comma, del C.C.N.L. [artt. 40, commi 3 e 4, e 29, commi 2 e 3, del CCNL vigente, ndr]. Per quanto attiene alle attività di cui all'art. 42, comma 3 lettera b) [nel vigente CCNL si tratta dell’art. 29, comma 3 lett. b), che si riferisce ai consigli di classe, ndr], il tetto delle quaranta ore annue andrà determinato in misura proporzionale all'orario di insegnamento stabilito». Come vede, fatto salvo comunque l’obbligo di partecipazione alle attività collegiali, ad essere esplicitamente dichiarato oggetto di riduzione delle 40 ore annuali in misura proporzionale al tempo di insegnamento stabilito dal contratto di part-time sono le ore relative alla partecipazione ai consigli di classe; mentre il resto delle attività funzionali di cui alla lett. a) del comma 3 dell’art. 29 del CCNL (Collegio dei docenti, ricevimenti tri-quadrimestrali e finali delle famiglie, ecc.) rientra nel generico “di norma” della riduzione proporzionale. Resta naturalmente obbligatoria, in quanto atto dovuto, la partecipazione a scrutini ed esami (comma 3, lett. c) dell’art. 29 del CCNL), indipendentemente dalla loro durata.
In sintesi, con interpretazione estensiva ma coerente della norma, si può affermare che per un docente in part-time l’impegno orario complessivo relativo alle attività collegiali (non obbligatorie come gli scrutini e gli esami) deve essere proporzionato all’orario di insegnamento previsto dal contratto.

Permessi per partecipazione a corsi di formazione e restituzione delle ore

Domanda: Vorrei una precisazione sui cinque giorni annuali di permesso previsti dal contratto per la partecipazione a corsi di formazione. Quando si partecipa e si chiede la giornata, ciò significa che si va a nome della scuola? e pertanto si deve in qualche modo poi “restituire” qualcosa alla scuola?

Risposta: Il diritto alla formazione è un diritto soggettivo e non “per conto terzi”: lei per contratto (art. 64, comma 5, CCNL-Scuola 2007 vigente) ha «diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici». Il fatto che il contratto preveda l’esonero dal servizio e la sostituzione implica che non è tenuta recuperare nulla (sempre che il permesso sia stato concesso ai sensi dell’art. 64, comma 5, del CCNL-Scuola). Inoltre, se partecipa ad un convegno di formazione e aggiornamento il cui contenuto rientra nelle tipologie individuate dal PTOF della scuola o dal Piano Nazionale di Formazione Triennale stabilito dal MIUR e il convegno è promosso da una Associazione qualificata o da un Ente di formazione accreditato riconosciuti dal MIUR, le ore impegnate nel convegno le debbono esserle riconosciute ai fini della formazione obbligatoria stabilita dal comma 124 della la legge n. 107/2015.

Anno di formazione e prova nei passaggi di ruolo

Domanda: Ho ottenuto il passaggio di ruolo dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria; ad avere assegnato il tutor devo anche fare l'iscrizione in piattaforma per la formazione?

Risposta: L’art. 2 del DM n. 850/2015 stabilisce che «sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova», oltre ai neo-immessi in ruolo, anche «i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo». Trattandosi nel suo caso proprio di un passaggio di ruolo, dovrà ripetere integralmente l’anno di formazione e prova sia con la nomina del tutor da parte del Capo d’istituto, sia con l’iscrizione nella piattaforma per la formazione.

Revisione e comunicazione del PTOF

Domanda: Il PTOF aggiornato, da inoltrare entro il 31 Ottobre, a chi deve essere inviato? Dove deve essere pubblicato?

Risposta: Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa che dovesse essere stato rivisitato – in tutto o in parte – per il corrente anno scolastico (la redazione del Piano è triennale e la prima redazione è stata effettuata a gennaio 2016), per quanto riguarda le scuole statali deve essere inviato entro il 31 ottobre all’Ufficio Scolastico Regionale (comma 13 della legge n. 107/2015) ai fini della verifica di congruenza con il limite di organico assegnato (gli esiti della verifica saranno trasmessi direttamente dall’USR al MIUR). La pubblicazione deve avvenire a cura della scuola sul Portale unico dei dati della scuola «al fine di permettere una valutazione comparativa da parte degli studenti e delle famiglie» (comma 17 della legge n. 107/2015), senza attendere gli esiti della verifica dell’USR.

Conseguenze dell’abbandono di una supplenza temporanea

Domanda: Sono stato chiamato per insegnare inglese con contratto fino all'avente diritto se do le dimissioni volontarie vengo depennato dalla graduatoria di terza fascia dove sono inserito oppure posso essere richiamato per altri contratti

Risposta: Occorre distinguere in base alle motivazioni delle dimissioni.
1) Può lasciare senza penalizzazioni la supplenza temporanea attuale per una fino al termine dell’anno scolastico o per una supplenza sul sostegno: il comma 2 dell’art. 8 del Regolamento delle supplenze (DM 13 giugno 2007) stabilisce infatti che «il personale che non sia già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre ha facoltà, nel periodo dell’anno scolastico che va fino al 30 di aprile, di risolvere anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni od oltre».
2) Diversamente, qualora le dimissioni non ricadano nei casi precedenti, verrebbe depennato dalle GdI per tutto l’anno scolastico in corso. Infatti, il comma 1 dell’art. 8 dello stesso del Regolamento delle supplenze (DM 13 giugno 2007) stabilisce inequivocabilmente che per le «supplenze conferite sulla base delle graduatorie di circolo o di istituto… l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento» con «effetti relativamente a tutto l’anno scolastico in corso».

Insegnare Storia dell’Arte con una laurea in architettura di vecchio ordinamento

Domanda: Avrei bisogno di un chiarimento in merito alla classe di concorso 61/A. Ho una laurea in architettura, del vecchio ordinamento e nel mio piano di studi, con tutti esami annuali, ho anche i seguenti:
1) Storia dell'architettura 1;
2) Storia dell'architettura 2;
3) storia dell' architettura contemporanea.
Su sito del MIUR ho visto una tabella riguardante la classe in questione, ma non capisco se questi esami costituiscono titolo sufficiente o meno per insegnare Storia dell’arte. Se ci fosse la possibilità di abilitarsi, potrei partecipare al TFA per questa classe di concorso, oppure devo fare altri esami come integrazione?

Risposta: Come può verificare dall’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19/201 relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento ora in vigore, con la laurea di vecchio ordinamento in Architettura si può accedere all’insegnamento (e quindi anche al concorso ordinario per il ruolo e il conseguimento dell’abilitazione – il TFA probabilmente non verrà più bandito) nella classe di concorso A–54 Storia dell’arte (ex-61/A) a condizione che il curricolo degli studi abbia compreso almeno un corso annuale di storia dell'arte, se la laurea è stata conseguita entro l’a.a. 2000/01; se conseguita dopo, sono richiesti almeno due corsi annuali (o quattro semestrali) di storia dell'arte, fra quelli individuati nella Tabella A/1 allegata al DPR n. 19/201. Fra questi corsi rientra Storia dell’architettura come 2ª annualità, sufficiente a soddisfare i requisiti richiesti se la sua laurea è stata conseguita entro l’a.a. 2000/01. Non compare invece l’esame di Storia dell’architettura contemporanea, per cui se la sua laurea è successiva al 2001 dovrebbe conseguire, come 1ª annualità, uno tra i corsi indicati nella Tabella A/1: Storia dell'arte medioevale o Storia dell'arte moderna.
Tenga poi conto che la sua laurea consente, senza la necessità di aver svolto esami specifici, l’accesso anche alle seguenti classi di concorso:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado.
- A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica.
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado.
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica.
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Inoltre, ha anche accesso alla classe di concorso , purché il piano di studi abbia compreso un corso annuale (o due semestrali) di geometria o geometria descrittiva.
NB: la tabella che ha trovato sul sito del MIUR si riferisce al precedente ordinamento per le lauree di vecchio ordinamento (Tabella A allegata al DM n. 39/1998). Con il nuovo DPR n. 19/2016 non sono però cambiate sostanzialmente le disposizioni, ma solo le sigle e la denominazione delle tabelle (classe A-54 invece della vecchia 61/A, Tabella A/1 invece della vecchia Tabella A/4, …).
NB: Ricordi che per accedere al concorso (per il ruolo e l’abilitazione), a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, è necessario essere in possesso sia dei crediti di cui al punto 1), sia dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017.

TFA per laureati in Economia: quali e quante classi, quali prove e quanti percorsi sono possibili?

Domanda: Sono neolaureata Magistrale in Economia (LM-77) e vorrei partecipare al prossimo concorso. Vorrei gentilmente sapere a quali classi per l’insegnamento posso accedere. Grazie.

Risposta: 1) La normativa vigente, costituita dall’Allegato A al DM n. 259/2017, stabilisce che con una laurea di nuovo ordinamento di classe LM 77-Scienze economico-aziendali può accedere direttamente (non occorrono crediti specifici) alle classi di concorso della secondaria di II grado A–45 Scienze economico-aziendali e A-47 Scienze matematiche applicate. Può inoltre accedere alle seguenti:
- A–21 Geografia, purché in possesso di almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 CFU in M-GGR/01, 24 CFU in M-GGR/02.
- A–46 Scienze giuridico–economiche, purché in possesso di almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01, 12 CFU in SECS-P/02, 12 CFU in SECS-P/07, 12 CFU in SECS-S/03, 12 CFU in IUS/01, 12 CFU in IUS/04, 12 CFU in IUS/09, 12 CFU in IUS/10.
Il computo dei crediti richiesti va effettuato su tutto il percorso accademico (triennale + magistrale). Le disposizioni dell’Allegato A sono perentorie e non possono essere derogate; non è possibile, cioè, compensare esami specifici con altri di diverso codice SSD.
2) I crediti mancanti possono essere conseguiti tramite esami singoli presso una qualsiasi università (non necessariamente quella di laurea) che li presenti nella propria offerta formativa (si veda la Nota 2 in questa pagina dell'URP del MIUR).
NB: Ricordi che per l’accesso al concorso ordinario, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59 (art. 5, comma 1, così come modificato Legge di Bilancio 2019), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3). Parte degli esami richiesti tra i 24 CFU potrebbe averli già sostenuti, ma dovrà farseli riconoscere e certificare dall’università ai fini del concorso, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017; quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi.

Quanti sono i docenti accompagnatori necessari per le visite guidate?

Domanda: Vorrei cortesemente sapere se è ancora in vigore la legge che stabilisce che quando una classe esce sul territorio il rapporto fra insegnanti e alunni è di 1 a 15. Grazie.

Risposta: La disposizione relativa alle visite guidate da lei richiamata è contenuta nella CM n. 291/1992, che al secondo comma del punto 8.2 stabilisce: «si conviene che nella programmazione dei viaggi debba essere prevista la presenza di almeno un accompagnatore ogni quindici alunni». Tuttavia, dopo l’emanazione del DPR n. 275/1999 le disposizioni sono cambiate, rientrando la gestione anche di questa attività all’interno dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Il MIUR, con Nota prot. n. 2209/2012 ha definitivamente rinviato al suddetto DPR n. 275/1999 precisando che «l’effettuazione di viaggi di istruzione e visite guidate deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti in sede di programmazione dell’azione educativa (cfr. art. 7, D.lgs. n. 297/1994), e dal Consiglio di istituto o di circolo nell’ambito dell’organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola (cfr. art. 10, comma 3, lettera e), D.lgs. n. 297/1994)». E che pertanto «la previgente normativa in materia (a titolo esemplificativo, si citano: C.M. n. 291 - 14/10/1992; D.lgs n. 111 - 17/03/1995; C.M. n. 623 - 02/10/1996; C.M. n. 181 - 17/03/1997; D.P.C.M. n. 349 - 23/07/1999), costituisce opportuno riferimento per orientamenti e suggerimenti operativi, ma non riveste più carattere prescrittivo». In sostanza, tutta la materia riguardante le visite guidate, quindi anche il numero di accompagnatori, è competenza esclusiva degli Organi Collegiali della scuola, i quali debbono deliberare in proposito e possono farlo anche tenendo conto di quanto stabilito nella normativa precedente. Solo qualora detti OO.CC. non avessero deliberato in proposito si possono ritenere ancora efficaci le disposizioni precedenti.
Ad ogni buon conto, è opportuno ricordare che non esiste alcun obbligo per i docenti di accompagnare gli allievi nelle visite guidate all’esterno della scuola; se non ci sono docenti disponibili, seppure programmata, l’uscita non può avere luogo.

Quale laurea magistrale scegliere per insegnare lingue straniere?

Domanda: Buonasera,
sono una studentessa laureatasi a luglio c.a. in Lingue, Civiltà e Scienze del Linguaggio (L-11) e sto valutando ora a che percorso di Laurea Magistrale immatricolarmi (in particolare sono indecisa tra: LM-37, LM-39 e LM-52). Avrei qualche domanda da sottoporle:
1- Dati i tre corsi di laurea magistrale da me qui sopra elencati e in base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 Febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l'insegnamento, credo di capire che per accedere alle classi di concorso per l'insegnamento delle comunemente chiamate "Lingue e Letterature straniere" occorre una laurea magistrale LM 39-Linguistica o una LM 37-Lingue e Letterature Moderne Europee e Americane corredate di opportuni CFU (ovvero 36 triennali nella Lingua e 24 nella corrispondente Letteratura). Mi chiedevo se fosse possibile insegnare suddette materie anche con una laurea magistrale LM 52-Relazioni Internazionali avendo già ricoperto i CFU richiesti (36 nella Lingua e 24 nella corrispondente Letteratura) con gli esami della triennale.
2- Per i 24 CFU di Letteratura (corrispondente alla Lingua) vengono contati anche gli esami conseguiti durante la Triennale, quindi fare solo quelli che mi mancano, o devono essere accumulati tutti e 24 ex-novo in Magistrale?
3- Mi sono laureata in 3 lingue (Spagnolo, Inglese e LIS), Anche dovessi iniziare una Magistrale (LM 39 o 37 che sia) incentrata sullo Spagnolo, potrei poi insegnare anche Inglese (chiaramente possedendo i necessari CFU)?
Grazie davvero se potrà fare chiarezza.

Risposta: 1) La normativa aggiornata è costituita dall’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19/201. Come può agevolmente verificare alle pagine 39 e 41 (quinta colonna) dell’Allegato A, la laurea magistrale LM 52-Relazioni internazionali non è prevista per l’accesso alle classi di concorso A–24 Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 46/A) e A–25 Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado (ex 45/A). Con la LM 52 si può accedere soltanto alla classe A–46 Scienze giuridico–economiche (ex 19/A).
2) Per il conteggio dei 24 CFU di letteratura, come dei 36 di lingua, si fa riferimento a tutto il percorso accademico quinquennale (triennale + specialistica).
3) Sì, purché siano presenti tutti i requisiti richiesti alla Nota (10) dell’Allegato A anche per la seconda lingua.

Orario settimanale delle lezioni: chi lo predispone? Si può concordare?

Domanda: Salve, desidero sapere se l'orario settimanale delle lezioni redatto dal dirigente o da una apposita commissione deve essere controfirmato per accettazione dai docenti oppure deve essere osservato senza nessuna esitazione.

Risposta: Fra i compiti propri del dirigente scolastico c’è quello organizzativo. L’art. 25, comma 2, del dlgs n. 165/2001 stabilisce che «Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali». Mentre, il Testo Unico della scuola, il dlgs n. 297/1994, all’art. 7, comma 2, stabilisce che «Il collegio dei docenti (…) b) formula proposte al direttore didattico o al preside per la formazione, la composizione delle classi e l'assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell'orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d'istituto». Pertanto, è il dirigente che, in base alle proposte fornite dal Collegio dei docenti e col supporto di collaboratori da lui scelti, elabora l’orario settimanale delle lezioni. Secondo convenzioni interne in uso nelle scuole è di solito possibile concordare alcune caratteristiche del proprio orario (fra queste, l’orario di massima di entrata e uscita e il giorno libero) e richiedere eventuali aggiustamenti.

Laurea magistrale in architettura e insegnamento; indicazioni poco chiare. Cosa fare?

Domanda: Salve, ho visto sul vostro sito web molte domande relative al TFA. In pratica vorrei capire cosa posso insegnare con la laurea in architettura (LM 4), ma non ho trovato indicazioni chiare. Ho scaricato dal sito web dell'Università degli Studi di Bari la Tabella A - Nuove classi di concorso: denominazione, titoli di accesso, insegnamenti relativi e confrontando con i "titoli di accesso alle classi di concorso" sul sito del Miur ho trovato, forse mi sbaglio, delle contraddizioni. Dalla Tabella A leggo il codice A/37 e nella sottovoce "ex 72/A" - topografia generale, costruzioni rurali e disegno con laurea di accesso LM 4. Sul sito del Miur non trovo A/37 e nemmeno la sottovoce ex 72/A, ma solo ex 16/A, e qui nemmeno si fa riferimento all'insegnamento negli istituti tecnici agrari. Quindi non capisco se posso insegnare genio rurale negli istituti tecnici agrari.
Inoltre tra i vari istituti superiori e tra le varie materie a cui una laurea dà accesso è possibile fare una scelta del tipo di istituto?

Risposta: 1) In base a quanto previsto dall’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea magistrale LM 4-Architettura e ingegneria edile–architettura può accedere direttamente alle seguenti classi:
- A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado (ex 28/A).
- A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica (ex 23/A, ex- 27/A).
- A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 24/A, ex 25/A.
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica (ex 16/A, ex 71/A, ex 72/A).
- A–47 Scienze matematiche applicate (ex 48/A).
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado (ex 33/A).
Poi alle seguenti classi con crediti specifici:
- A–20 Fisica (ex 38/A), purché il curricolo degli esami contenga ) almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01.
- A–26 Matematica (ex 47/A), purché il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, 03, 05, 06, 08.
- A–54 Storia dell’arte (ex 61/A), purché il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 L-ART/01 o 02, 12 L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Per quest’ultima classe di concorso, la verifica dei titoli accessori è esemplificata nella Nota 4 di questa pagina dell'URP del MIUR, la quale riferisce che si potrebbero totalizzare i 24 CFU richiesti nei due SSD anche in modalità “monotematiche” – ovvero con tutti i CFU in uno solo dei due SSD in L-ART/ – oltre che con un a combinazione diversificata di entrambi con ICAR/.
E da ultime le seguenti classi vincolate al possesso di specifici diplomi di secondaria di II grado o titoli non accademici (rinvenibili nella sesta colonna della Tabella A):
- A–02 Design dei metalli, dell’oreficeria, delle pietre dure e delle gemme (ex 10/A).
- A-03 Design della ceramica (ex 6/A).
- A–04 Design del libro (ex 9/A).
- A–05 Design del tessuto e della moda (ex 4/A).
- A–06 Design del vetro (ex 5/A).
- A–07 Discipline Audiovisive (ex 3/A).
- A–08 Discipline geometriche, architettura, design d’arredamento e scenotecnica (ex 18/A).
- A–09 Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche (ex 8/A, ex 21/A).
- A–33 Scienze e tecnologie aeronautiche (ex 14/A, ex 53/A, ex 55/A).
- A–43 Scienze e tecnologie nautiche (ex 56/A).
2) Quanto alle classi di concorso i codici “A-(numero)” indentificano le nuove classi di concorso ora vigenti, mentre i codici indicati con “ex (numero)/A” riguardano le vecchie classi di concorso. Per intenderci, la A-37 è una nuova classe di concorso, mentre la ex 72/A è una vecchia classe ora non più attiva; la ex 16/A rientra nella nuova A-37 e consente l’insegnamento di “genio rurale” negli istituti agrari (si veda la settima colonna a pag. 51 dell’Allegato A.
3) Per verificare a quali insegnamenti specifici può accedere con ciascuna classe di concorso deve consultare la settima colonna dell’Allegato A, nella pagina relativa a ciascuna classe.

Con quali modalità è possibile recuperare i CFU mancanti per l’accesso all’insegnamento?

Domanda: Chiedo se sia possibile recuperare i crediti mancanti per l'insegnamento attraverso un master od altro percorso universitario e non solo attraverso corsi singoli. Ho chiesto a diversi USP ed ottenuto risposte contrastanti: è possibile purché gli esami all'interno del master abbiano un relativo SSD ed i relativi crediti, senza tuttavia ottenere alcun riferimento normativo.

Risposta: Tutti percorsi universitari che prevedono corsi con lo specifico SSD richiesto dall’Allegato A al DM n. 259/2017 sono validi, sia se in corso di laurea ordinario, sia se in corsi singoli post-laurea, sia in master o in scuole di specializzazione universitaria. Quel che conta è che il codice SSD risponda esattamente quello richiesto dall’Allegato A. Trova conferma di quanto sopra nella Nota 2 in questa pagina dell'URP del MIUR: «1. gli esami o CFU richiesti dal DPR 19/2016 possono essere conseguiti durante il corso di laurea (triennale, specialistica, magistrale), tramite corsi post-lauream (scuole di specializzazione, master universitari etc.), tramite corsi singoli universitari»
Nel caso di master o di corsi di specializzazione è determinante ai fini del computo che nel certificato finale rilasciato dall’università i singoli esami siano distintamente elencati con il proprio codice SSD ed il relativo numero di crediti conseguiti.

Accesso all'insegnamento nelle classi A-48 e A-49

Domanda: Salve, vorrei sapere quali sono le laure magistrali riconosciute per poter accedere all'insegnamento educazione fisica; io ho la laurea magistrale in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate.
La ringrazio anticipatamente della risposta.

Risposta: Con la sua laurea LM 67-Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate ai sensi della Tabella A allegata al DPR n. 19/201 può accedere all’insegnamento (e anche al concorso per il ruolo) nelle classi di concorso A-48 Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 29/A) e A-49 Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I grado (ex 30/A).
NB: Ricordi che per l’accesso al concorso ordinario, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3). Parte degli esami richiesti tra i 24 CFU potrebbe averli già sostenuti, ma dovrà farseli riconoscere e certificare dall’università ai fini del concorso, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017; quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi per il concorso.

Quale piano di studi per insegnare italiano Lingua2 agli stranieri?

Domanda: Salve, sono una studentessa iscritta al secondo anno di mediazione linguistica e, dovendo fare degli esami a scelta, mi piacerebbe integrare degli esami che poi possano permettermi di considerare in un futuro anche la strada dell'insegnamento dell'italiano agli alloglotti. Vorrei sapere il numero di crediti e quali esami sono richiesti e se, soprattutto, dopo aver acquisito questi crediti è comunque necessario svolgere il DITALS.
Grazie anticipatamente

Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, per accedere alla classe i nuova istituzione A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera deve conseguire una delle lauree magistrali elencate nella quinta colonna alle pagine 19 e 20 della suddetta Tabella A. Nel curricolo degli esami debbono essere compresi almeno 72 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui: 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in L-LIN/02; 12 CFU in L-FIL- LET/12; e almeno 6 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/04; 6 CFU in M-GGR/01; 6 CFU in tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04. Se non riuscirà ad inserire i crediti necessari a completamento della triennale nel curricolo della magistrale, potrà reperirli successivamente come esami singoli.
Inoltre, la Nota (a) richiede anche il conseguimento di uno dei titoli di specializzazione in italiano L2 individuati dal DM n. 92/2016, che elenca i titoli riconosciuti dal MIUR e presenti nell’offerta universitaria italiana; fra questi sono presenti anche le certificazioni DITALS di primo e di secondo livello.

Insegnante di sostegno e sostituzione dei colleghi assenti

Domanda: L'insegnante di sostegno può essere chiamato a sostituire un collega assente? Può sostituire il collega curriculare nella propria classe? Grazie.

Risposta: L’insegnante di sostegno, secondo quanto richiamato dall’art. 15 dell’OM n. 90/2001 e dal DPR n. 122/2009, sono docenti contitolari della classe, ai quali è affidata la cura particolare di un allievo. Le Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, pubblicate dal MIUR con Nota prot. n. 4274/2009, ricorda che «l'insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni se non quelle strettamente connesse al progetto d'integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto». Quanto alle supplenze, la Nota MIUR prot. n. 9839/2010, relativa alle supplenze temporanee dei docenti, sottolinea che «appare opportuno richiamare l’attenzione sull’opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili».
Da quanto sopra deriva che l’insegnante di sostegno può essere utilizzato per le supplenze esclusivamente nelle ore in cui è a disposizione. In nessun caso può essere distolto dalla cura del proprio allievo per effettuare una supplenza in altra classe né, tanto meno, sostituite il docente curricolare contitolare della classe.

Esame di idoneità per accedere ad altro istituto di allievo non promosso

Domanda: Un allievo che ha frequentato la terza classe del liceo scientifico, con giudizio sospeso agli scrutini di giugno, dopo aver sostenuto le prove di verifica con esito negativo nel mese di agosto, il primo settembre ha chiesto di sostenere, con regolare domanda, l'esame di idoneità presso l’Istituto Commerciale per poter frequentare il prossimo anno la quarta classe. Chiedo se secondo la normativa vigente la richiesta è ammissibile.

Risposta: Non è possibile in quanto il passaggio da un indirizzo ad un altro può avvenire solo dopo il superamento di esami integrativi, e non di idoneità. Il riferimento normativo e ancora oggi l’OM n. 90/2001, che è stata confermata sostanzialmente anche nelle diverse ordinanze successive. In particolare, il comma 1 dell’art. 24, relativo agli esami integrativi, stabilisce che «Gli alunni ed i candidati promossi in sede di scrutinio finale o di esami di idoneità a classi di istituti di istruzione secondaria superiore possono sostenere, in un'apposita sessione speciale e con le modalità di cui ai precedenti articoli, esami integrativi per classi corrispondenti di scuola di diverso ordine, tipo o indirizzo su materie o parti di materie non comprese nei programmi del corso di studio di provenienza. Detta sessione deve avere termine prima dell'inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo». Mentre al comma 2 precisa: «Gli alunni che non hanno conseguito la promozione o l'idoneità alle classi suindicate possono sostenere in scuole di diverso ordine, tipo o indirizzo, esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella frequentata con esito negativo; analogamente i candidati esterni che non hanno conseguito l'idoneità possono sostenere gli esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella cui dà accesso il titolo di studio posseduto».
Del resto, se così non fosse si tratterebbe di un modo piuttosto “comodo” per aggirare ogni volta le mancate promozioni…

Insegnare italiano e latino con la laurea in archeologia

Domanda: Sono laureata in LM 2-Archeologia nell’anno anno accademico 2017/2018. Ho verificato che anche se hanno accettato la laurea in archeologia non posso insegnare molto... per Storia niente da fare, per Letteratura italiana dovrei recuperare diversi CFU e proprio per tale motivo le chiedo un aiuto. Nello specifico, per accedere alle classi A-11, A-12 e A-22 che esami mi servono? La ringrazio anticipatamente.

Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017 con la laurea magistrale LM 2-Archeologia può accedere alle seguenti classi di concorso:
- A-11 Discipline letterarie e latino, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02 o 03; 12 CFU in M-STO/01 o 02 o 04.
- A-12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 84 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 12 CFU in L- FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
- A-13 Discipline letterarie, latino e greco, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 120 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR e L-ANT di cui: 24 CFU in L-FIL-LET/02; 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FILLET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN 01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02; 12 CFU in L-ANT/03.
- A-21 Geografia, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 CFU in M-GGR/01; 24 CFU in M-GGR/02.
- A-22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 CFU in LFIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01 (Glottologia e linguistica); 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.
- A-54 Storia dell’arte, a condizione che nel curricolo siano presenti almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Confronti il suo curricolo con quanto sopra riportato, per verificare le sue immediate possibilità; se carente di CFU potrà recuperarli presso qualsiasi sede universitaria italiana.
Per accedere al concorso ordinario che sta per essere bandito, oltre ai requisiti di cui sopra, dovrà essere in possesso di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3). Parte degli esami richiesti tra i 24 CFU potrebbe averli già sostenuti, ma dovrà farseli riconoscere e certificare dall’università ai fini del concorso, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017; quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi per il concorso.

Quali soni i requisiti per insegnare latino nei licei con una laurea in Filologia moderna?

Domanda: Sono una studentessa che sta per iscriversi all'università e, in virtù della mia volontà di insegnare una volta conseguita la laurea e tutte le abilitazioni successive, volevo porgerle delle domande, alle quali spero potrà aiutarmi a trovare una risposta.
Vorrei iscrivermi al corso di laurea "Letteratura Musica e Spettacolo" (L10), la classe di appartenenza è la stessa dei corsi in Lettere moderne o lettere classiche: se seguita da un'adeguata laurea specialistica in filologia moderna (LM-14), è valida per la classe di concorso A-11 (Discipline letterarie e latino)? Ho controllato i CFU necessari per la classe di concorso A-11 e mancherebbe solamente un esame (L-ANT/02 o 03): è possibile dare un esame che non rientri nel piano degli studi per raggiungere i CFU necessari?
Altra domanda: ho letto sempre sul suo sito che i CFU necessari per la classe di concorso A-11 sono i seguenti: 96 crediti nei settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN 01, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02 o 03, 12 M-STO/01 o 02 o 04.
Questi crediti sono da conseguire durante un percorso quinquennale (quindi distribuiti tra laurea triennale e laurea magistrale) o solamente durante uno dei due percorsi di studio?

Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19/201 relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con una laurea magistrale LM 14-Filologia moderna si può accedere alla classe di concorso A–11 Discipline letterarie e latino, a condizione che il curricolo degli esami contenga – come da lei correttamente rilevato – almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02 o 03; 12 CFU in M-STO/01 o 02 o 04. Tali crediti possono essere conseguiti in tutto il percorso accademico quinquennale, predisponendo adeguatamente il piano degli studi. Controlli attentamente il curricolo standard della L-10 e della LM 14 ed eventualmente chieda alla segreteria di facoltà come costruire un piano di studi che le consenta di conseguire i crediti necessari. Tenga inoltre conto che, sempre in base al citato Allegato A, bilanciando opportunamente i crediti necessari per la classe A-11 può adeguatamente accedere anche alle classi:
A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 84 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN 01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04;
A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 CFU in LFIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01 (Glottologia e linguistica); 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.
Le condizioni sopra riportate sono quelle valide al momento per l'acceso all'insegnamento e al concorso ordinario per il ruolo nella scuola statale e il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento.

Come fare per insegnare con una laurea in Giurisprudenza di vecchio ordinamento

Domanda: Sono laureata in giurisprudenza vecchio ordinamento, nell'anno 2004, abilitata all'esercizio della professione forense nel 2011, nel mio piano di studi universitario ho sostenuto gli esami di economia politica e di storia economica, vorrei sapere in questa situazione cosa posso fare per poter insegnare? Dovrei sostenere altri esami? È necessaria l'abilitazione per fare supplenze? Ci saranno concorsi per la scuola? Ringrazio in anticipo per l'attenzione.

Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017 con la sua laurea di vecchio ordinamento in Giurisprudenza può accedere all’insegnamento nella classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche (ex 19/A) purché il piano di studi seguito abbia compreso un corso annuale (o due semestrali) in ciascuna delle seguenti aree: economia politica, politica economica, economia aziendale, statistica economica; tanto, infatti, stabilisce la Nota (1) riportata in sesta colonna a pag. 41 della Tabella A. In base alla Tabella A/1 allegata al DPR n. 19/2016, a dette aree afferiscono rispettivamente i seguenti corsi:
economia politica: Analisi economica, Istituzioni di economia, Storia dell'economia politica;
politica economica: Politica del lavoro, Politica economica europea, Programmazione economica;
economia aziendale: Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, Economia delle imprese pubbliche, Programmazione e controllo delle amministrazioni pubbliche;
statistica economica: Statistica, Storia della statistica.
Controlli attentamente il suo piano degli studi per verificare se è presente almeno un esame per ciascuna delle quattro aree. Qualora risultassero mancare degli esami, per poter accedere all’insegnamento dovrà reperirli tramite corsi singoli scelti necessariamente nel nuovo ordinamento.
2) Recupero eventuali annualità mancanti. La Nota 3 in questa pagina dell'URP del MIUR precisa che «I laureati di Vecchio Ordinamento, che devono integrare il loro piano di studi, dovranno sostenere per ciascuna annualità richiesta esami di nuovo ordinamento da 12 CFU, con stessa o simile denominazione e nei corrispondenti SSD-Settori Scientifico Disciplinari previsti per le lauree di Nuovo ordinamento (SSD - Settori Scientifico Disciplinari.
Pertanto, dovrà recuperare ogni annualità mancante tramite esami singoli del NO da 12 CFU (o due da 6 CFU dello stesso codice per ciascuna annualità). Gli esami del nuovo ordinamento che le possono interessare sono individuati dai seguenti codici:
- economia politica: codice SSD SECS-P/01
- politica economica: codice SSD SECS-P/02
- economia aziendale: codice SSD SECS-P/07
- statistica economica: codice SSD SECS-S/03.
Potrà conseguire gli esami mancanti iscrivendosi a corsi singoli presso una qualsiasi università che li presenti nella propria offerta formativa. Al conseguimento degli esami l’università rilascierà regolare certificazione valida ai fini dei pubblici concorsi.
3) “Messa a disposizione” per le supplenze temporanee. Per svolgere supplenze può inviare la sua “messa a disposizione” (MAD) in tutte le scuole nelle quali la classe A-46 (ex-19/A) è prevista, senza vincoli di provincia o regione, e può inviarla in qualsiasi momento dell’anno. La MAD per le supplenze è una prassi non regolamentata dalla legge che consente di insegnare laddove risulta carenza di personale iscritto nelle Graduatorie d’Istituto. Il servizio che viene svolto con incarico da MAD è valido a tutti gli effetti come quello da Graduatoria d’Istituto, da lo stesso punteggio (purché l’incarico sia stato affidato in presenza di tutti i requisiti di accesso alla classe) ed è retribuito allo stesso modo; è anche valido ai fini pensionistici e per la ricostruzione della carriera una volta conseguito il ruolo. L’incarico che si riceve da MAD non è formalmente soggetto alla normativa vigente per le supplenze (come detto sopra la MAD non è normata), tuttavia i dirigenti scolastici hanno indicazione a trattarlo secondo il Regolamento delle supplenze (DM 13 giugno 2007); quindi con lo stesso trattamento delle supplenze ordinarie. La Graduatoria d’Istituto prevale sempre sulla MAD, cioè gli iscritti in GdI vengono chiamati prima. Trova i moduli fac-simile nel web, in particolare nei siti dei provveditorati. Può inviarla tramite mail ordinaria, ma sarebbe preferibile utilizzare la Posta Elettronica Certificata (se ne dispone), in modo da risultare al protocollo delle scuole in indirizzo.
4) Concorso ordinario per il ruolo. Per l’accesso al concorso ordinario, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, così come modificato dalla Legge di Bilancio per il 2019, oltre che dei requisiti per l’accesso alla classe di concorso di cui al punto 1), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), che debbono essere certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017. I 24 CFU si conseguono attraverso corsi specifici organizzati dalle università (anche telematiche private) in genere denominati PeF24 e predisposti esplicitamente per il concorso.
Ricordi che tutti i requisiti (compresi i 24 CFU) dovranno essere in possesso del candidato entro la data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso. Non sono consentite ammissioni “con riserva” di conseguimento dei titoli di accesso.

Laurea in Biosicurezza e Qualità: cosa posso insegnare?

Domanda: Sono laureando magistrale al corso di laurea Biosicurezza e Qualità degli alimenti e il suddetto corso è interclasse fra LM 7 e LM 70. In sede di domanda di laurea bisogna scegliere una delle due classi.
Mi chiedo se, ai fini di insegnamento e classi di concorso, pur avendo scelto una classe di laurea, posso insegnare anche le materie relative all'altra, dato che comunque il corso di laurea è interclasse e i contenuti dovrebbero, almeno in teoria, preparare sia per l'una che per l'altra classe di laurea.

Risposta: Ai fini dell’accesso all’insegnamento la scelta dell’una o dell’altra non è indifferente. La normativa vigente, infatti, prevede in un solo caso l’intercambiabilità delle due classi di laurea, mentre distingue nettamente in tutti gli altri. Per poter effettuare la scelta in funzione anche dell’insegnamento occorre riferirsi all’Allegato A al DM n. 259/2017 e alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, per le classi non citate nel primo. Tale normativa stabilisce chiaramente che l’unica classe di concorso accessibile ad entrambe le classi di laurea LM 7-Biologie agrarie e LM 70-Scienze e tecnologie alimentari è la A-31 Scienze degli alimenti (senza bisogno di specifici crediti aggiuntivi, si veda la pag. 31 della Tabella A), che riguarda gli insegnamenti negli istituti tecnici e professionali.
Dall’Allegato A si rileva, invece, che con la LM 7-Biologie agrarie (ma non con la LM 70) si può accedere direttamente alle classi di concorso A–28 Matematica e scienze nella secondaria di I grado (purché la laurea venga conseguita prima dell’a.a. 2019/20) e A-50 Scienze naturali, chimiche e biologiche (secondaria di II grado), purché nel curricolo siano presenti almeno 12 CFU in settori GEO.
Diversamente, con la LM 70-Scienze e tecnologie alimentari (ma non con la LM 7) si può accedere direttamente alle classi A–34 Scienze e tecnologie chimiche, A-51 Scienze, tecnologie e tecniche agrarie, A-52 Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali (tutte della secondaria di II grado) e A-60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Come vede, dal punto di vista dell’insegnamento è preferibile scegliere la classe LM 70 in quanto offre maggiori possibilità.

Laurea in Veterinaria e insegnamento

Domanda: Buon giorno. Ho 42 anni e una laurea in Medicina veterinaria ottenuta nel 2000 a Torino. Ho sempre fatto la libera professione ma ora non riesco più a svolgerla. Mi sembra di aver capito, da informazioni raccolte on-line, che posso solo sperare di venire inserita nelle graduatorie delle supplenze negli Istituti Agrari per la materia di Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali. Volevo chiedere se questo è corretto, se ho diritto a fare domanda per il ruolo di insegnante di sostegno, se posso fare qualche concorso pubblico che mi dia qualche certezza maggiore di impiego. Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Risposta: 1) Sì, è corretto: in base alla Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016 con la laurea in Medicina veterinaria può accedere direttamente agli insegnamenti degli istituti tecnici e professionali agrari relativi alla classe di concorso A-52 Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali (per il dettaglio di scuole e insegnamenti si veda l’ultima colonna di pag. 46 della Tabella in corrispondenza della classe A-52).
2) Per accedere all’insegnamento sul sostegno occorre una specializzazione specifica per conseguire la quale partecipare a specifici corsi universitari.
3) Per accedere ai concorsi ordinari per il ruolo nella scuola statale occorre anche essere in possesso di 24 CFU (Crediti Formativi Universitari) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), che debbono essere certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017. I 24 CFU si conseguono attraverso corsi specifici organizzati dalle università (anche telematiche private) in genere denominati PeF24 e predisposti esplicitamente per il concorso.
4) Al momento, per insegnare potrebbe inviare alle scuole di cui sopra (non c’è alcun limite di provincia o regione) una dichiarazione di “messa a disposizione” (MAD) per le supplenze, indicando il titolo di laurea e la classe di concorso; i moduli fac-simile si trovano sui siti degli Uffici Scolastici Territoriali (gli ex-provveditorati agli studi). Per poter entrare nelle Graduatorie di Istituto per le supplenze (al loro rinnovo triennale che cade nella primavera 2017) dovrà invece conseguire necessariamente l’abilitazione all’insegnamento.

Esoneri e semiesoneri dei collaboratori del dirigente scolastico

Domanda: Salve. Per il nuovo anno scolastico mi è stato proposto di collaborare con il Dirigente scolastico come suo Vicario; mi spetta il semi-esonero? Se sì per quante ore dovrei insegnare e quante a disposizione della direzione?

Risposta: Esoneri e semiesoneri dei collaboratori vicari non sono più possibili. La legge di Stabilità 2015 ha infatti abrogato, a partire dall’a.s. 2015/16, l’art. 459 del dlgs n. 297/1994 che stabiliva le modalità per ottenere l'esonero o il semi esonero per il docente vicario. Successivamente, la legge n. 107/2015 (della cosiddetta “buona scuola”) ha disciplinato la materia relativa ai collaboratori della dirigenza stabilendo che il dirigente scolastico può individuare fino al 10% dei docenti collaboratori sul piano organizzativo e didattico all’interno dell’organico dell’autonomia, con ciò facendo scomparire definitivamente la figura del vicario (esonero o semiesonero essendo già stati abrogati).

È possibile insegnare italiano nei licei senza dover studiare latino all’università?

Domanda: Quest'anno mi volevo inscrivere alla facoltà di lettere e poi conseguire la laurea magistrale in lettere moderne che non prevede lo studio del latino. La mia domanda è se per insegnare in un liceo sia necessario integrare nel mio piano di studio esami di latino oppure no. Grazie.

Risposta: Non è possibile. Infatti, l’Allegato A al DM n. 259/2017 stabilisce che per insegnare lettere nei licei è necessario conseguire una delle lauree magistrali previste per la classe di concorso per l’insegnamento A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, individuabili nella quinta colonna di pag. 18 dell'Allegato A stesso. Come può agevolmente verificare, quasi tutte le lauree magistrali elencate rimandano alla Nota (7) che stabilisce i crediti che è necessario inserire nel piano di studi per ottenere l’accesso agli insegnamenti in tale classe di con corso. Fra questi sono richiesti 12 CFU del settore scientifico-disciplinare L-FIL-LET/04, corrisponde a Lingua e letteratura latina. Tanto vale anche per la magistrale LM 39-Linguistica, che nella Nota (8) cui fa riferimento prevede analogamente la presenza di 12 CFU in L-FIL-LET/04.
La condizione non cambia nemmeno per l’insegnamento di lettere nella secondaria di primo grado (ex-scuola media), in quanto la relativa classe di concorso per l’insegnamento, la A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, richiede tutte lauree magistrali (quinta colonna di pag. 35) che debbono contenere nel piano di studi 12 CFU in L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina.

Quali requisiti sono necessari per insegnare matematica con una laurea in ingegneria civile?

Domanda: Buongiorno, ho conseguito una laurea triennale in ingegneria civile con curriculum generale secondo l'ordinamento 730/2002 e successivamente ho conseguito una laurea magistrale in ingegneria civile curriculum strutturistico secondo il nuovo ordinamento. Vorrei insegnare matematica, fisica ed eventualmente scienza delle costruzioni e, secondo la tabella A del DPR 19/2016 mi sembra di capire di dover aver acquisito almeno 24 crediti nel settore FIS/01 e 80 crediti nei settori MAT/02, 03, 05, 06, 08 per poter accedere al TFA, mentre per scienza delle costruzioni non è indicato nulla. Con i miei corsi di studio ho acquisito 16 CFU in FIS/01 e 26 CFU nei diversi settori MAT (ho anche 5 CFU nel settore MAT/07 ma mi sembra di capire che non sia riconosciuto). Vorrei capire come potrei procedere per entrare nel mondo dell'insegnamento. Vorrei capire dove rivolgermi per sapere quali corsi integrativi seguire per acquisire i CFU mancanti e, successivamente, come iscrivermi al TFA.
Inoltre non mi è del tutto chiara la posizione che si assume una volta ottenuta l'eventuale abilitazione all'insegnamento e se sia possibile iscriversi al TFA contemporaneamente per le tre classi di insegnamento di mio interesse.
Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti.


Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, per insegnare nella classe di concorso A–26 Matematica con la laurea magistrale LM 23-Ingegneria civile nel curricolo degli esami debbono essere compresi almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, /03, /05, /06, /08, mentre per insegnare nella classe A–20 Fisica il curricolo degli esami deve comprendere almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01. In mancanza di uno o più crediti fra quelli richiesti dovrà procedere all’integrazione frequentando corsi singoli presso una qualsiasi delle università italiane che li offrono.
Per quanto riguarda la classe A-37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica con la sua laurea LM 23 ha accesso diretto ai relativi insegnamenti.
Quanto al TFA, probabilmente non sarà più riproposto. Per conseguire l’abilitazione all’insegnamento ora è necessario partecipare ad un concorso ordinario per il ruolo, cui si accede se in possesso dei requisiti sopra indicati e di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), che debbono essere certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017. I 24 CFU si conseguono attraverso corsi specifici organizzati dalle università (anche telematiche private) in genere denominati PeF24 e predisposti esplicitamente per il concorso. Si può partecipare per una sola classe di concorso per grado di istruzione per ciascuna tornata concorsuale.
Superato il concorso si viene immessi in una Graduatoria di Merito per le immissioni in ruolo nel biennio successivo al completamento delle operazioni concorsuali. L’abilitazione all’insegnamento si consegue purché si superi il concorso, anche con il minimo dei voti e senza rientrare nei posti messi a bando.

Insegnare nella A-12 con una laurea in Filologia moderna e 12 CFU di Lingua e letteratura latina

Domanda: Salve. Nel 2017 ho conseguito una laurea in lettere, indirizzo moderno riconosciuta come laurea specialistica 16/S (filologia moderna) nella quale ho sostenuto un esame di Lingua e letteratura latina (12 crediti). Con tali crediti e laurea posso insegnare nella A12?. Grazie.

Risposta: In base alle disposizioni contenute nell’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la sua laurea specialistica LS 16-Filologia moderna può accedere alla classe di concorso A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex 50/A) a condizione che nel piano degli studi siano presenti almeno 84 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04. Secondo l’Allegato A al DM 4 ottobre 2000, i 12 CFU in L-FIL-LET/04 corrispondono al corso di “Lingua e letteratura latina” che lei ha sostenuto (può verificare il codice dell’esame in questione nel certificato degli esami). Se è in regola con gli altri CFU richiesti, può sicuramente accedere agli insegnamenti previsti dalla classe di concorso A-12 e, quindi, anche relativo TFA per l’abilitazione all’insegnamento. In caso di carenza di CFU, potrà recuperarli attraverso esami singoli presso qualsiasi sede universitaria che li contenga nella sua offerta formativa.
Le ricordo che il possesso di tutti i requisiti sopra indicati è condizione necessaria per poter insegnare con detta classe di concorso. Inoltre, il possesso dell’abilitazione all’insegnamento è condizione indispensabile per accedere ai concorsi ordinari per l’assunzione a tempo indeterminato nelle scuole dello stato e paritarie, oltre ad essere necessario per potersi iscrivere nelle Graduatorie di Istituto (GdI) per le supplenze temporanee.

Cosa posso insegnare con una laurea in Scienze delle pubbliche amministrazioni

Domanda: Salve, ho conseguito la Laurea triennale in Scienze dell'amministrazione e dell'organizzazione (L16) e successivamente la Laurea Specialistica in Scienze delle Pubbliche amministrazioni (LM63), entrambe presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali. Volevo chiedere a quali classi di concorso potrei accedere e quali materie dovrei eventualmente integrare laddove ciò sia possibile. Grazie.

Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017 con la sua laurea specialistica LM 63-Scienze delle pubbliche amministrazioni può accedere esclusivamente alla classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche, a condizione che nel piano degli studi siano presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01; 12 CFU in SECS-P/02; 12 CFU in SECS-P/07; 12 CFU in SECS-S/03; 12 CFU in IUS-01; 12 CFU in IUS-04; 12 CFU in IUS-09; 12 CFU in IUS–10. Controlli il suo certificato degli esami sostenuti per verificare se è in possesso di tutti requisiti di cui sopra. Qualora fosse in difetto di CFU potrà recuperarli tramite esami singoli preso una qualsiasi università italiana che li offra nel proprio piano formativo.

Insegnare italiano alle medie con la laurea in Storia dell’arte

Domanda: Mi sono laureata in Storia dell'Arte (95/S) a novembre 2017. So che la mia classe di concorso è la A-54. Volevo sapere se posso accedere anche ad altre classi di concorso. Inoltre mi piacerebbe insegnare italiano e storia nelle scuole secondarie di I grado. Come verifico gli esami integrativi alla mia laurea per poter accedere a quella classe di concorso? Grazie.

Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017 con la sua laurea specialistica LS 95-Storia dell’arte può accedere alle seguenti classi di concorso:
A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 48 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-ART e M-FIL di cui 12 CFU in L-ART/03 o M-FIL/04; 12 CFU in L-ART/04; 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in L-ART/01 o 02 o 04 e deve essere congiunta a diploma di maturità artistica o diploma di liceo artistico (tutti gli indirizzi) o diploma di maturità d’arte applicata o diploma di maturità professionale per tecnico della grafica e della pubblicità o diploma di istituto tecnico (settore tecnologico – indirizzo Grafica e Comunicazione) o diploma per tecnico della cinematografia e della televisione o diploma di istituto professionale (settore industria e artigianato-indirizzo produzioni industriali e artigianali - articolazione industria - opzione produzioni audiovisive) o diploma di maturità scientifica;
A–11 Discipline letterarie e latino, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02 o 03; 12 CFU in M-STO/01 o 02 o 04;
A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 84 crediti nei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN 01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04;
A–13 Discipline letterarie, latino e greco, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 120 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR e L-ANT di cui: 24 CFU in L-FIL-LET/02; 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02; 12 CFU in L-ANT/03;
A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 60 crediti nel settore scientifico-disciplinare ICAR/17;
A–21 Geografia, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 CFU in M-GGR/01; 24 CFU in M-GGR/02;
A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 CFU in LFIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01 (Glottologia e linguistica); 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04;
A–53 Storia della musica (nuova classe), a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare L–ART/07;
A–54 Storia dell’arte (ex 61/A), a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Confrontando quanto sopra con il suo curricolo, può verificare a quale delle classi di concorso può accedere.
Se per una data classe dovesse essere in difetto di alcuni dei CFU richiesti, potrà recuperarli tramite esami singoli presso una qualsiasi università italiana.

Laurea in lettere di vecchio ordinamento ed esami mancanti per insegnare e accedere al concorso per il ruolo

Domanda: Buongiorno,
avrei un quesito da porvi relativo alla mia classe di concorso. Mi sono laureata il Lettere Moderne nel 1999, quindi col vecchio ordinamento. Qualche anno fa, quando decisi di inserirmi in graduatoria, mi recai presso il Provveditorato per chiedere sei il mio piano di studi fosse sufficiente per insegnare lettere nelle scuole secondarie di I grado. Mi fu stampato un modulo che faceva riferimento al Decreto Ministeriale n. 39/1998. Tale Decreto prevedeva, per i laureati entro il 2001 i seguenti esami: due esami di letteratura italiana, uno di lingua e/o letteratura latina, uno di storia e uno di geografia. Iniziai quindi ad insegnare fino a quando la segretaria di una scuola nella quale avevo presentato i moduli per l'inserimento in graduatoria, mi inviò una raccomandata nella quale mi si diceva che non ero in possesso degli esami per poter insegnare.
Vari sindacati hanno analizzato la cosa senza mai darmi una risposta certa; in effetti il Decreto dice una cosa ma forse quelli successivi....insomma sono anni che vivo nel limbo.
Vorrei inoltre sapere se, nel caso dovessi sostenere esami integrativi, potrei comunque partecipare ad un eventuale concorso per entrare di ruolo? Grazie.


Risposta: Le confermo che quanto a suo tempo comunicatole dal Provveditorato: con la laurea in Lettere di vecchio ordinamento conseguita entro l’a.a. 2000/2001 le condizioni di accesso alla classe di concorso A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado (ex-43/A) sono costituite dal possesso di un corso biennale o due annuali di lingua e/o letteratura italiana, un corso annuale di lingua e/o letteratura latina, un corso annuale di storia ed un corso annuale di geografia. Le successive modifiche introdotte con il DPR n. 19/201, e rettificate con il DM n. 259/2017, non la riguardano in quanto la norma ordinaria non può essere retroattiva e la sua laurea è stata conseguita prima del riordino delle classi di concorso. La Nota 1 in questa pagina dell'URP del MIUR precisa infatti che «In base all’art. 5 del DM 259/2017 sono fatti salvi, ai fini dell’accesso alle classi di concorso, i requisiti previsti dalla precedente normativa (DD.MM. n. 39 del 30 gennaio 1998, n. 22 del 9 febbraio 2005, per A077 DM n. 201 del 6 agosto 1999) se conseguiti entro la data del 23 febbraio 2016 per il DPR19/2016 e del 9 maggio 2017 per il DM 259/2017». Pertanto, se nel suo curricolo sono presenti le annualità richieste, può certamente insegnare nella classe di concorso A-22 (ex-43/A).
Per l’accesso al concorso ordinario per il ruolo e il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59 (art. 5, comma 1, così come modificato Legge di Bilancio per il 2019), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3). Parte degli esami richiesti tra i 24 CFU potrebbe averli già sostenuti, ma dovrà farseli riconoscere e certificare ai fini del concorso dall’università presso la quale si è laureata, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017 (per questo si rivolga alla segreteria di facoltà); quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi per il concorso.

Cosa posso insegnare con la laurea in Ingegneria biomedica?

Domanda: Salve, ho conseguito la Laurea Specialistica in Ingegneria Biomedica, volevo chiedere a quali classi di concorso posso accedere e come /dove poter recuperare eventuali crediti che mi mancherebbero. Grazie

Risposta: Ai sensi dell’Allegato A al DM n. 259/2017 (che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016), con la sua laurea specialistica LS-26 Ingegneria biomedica può accedere alle seguenti classi di concorso per l’insegnamento:
- A–20 Fisica, purché nel curricolo degli studi siano presenti almeno 12 CFU nel settore scientifico-disciplinare FIS/01 o 08;
- A–26 Matematica, purché nel curricolo degli studi siano presenti almeno 80 CFU nei settori scientifico-disciplinari MAT/02 , 03, 05, 06, 08;
- A–28 Matematica e scienze (secondaria di primo grado), purché nel curricolo degli studi siano presenti almeno 96 CFU nei settori scientifico-disciplinari MAT, FIS, CHIM, GEO, BIO, di cui almeno 12 in MAT/02, 12 in MAT/03, 12 in MAT/05, 12 in MAT/07, 12 in FIS, 12 in CHIM, 12 in GEO, 12 in BIO;
- A-37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, accesso diretto senza alcun vincolo aggiuntivo in termini di CFU;
- A-47 Scienze matematiche applicate, accesso diretto senza alcun vincolo aggiuntivo in termini di CFU;
- A-60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado (secondaria di primo grado), accesso diretto senza alcun vincolo aggiuntivo in termini di CFU.
Delle sei classi di concorso per l’insegnamento, le prime tre necessitano di specifici CFU nel piano degli studi. Qualora ne risultassero di mancanti può recuperarli tramite esami singoli presso qualsiasi ateneo di sua scelta (non necessariamente quello presso il quale ha conseguito la laurea).
Ci sono poi altre due classi (A-33 e A-43), per le quali occorrono requisiti particolari; li può verificare direttamente nell’Allegato A al DM n. 259/2017.
Può integrare gli eventuali crediti mancanti iscrivendosi a corsi singoli presso una qualsiasi università che li presenti nella propria offerta formativa.
NB: Ricordi che quanto sopra riguarda solo l’accesso all’insegnamento (supplenze temporanee), mentre per l’accesso al concorso per il ruolo, oltre ai requisiti di cui al punto 1), è necessario essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche di cui al Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017.

Quale laurea magistrale per insegnare italiano e latino?

Domanda: Sono una neo-laureata triennale in cerca del corso magistrale. Due corsi molto affini mi offrono la possibilità di continuare con gli studi di sanscrito e indologia, iniziati alla triennale, ma allo stesso tempo mi fanno acquisire alcuni dei crediti mancanti per accedere alla classe di insegnamento A-11. Per avere tutti i crediti necessari, dovrei dare due esami fuori piano (per entrambi i corsi, L-FIL-LET/04 per 12 CFU, e un esame di L-LIN/01 da 6 CFU).
Nonostante questi corsi siano strutturati in modo quasi uguale e gli esami siano per la maggior parte gli stessi, un corso rientra in LM-36, mentre l'altro in LM-84 Scienze storiche. LM-36 non risulta però titolo di accesso valido per la classe A-11.
Nel caso in cui io abbia tutti i CFU richiesti per accedere in A-11, ma risulti laureata nella classe LM-36, potrei comunque accedere nella A-11?
I CFU acquisiti fuori piano valgono comunque e vengono contati per accedere alla classe di concorso in questione?


Risposta: Come da lei correttamente rilevato, in base nell’Allegato A al DM n. 259/2017 la classe di laurea magistrale, la classe di laurea magistrale LM 36-Lingue e letterature dell’Africa dell’Asia non è titolo di accesso alla classe di concorso per l’insegnamento A-11 Discipline letterarie e latino, mentre è valida per le classi di concorso A–24 Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado e A–25 Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado.
Poiché il titolo determinante per l’accesso ad una data classe di concorso è la laurea, con la LM 36 non potrà mai accedere alla classe A-11, anche se in possesso dei crediti stabiliti. Se vuole insegnare italiano e latino deve scartare la LM 36 e iscriversi alla LM 84-Scienze storiche, che tra l’altro le consente di accedere, con gli opportuni CFU, anche alle classi di concorso A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, A–13 Discipline letterarie, latino e greco, A–19 Filosofia e Storia, A–21 Geografia, A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, A-54 Storia dell’arte, oltre che alla classe di nuova istituzione A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera (a condizione di conseguire anche uno dei titoli specifici indicati).
I CFU fuori piano di studi valgono comunque ai fini dell’accesso alla classe di concorso (si veda la Nota 2 in questa pagina dell'URP del MIUR).
Nel definire il piano degli studi della magistrale tenga inoltre presente che quanto sopra riguarda solo l’accesso all’insegnamento (supplenze temporanee), mentre per poter partecipare al concorso per il ruolo e l’abilitazione all’insegnamento, oltre ai requisiti per le classi di concorso stabilite dall’Allegato A al DM n. 259/2017 è necessario essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche di cui al Decreto n. 616 del 10 agosto 2017. Il comma 2 dell’art. 4 di questo decreto stabilisce che «Per gli studenti iscritti in corsi di studio delle istituzioni universitarie/accademiche e che accedono, contemporaneamente, agli insegnamenti dei percorsi formativi di cui all’articolo 3 [sono i 24 CFU, ndr] , la durata normale del corso di studio frequentato è aumentata di un semestre ad ogni fine relativo alla posizione di studente in corso, anche in riferimento alla fruizione dei servizi di diritto allo studio», mentre il precedente comma 1 stabilisce che, sempre in rapporto al conseguimento dei 24 CFU, «non è dovuta alcuna contribuzione per l’acquisizione dei crediti curricolari e aggiuntivi, preso le istituzioni statali».

Cosa posso insegnare con la mia laurea di vecchio ordinamento in ingegneria civile?

Domanda: Sono in possesso di una laurea in ingegneria civile vecchio ordinamento, conseguita nel 1986.
Ho già insegnato un paio di anni appena conseguita la laurea ed ora vorrei riprendere, anche semplicemente facendo supplenze a tempo determinato. Mi sa dire per cortesia cosa potrei insegnare? Ad esempio, posso insegnare matematica alle medie?


Risposta: Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19 del 14 febbraio 2016 relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, con la laurea di vecchio ordinamento in Ingegneria civile conseguita entro l’a.a. 2000/2001 può accedere direttamente, senza esami specifici, agli insegnamenti relativi alle seguenti classi di concorso:
- A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica;
- A–20 Fisica;
- A–26 Matematica;
- A–32 Scienze della geologia e della mineralogia;
- A–37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica;
- A–47 Scienze matematiche;
- A–60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.
Può inoltre accedere alle classi:
- A–40 Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche, purché il piano di studi seguito abbia compreso i corsi annuali (o due semestrali) di:
- elettrotecnica;
- misure elettriche, uno fra i seguenti: Misure a iperfrequenze, Misure di compatibilità elettromagnetica, Misure e collaudo di macchine ed impianti elettrici, Misure elettriche, Misure elettroniche, Misure in alta tensione, Misure per l'automazione e la produzione industriale, Misure per la diagnostica e la qualificazione di componenti e sistemi, Misure su sistemi di trasmissione e telemisure;
- impianti elettrici, uno fra i seguenti: Applicazioni industriali elettriche, Azionamenti elettrici, Azionamenti elettrici per l'automazione, Conversione elettrotermica, Conversione statica dell'energia elettrica, Costruzioni elettromeccaniche, Elettronica industriale di potenza, Energetica elettrica, Enertronica, Materiali per l'ingegneria elettrica, Metodologie di progettazione di macchine elettriche, Micromotori elettrici, Modellistica dei sistemi elettromeccanici, Propulsione elettrica, Prove e collaudo di convertitori di energia elettrica, Sensori ed attuatori elettrici, Tecnologie elettriche, Tecnologie elettromeccaniche
- macchine elettriche, uno fra i seguenti: Applicazioni industriali elettriche, Azionamenti elettrici, Azionamenti elettrici per l'automazione, Conversione elettrotermica, Conversione statica della energia elettrica, Costruzioni elettromeccaniche, Elettronica industriale di potenza, Energetica elettrica, Enertronica, Materiali per l'ingegneria elettrica, Metodologie di progettazione di macchine elettriche, Micromotori elettrici, Modellistica dei sistemi elettromeccanici, Propulsione elettrica, Prove e collaudo di convertitori di energia elettrica, Sensori ed attuatori elettrici, Tecnologie elettriche, Tecnologie elettromeccaniche [Tab. A/1 allegata al DPR n. 19/2016].
Può inoltre accedere anche alle seguenti classi di concorso con laurea connessa a titoli speciali:
- A–33 Scienze e tecnologie aeronautiche, purché la laurea sia congiunta a diploma di perito aeronautico (indirizzo assistenza alla navigazione aerea) o diploma di istituto tecnico (settore tecnologico indirizzo trasporti e logistica articolazione conduzione del mezzo – opzione conduzione del mezzo aereo) o attestato del Ministero della Difesa relativo alla frequenza ed al superamento del corso per controllore del traffico aereo, o a licenza di pilota privato oppure congiunta a brevetto di prima e di seconda classe conseguito entro l’A.A. 1986/1987, o congiunta a licenza di navigatore e purché posseduta entro la data di entrata in vigore del D.M. n.334 del 1994.
- A–43 Scienze e tecnologie nautiche, purché la laurea sia congiunta ad abilitazione a Primo Ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiori a 3000 GT.
Controlli lei stesso il suo certificato degli esami per verificare l’accessibilità per le classi con requisiti specifici. Può recuperare le eventuali annualità mancanti tramite esami singoli del nuovo ordinamento da 12 CFU ciascuno presso una qualsiasi università che li presenti nella propria offerta formativa.
2) Con la sua laurea non può invece accedere all’insegnamento nella classe di concorso A–28 Matematica e Scienze nella secondaria di primo grado Come può agevolmente verificare controllando la terza colonna a pag. 45 dell’Allegato A, la sua laurea di vecchio ordinamento non è prevista tra quelle che danno accesso alla classe. Poiché la laurea è il requisito fondamentale per l’accesso alle classi di concorso per l’insegnamento, non essendo la sua prevista per la A-28 non può accedervi nemmeno recuperando crediti con esami singoli.
3) Con la sola laurea (e gli eventuali requisiti specifici sopra elencati) può accedere soltanto alle supplenze temporanee. Per partecipare al concorso per il ruolo e l’abilitazione all’insegnamento, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3); detti crediti dovranno essere certificati dall’università secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017.

Nessun accesso alla classe di concorso L2 per stranieri ai laureati in scienze filosofiche, anche se in possesso del titolo di specializzazione

Domanda: Buongiorno, avendo una laurea magistrale in scienze filosofiche, posso accedere al concorso per Italiano per stranieri? Ho anche la certificazione DItals II e esperienza come insegnate di italiano in scuole private. Altrimenti, a quale abilitazione posso accedere, oltre quella di storia e filosofia? Grazie tante della vostra disponibilità. Saluti.

Risposta: Secondo la normativa in vigore (Allegato A al DM n. 259/2017), con la laurea magistrale LM-78 Scienze filosofiche è possibile accedere esclusivamente all’insegnamento, e quindi al TFA, nelle classi di concorso:
A–18 Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione (ex A036), a condizione che il curricolo degli studi comprenda almeno 96 CFU nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 tra: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04 M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 tra: M-PED/01, M-PED/02, M- PED/04; 24 tra: M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06; 24 tra: SPS/07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS12.
A–19 Filosofia e Storia (ex A037), a condizione che il curricolo degli studi comprenda almeno 36 CFU nei settori scientifico disciplinari M-STO e L-ANT, di cui 12 in M-STO/01, 12 in M-STO/02 o 04, 12 in L-ANT/02 o 03.
Mentre detta laurea magistrale non consente l’accesso alla nuova classe di concorso A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera, anche se lei dispone di uno dei titoli di specializzazione in italiano L2 individuati all'art. 2 del DM n. 92/2016DITALS di II livello rilasciato dall’Università per stranieri di Siena»). Pertanto, non potrà accedere al TFA per la classe A-23, a meno di non conseguire una delle lauree magistrali riportate nella quinta colonna a pagina 37 dell’Allegato A.

Con una laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali (LM 87) posso insegnare italiano?

Domanda: Salve, sto conseguendo la laurea triennale in Lettere moderne e vorrei frequentare successivamente la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali (LM 87). Durante la triennale ho acquisito tutti i CFU necessari per accedere alle classi di concorso A12 ( ex A050) e A22 (ex A043). Tuttavia ho notato che la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali permette di abilitarsi solo alla classe di concorso A12. Mi chiedo: se si ottiene l'abilitazione alla A12, ma si possiedono anche tutti i CFU della A22, si può insegnare ugualmente nelle scuole secondarie di I grado con la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali (LM 87)? O posso solo insegnare nelle scuole secondarie di II grado? Grazie per l'attenzione.

Risposta: Per l’accesso all’insegnamento non basta la laurea triennale, seppure corredata da tutti i CFU richiesti. Qualora volesse continuare gli studi con il percorso magistrale LM 87, le uniche classi di concorso cui potrà accedere sono:
- A–18 Filosofia e Scienze umane, purché in possesso di almeno 96 crediti nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M-STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 tra: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04, M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 tra: M-PED/01, M-PED/02, M-PED/04; 24 tra: M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06; 24 tra: SPS/07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS/12.
- A–46 Scienze giuridico–economiche, a condizione che il piano di studi seguito abbia compreso almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01; 12 CFU in SECS-P/02; 12 CFU in SECS-P/07; 12 CFU in SECS-S/03; 12 CFU in IUS/01; 12 CFU in IUS/04; 12 CFU in IUS/09; 12 CFU in IUS/10. Potrà insegnare, e quindi anche accedere al concorso per il ruolo, solo dopo aver acquisito tutti i requisiti specifici ora elencati.
Per l’accesso all’insegnamento sia nella classe di concorso A-12 (ex A050), sia nella A-22 (ex A043) deve invece conseguire una delle lauree magistrali indicate nella quinta colonna dell’Allegato A (rispettivamente alle pp. 18 e 35), con i requisiti in termini di CFU indicati nella sesta colonna (di ciascuna pagina).

Condizioni per l’accesso alla nuova classe di concorso A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera

Domanda: Sono una docente non abilitata. Ho una laurea magistrale in Filologia Moderna (LM14) e sarei interessata ad insegnare nella nuova classe di concorso A023 Lingua italiana per discenti di lingua straniera. Vorrei sapere:
1- per la nuova classe A023 serve aver fatto un master/corso specifico o basta la mia laurea il Filologia?
2- con la mia laurea quali sono le altre classi di concorso nelle quali potrei insegnare?


Risposta: La normativa in vigore (Allegato A al DM n. 259/2017) consente di individuare le classi di concorso per l’insegnamento alle quali si ha accesso con sua la laurea magistrale LM-14 Filologia moderna e gli eventuali crediti aggiuntivi necessari per ciascuna classe.

  1. Con detta laurea può accedere alla nuova classe di concorso A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera a condizione che il curricolo degli studi comprenda «almeno 72 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui: 12 L-LIN/01; 12 L-LIN/02; 12 L-FIL-LET/12; e almeno 6 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/04, 6 M-GGR/01, 6 tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04» [Nota (1)]. Inoltre, condizione che vale per tutte le lauree, l’accesso ai percorsi di abilitazione è consentito a coloro che «siano forniti dei titoli di specializzazione italiano L2 individuati con specifico decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca». Il decreto in questione è il DM n. 92/2016, il quale all'art. 2 individua i titoli di specializzazione richiesti oltre la laurea:
    «a. il possesso di diploma di specializzazione di durata biennale, di 120 crediti formativi universitari (CFU), in didattica dell’italiano a stranieri;
    b. il possesso di master di I o II livello specificamente indirizzato all’acquisizione di competenze in Didattica dell’Italiano L2;
    c. il possesso delle seguenti certificazioni di glottodidattica di II livello:
    i. DILS-PG di II livello rilasciato dall’Università per stranieri di Perugia;
    ii. DITALS di II livello rilasciato dall’Università per stranieri di Siena;
    iii. CEDILS rilasciato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia
    ».
    Pertanto, potrà accedere al TFA per la classe A-23 solo se in possesso dei CFU sopra indicati e dei titoli elencati nel DM n. 92/2016.
  2. Secondo le disposizioni dell’Allegato A al DM n. 259/2017 può accedere alle seguenti classi:
    A-11 Discipline letterarie e latino (ex A051), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 96 crediti nei settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN/01, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02 o 03, 12 M-STO/01 o 02 o 04.
    A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado (ex A050), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 84 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN/01, 12 M-GGR/01, 24 tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
    A–13 Discipline letterarie, latino e greco (ex A052), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 120 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR e L-ANT di cui: 24 L-FIL-LET/02, 24 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN/01, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02, 12 L-ANT/03.
    A–21 Geografia (ex A039), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 M-GGR/01, 24 M-GGR/02.
    A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado (ex A043), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN/01 (Glottologia e linguistica), 12 M-GGR/01, 12 tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.
    A-54 Storia dell’arte (ex A061), a condizione che il suo curricolo degli studi comprenda almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 L-ART/01 o 02, 12 LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
    A queste si affiancano (con propri vincoli aggiuntivi) le analoghe classi di concorso previste per le minoranze linguistiche.

Quale percorso magistrale posso scegliere per insegnare latino?

Domanda: Frequento il terzo anno di Lettere Moderne. Vorrei capire quali e quanti sono i CFU e gli esami specifici che mi servono per accedere alla classe A-12. Nel mio piano di studi ho 12 CFU in letteratura italiana, 12 linguistica, 12 letteratura latina, 12 geografia, e 24 CFU accumulati nei 4 corsi di storia (romana, medievale, moderna e contemporanea tutti da 6 CFU ciascuno). Vorrei sapere se è necessario integrare altri CFU o altri esami al fine di rientrare nella classe A-12. Vi ringrazio.

Risposta: I titoli di accesso alla classe di concorso per l’insegnamento A-12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado sono stabiliti nell’Allegato A al DM n. 259/2017, il quale prescrive che per questa classe di concorso è necessario essere in possesso di una delle seguenti lauree magistrali:
LM 1-Antropologia culturale ed etnologia
LM 2-Archeologia
LM 5-Archivistica e biblioteconomia
LM 10-Conservazione dei beni architettonici e ambientali
LM 11-Conservazione e restauro dei beni culturali
LM 14-Filologia moderna
LM 15-Filologia, letterature e storia dell'antichità
LM 43-Metodologie informatiche per le discipline umanistiche
LM 45-Musicologia e beni culturali
LM 65-Scienze dello spettacolo e produzione multimediale
LM 80-Scienze geografiche
LM 84-Scienze storiche
LM 89-Storia dell'arte

a condizione che nel curricolo degli studi siano stati acquisiti almeno 84 CFU nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04, 12 CFU in L-FIL-LET/10, 12 CFU in L-FIL-LET/12, 12 CFU in L-LIN 01, 12 CFU in M-GGR/01, 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
A queste si aggiunge la laurea magistrale LM 39-Linguistica che, se conseguita entro l’A.A. 2019/20, il curricolo degli studi deve contenere almeno 80 CFU nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04, 12 CFU in L-FIL-LET/10, 12 CFU in L-FIL-LET/12, 12 CFU in M-GGR/01, 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M- STO/01 o 02 o 04. La medesima laurea è titolo di accesso se conseguita a decorrere dall’A.A. 2019-2020 con almeno 80 CFU nei settori scientifico/disciplinari L-LIN/01 (Glottologia e linguistica), L-FIL-LET, M- GGR, L-ANT, M-STO, di cui almeno, 12 CFU in L-LIN/01, 12 CFU in L-FIL-LET/04, 12 CFU in L-FIL-LET/10, 6 CFU in L-FIL-LET/12, 12 CFU in M-GGR/01, 18 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
Come può lei stessa constatare, rispetto al primo gruppo di lauree magistrali sopra riportate le mancherebbero ancora 12 CFU in L-LIN/01, mentre per la magistrale in linguistica (LM-39), a condizione che venga conseguita entro l’A.A. 2019/20, è già in possesso di tutti i CFU richiesti dalla norma; se si dovesse laureare nella magistrale dopo il 2019/20 dovrà invece comunque aggiungere i 12 CFU in L-LIN/01.
Nel definire il piano degli studi della magistrale tenga inoltre presente che quanto sopra riguarda solo l’accesso all’insegnamento (supplenze temporanee), mentre per poter partecipare al concorso per il ruolo e l’abilitazione all’insegnamento, oltre ai requisiti per le classi di concorso stabilite dall’Allegato A al DM n. 259/2017 è necessario essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline di cui al Decreto n. 616 del 10 agosto 2017. Il comma 2 dell’art. 4 di questo decreto stabilisce che «Per gli studenti iscritti in corsi di studio delle istituzioni universitarie/accademiche e che accedono, contemporaneamente, agli insegnamenti dei percorsi formativi di cui all’articolo 3 [sono i 24 CFU, ndr], la durata normale del corso di studio frequentato è aumentata di un semestre ad ogni fine relativo alla posizione di studente in corso, anche in riferimento alla fruizione dei servizi di diritto allo studio», mentre il precedente comma 1 stabilisce che, sempre in rapporto al conseguimento dei 24 CFU, «non è dovuta alcuna contribuzione per l’acquisizione dei crediti curricolari e aggiuntivi, preso le istituzioni statali».

Laurea di vecchio ordinamento e abilitazione all’insegnamento

Domanda: Sono in possesso di una laurea in giurisprudenza di vecchio ordinamento (ante anno accademico 2000/2001) e sono inserita nella terza fascia delle graduatorie di istituto per la classe di concorso A/19, nella quale ho già maturato alcuni mesi di servizio.
Alla luce della nuova normativa e del riordino delle classi di concorso (in virtù del quale la mia classe di concorso è tramutata nella A-46) per poter presentare domanda di conferma nelle graduatorie di istituto sarei tenuta, nell'arco di un solo anno, a sostenere e superare tre esami universitari integrativi (la laurea di vecchio ordinamento non prevedeva alcun esame economico come obbligatorio), nonché riuscire ad ottenere il titolo abilitante?


Risposta: 1) No, non deve conseguire alcun esame ad integrazione del suo curricolo. Infatti, la Nota 1 in questa pagina dell'URP del MIUR precisa che «In base all’art. 5 del DM 259/2017 sono fatti salvi, ai fini dell’accesso alle classi di concorso, i requisiti previsti dalla precedente normativa (DD.MM. n. 39 del 30 gennaio 1998, n. 22 del 9 febbraio 2005, per A077 DM n. 201 del 6 agosto 1999) se conseguiti entro la data del 23 febbraio 2016 per il DPR19/2016 e del 9 maggio 2017 per il DM 259/2017». Pertanto, poiché il suo titolo è stato conseguito prima dell’entrata in vigore del DPR n. 19/2017, deve rispondere esclusivamente al DM n. 39 del 30 gennaio 1998, la cui Tabella A stabilisce che con la laurea in Giurisprudenza di vecchio ordinamento conseguita entro l’a.a. 2000/2001 si accede direttamente alla classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche (ex-19/A) senza alcuna integrazione di esami.
2) Per conseguire l’abilitazione all’insegnamento dovrà partecipare al concorso ordinario, ma per accedervi, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, dovrà entrare in possesso di 24 CFU (Crediti Formativi Universitari del nuovo ordinamento) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017. Parte degli esami richiesti potrebbe averli già sostenuti durante il percorso di laurea, ma dovrà farseli riconoscere e certificare ai fini del concorso dall’università presso la quale si è laureata, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017 (per questo si rivolga alla segreteria di facoltà); quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi per il concorso.

Ho una laurea specialistica 56/S, come debbo fare per i CFU mancanti?

Domanda: Buongiorno, ho una laurea 56/S, vedo che per l'accesso all'insegnamento della classe A18 servono 96 crediti formativi in varie discipline (tab. a delle nuove classi di concorso). Come vanno conteggiati? Grazie.

Risposta: Come può verificare consultando l’Allegato A al DM n. 259/2017, che ha rettificato e parzialmente sostituito la Tabella A allegata al DPR n. 19/2016, con la sua laurea specialistica LS 56-Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi può accedere a due distinte classi di concorso:
a) alla A-18 Filosofia e Scienze umane, a condizione però (come da lei già verificato) che nel curricolo accademico siano presenti almeno 96 CFU nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui 24 CFU tra M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04 M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 CFU tra M-PED/01, M-PED/02, M- PED/04; 24 CFU tra M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06; 24 CFU tra SPS /07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS12.
b) alla A–19 Filosofia e Storia, anche qui a condizione che nel curricolo accademico siano presenti almeno 60 CFU nei settori scientifico disciplinari M-FIL, M-STO e L-ANT, di cui 12 CFU in M-STO/01, 12 CFU in M-STO/02 o 04, 12 CFU in L-ANT/02 o 03, 24 CFU tra M-FIL/01, M-FIL/02 o 03 o 04 o 05, M-FIL/06.
Per accedere all’insegnamento detti crediti, se non già presenti nel suo curricolo accademico quinquennale, debbono essere conseguiti separatamente tramite esami singoli presso qualsiasi università che offra i relativi corsi. Il possesso di un numero di CFU parziale necessita della relativa integrazione rispetto a quanto richiesto nell’Allegato A.
Tanto vale, ovviamente, per entrambe le classi di concorso.

Come conseguire i CFU mancanti per insegnare con la LM 52

Domanda: Ho conseguito nel 2014 una laurea magistrale in Relazioni internazionali (LM 52). Dalla tabella A, allegata al nuovo bando di concorso presente sulla gazzetta ufficiale, vedo che con la mia laurea posso accedere solamente alla classe di concorso A-46, ovvero quella per le discipline giuridiche ed economiche. Il mio piano di studi però non incorporava molte delle materie, menzionate alla nota 6. Dove posso conseguire gli esami mancanti per accedere alla classe di concorso e quindi ai concorsi per il ruolo?

Risposta: 1) Accesso all’insegnamento. Le confermo che con la magistrale LM 52-Relazioni internazionali, secondo l’Allegato A al DM n. 259/20177, può accedere alla sola classe di concorso A–46 Scienze giuridico–economiche, a condizione di essere in possesso di almeno 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 12 CFU in SECS-P/01; 12 CFU in SECS-P/02; 12 CFU in SECS-P/07; 12 CFU in SECS-S/03; 12 CFU in IUS/01; 12 CFU in IUS/04; 12 CFU in IUS/09; 12 CFU in IUS/10.
2) Il computo dei crediti specifici richiesti va fatto su tutto il percorso accademico (triennale + magistrale). Potrà recuperare gli esami mancanti iscrivendosi a corsi singoli in una qualsiasi università che li presenti nella propria offerta formativa.
3) Accesso al concorso ordinario. Per l’accesso al concorso ordinario, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, così come modificato dalla Legge di Bilancio per il 2019, oltre che dei requisiti per l’accesso alla classe di concorso elencati al punto 1), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), che debbono essere certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017. I 24 CFU si conseguono attraverso corsi specifici organizzati dalle università (anche telematiche private) in genere denominati PeF24 e predisposti esplicitamente per il concorso.
Ricordi che tutti i requisiti (compresi i 24 CFU) dovranno essere in possesso del candidato entro la data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso (presumibilmente entro la primavera 2019). Non sono consentite ammissioni “con riserva” di conseguimento dei titoli di accesso.

Assemblee sindacali, permessi brevi e ferie in corso d’anno

Domanda:1) Le ore di permesso per partecipazione a riunioni sindacali (due ore giornaliere fino a un max di 10 ore) sono cumulabili nella stessa giornata con permessi brevi? Es. se un docente ha partecipato alla riunione sindacale nelle prime due ore può chiedere 1 ora di permesso breve nella terza ora?
2) I sei giorni di ferie chiesti come permessi retribuiti sono soggetti a discrezionalità e autorizzati o concessi (non so quale è corretto) senza oneri per l'amministrazione, quindi con la condizione che il docente sia sostituito?
Grazie.


Risposta:

  1. Le due tipologie di permesso sono del tutto diverse e il CCNL-Scuola 2007 tuttora vigente per il comparto scuola non dà disposizioni in merito alla loro non cumulabilità. L’art. 8 stabilisce che i dipendenti hanno diritto a partecipare, previa dichiarazione sottoscritta, alle due ore di assemblea sindacale in orario di servizio senza decurtazione della retribuzione; il dirigente scolastico non ha potere discrezionale in proposito. Il permesso breve, di cui all’art. 16 del CCNL, è concesso «compatibilmente con le esigenze di servizio» ed è subordinato «alla possibilità della sostituzione con personale in servizio». Inoltre, differentemente dai permessi per assemblee sindacali, deve essere recuperato con attività didattica o, in caso di impossibilità del recupero, provvedendo alla decurtazione dello stipendio. Sul permesso breve c’è discrezionalità da parte del dirigente scolastico.
  2. Il comma 9 dell’art. 13 del CCNL stabilisce che, seppure le ferie siano godibili durante la sospensione delle attività didattiche, «durante la rimanente parte dell’anno, la fruizione delle ferie è consentita al personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative»; detta fruibilità «è subordinata alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi». In sostanza, per ottenere l’anticipo dei sei giorni di ferie in corso d’anno – anche frazionati – è sufficiente che il richiedente possa essere sostituito gratuitamente. Fa eccezione la disposizione di cui al comma 2 dell’art. 15 del CCNL riguardante i tre giorni per anno scolastico di permesso retribuito «per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione». Il comma specifica che in aggiunta ai primi tre «per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma», ovvero senza bisogno di provvedere sostituzioni gratuite. Indispensabile in questo caso la documentazione giustificativa, che può essere anche in autocertificazione; con tutto quanto comporta l’eventuale accertamento da parte dell’amministrazione.

Accesso all’insegnamento con laurea in Scienze Statistiche ed Economiche di vecchio ordinamento

Domanda: Buongiorno. Vorrei chiedere qualche delucidazione in merito alle nuove normative per l'accesso all’insegnamento.
Mi sono laureato in Scienze Statistiche ed Economiche nell'anno 1994 (vecchio ordinamento, laurea quadriennale); attualmente sono un funzionario del Ministero della Giustizia. Chiedo se posso partecipare al prossimo concorso per la classe di concorso 47/A matematica (nuova classe A-26) senza sostenere esami ulteriori. Grazie.


Risposta: L’Allegato A al DM n. 259/2017 a pag. 43 stabilisce la corrispondenza tra la vecchia classe 47/A con la nuova A-26 Matematica e (terza colonna) indica tra le lauree di vecchio ordinamento utili per l'accesso all'insegnamento (e quindi al TFA per l'abilitazione) anche la laurea in Scienze Statistiche ed Economiche, senza porre condizioni particolari in ordine al curricolo degli esami; infatti, per detta laurea non sono indicate Note (colonna sei dell'Allegato). Tanto vale anche per le classi A–45 Scienze economico- aziendali (ex 17/A) e A-47 Scienze matematiche applicate (ex 48/A), mentre per la classe A–46 Scienze giuridico–economiche (ex 19/A) nel curricolo debbono essere presenti alcuni esami specifici [si veda la Nota (2) a pag. 65].
Pertanto la risposta è affermativa: lei ha i requisiti per poter accedere direttamente all’insegnamento nelle classi di concorso A-26, A-45 e A-47, mentre deve verificare il suo curricolo per quanto riguarda la A-46. Quanto al concorso ordinario per l’accesso ai ruoli della scuola statale non è sufficiente quanto sopra, ma occorre essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), che debbono essere certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 20177. I 24 CFU si conseguono attraverso corsi specifici organizzati dalle università (anche telematiche private, purché accreditate dal MIUR) in genere denominati PeF24 e predisposti esplicitamente per il concorso.
Ricordi che tutti i requisiti (compresi i 24 CFU) dovranno essere in possesso del candidato entro la data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso (presumibilmente entro la primavera 2019). Non sono consentite ammissioni “con riserva” di conseguimento dei titoli di accesso.
Inoltre, sarà possibile partecipare a ciascuna tornata concorsuale per un sola classe per grado di istruzione. Poiché le classi sopra elencate sono tutte della secondaria di secondo grado, dovrà scegliere una sola di esse per la quale partecipare al concorso.

Laurea in architettura e accesso all’insegnamento

Domanda: Mi sono laureata due anni fa con una magistrale in architettura, ma non ho fatto il corso per l’abilitazione. Posso comunque propormi per qualche posizione all'interno della scuola?
La mia laurea porterebbe naturalmente all'insegnamento di Storia dell'arte o tecnica alle medie, ma non nego che mi piacerebbe anche lavorare con i bambini più piccoli, dalla materna alle elementari. Quali possibilità ho? Grazie.


Risposta: Con la sua laurea magistrale in Architettura (indifferentemente sia di classe LM-03 che LM-04) può accedere a diversi insegnamenti, secondo quanto stabilito nell’Allegato A al DM n. 259/2017. Per alcuni insegnamenti l’accesso è diretto (è cioè sufficiente la sola laurea), per altri è condizionato al possesso di specifici CFU o di un particolare diploma di secondaria di secondo grado.
Gli insegnamenti ad accesso diretto sono:
A–01 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado
A–16 Disegno artistico e modellazione odontotecnica
A–17 Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado
A-47 Scienze matematiche applicate
A-60 Tecnologia nella scuola secondaria di I grado.

Gli insegnamenti che richiedono specifici CFU sono:
A–20 Fisica, per la quale il curricolo degli studi deve contenere almeno 24 crediti nel settore scientifico disciplinare FIS/01
A–26 Matematica, per la quale il curricolo degli studi deve contenere almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari MAT/02, 03, 05, 06, 08
A-37 Scienze e tecnologie delle costruzioni, tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, con almeno 24 crediti nei settori ICAR/06 o ICAR/17.
A-54 Storia dell’arte, per la quale il curricolo degli studi deve contenere almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 L-ART/01 o 02, 12 LART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Per le altre classi di insegnamento che richiedono specifico diploma delle superiori si rinvia all’Allegato A. Analogamente, si rinvia a detto Allegato per l’identificazione degli indirizzi di studi (e quindi le scuole) nei quali le classi d’insegnamento sono contemplate.
La sua laurea non le consente invece di accedere all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o nella primaria, per le quali occorre la laurea abilitante in Scienze della Formazione Primaria.

Permessi per formazione e aggiornamento

Domanda: Sono una docente specializzata di sostegno per la scuola secondaria di I grado, che sta prestando servizio come supplente per un posto di potenziamento di sostegno fino al 30 giugno presso un istituto comprensivo. Desideravo sapere se l’art. 64 del CCNL relativo alla fruizione del diritto alla formazione si riferisca anche ai docenti a tempo determinato come nel mio caso. La Dirigente della mia scuola mi ha concesso di partecipare ad un corso di formazione in orario di servizio ma mi ha fatto recuperare le ore in cui sono stata assente. Ha leso un mio diritto?
Grazie. Cordiali saluti


Risposta: L’art. 64 del vigente CCNL-Scuola 2007 si applica indifferentemente al personale di ruolo e a quello a tempo determinato. In particolare, il comma 5 stabilisce che «gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici»; in sostanza, si tratta di permessi retribuiti, quindi non soggetti a recupero. Il fatto che le sia stato richiesto il recupero delle ore fa pensare che non si sia trattato di un permesso per formazione in servizio di cui all’art. 64 del CCNL (che dovrebbe essere almeno di una intera giornata), ma di un permesso breve, di durata non superiore a due ore, il quale è soggetto a recupero. Il comma 1 dell’art. 16 del CCNL stabilisce infatti che «compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto a tempo indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per esigenze personali e a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell'orario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore», da recuperare secondo le prescrizioni di cui al successivo comma 3: «Entro i due mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio».

Comitato di valutazione e sostituzione di un componente

Domanda: Avrei bisogno di un parere in merito ad una situazione che si sta verificando per il comitato di valutazione.
Sono una insegnante di un Istituto Comprensivo con incarico di Funzione Strumentale e componente del Consiglio d’Istituto, da cui sono stata eletta nel Comitato di valutazione come componente di scuola primaria. Premetto che al momento della mia designazione accettai a condizione di poter essere sottoposta a valutazione. È possibile che tale richiesta mi venga negata per mancanza sostituzione? Poiché l’unica Insegnante del Consiglio d’Istituto della componente scuola primaria è staff del dirigente, sostengono di non potermi sostituire.
Se ciò è vero posso essere sostituita da una insegnante della scuola dell’Infanzia o da una della scuola secondaria di primo grado?
È possibile che come rappresentanti dei genitori non siano stati inseriti rappresentanti della scuola dell’infanzia anche se è specificato nella disposizione di legge? Questa anomalia può invalidare il Comitato di valutazione?
Quali sono le disposizioni che salvaguardano queste norme?
Nel ringraziarla per la sua disponibilità nell'attesa di una risposta invio distinti saluti.


Risposta: Inizio a risponderle dall’ultimo quesito, relativo alle norme di riferimento per la costituzione e il funzionamento del Comitato di valutazione.
La legge n. 107/2015, al comma 129 dell’art. 1, ha modificato l’art. 11 del Testo Unico della scuola (dlgs n. 297/1994), riguardante il “comitato per la valutazione del servizio dei docenti” che assume ora la denominazione più generica di “comitato per la valutazione dei docenti”. La nuova formulazione ne modifica anche la composizione e allarga le competenze (nessuna di quelle previste in precedenza viene cassata o modificata) alla individuazione dei «criteri per la valorizzazione dei docenti», sulla base dei quali il dirigente scolastico assegnerà il bonus annuale di cui al comma 126 della legge (200mln di euro complessivi stanziati ogni anno a partire dal 2016). La Scheda relativa ai due testi vecchio e nuovo affiancati facilita il confronto. Come si rileva dal nuovo comma 3, il comitato di valutazione, operante con tutte le sue componenti, è quindi l’organismo abilitato dalla legge a stabilire i criteri di valutazione per l’assegnazione del bonus annuale. Al dirigente scolastico compete invece l’assegnazione del bonus, come stabilisce il comma 127 della legge: «Il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, istituito ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo, assegna annualmente al personale docente una somma del fondo di cui al comma 126 sulla base di motivata valutazione».
Tutti i docenti possono essere ammessi alla valutazione, indipendentemente dalla funzione ricoperta all’interno dell’istituzione scolastica, quindi nessuno ha il potere di escluderla dalla valutazione. Non certamente ai fini del bonus in quanto il Comitato definisce solo i criteri di valutazione, mentre la scelta, la ripartizione e l’assegnazione sono competenza del dirigente scolastico (cfr. comma 127 sopra citato). Né tanto meno può essere esclusa per quanto riguarda la valutazione ordinaria del servizio, di cui al comma 5 del nuovo art. 11 da lei espressamente richiesta. Questo, del resto, chiaramente recita: «Il comitato valuta il servizio di cui all’articolo 448 su richiesta dell’interessato, previa relazione del dirigente scolastico; nel caso di valutazione del servizio di un docente componente del comitato, ai lavori non partecipa l’interessato e il consiglio di istituto provvede all’individuazione di un sostituto». Il fatto che sia stata designata dal Consiglio d’istituto non significa che, nel caso lei chieda la normale valutazione del suo servizio (ai sensi dell’art. 448 del Testo Unico), l’eventuale sostituto debba necessariamente essere componente dello stesso organismo; infatti la FAQ n. 9 pubblicata nella raccolta predisposta da MIUR alla domanda se gli eleggibili nel Consiglio d’istituto devono essere componenti di quell’organismo specifica che «La scelta può avvenire non necessariamente nell’ambito del Consiglio, in quanto la “rappresentanza” può essere intesa in senso lato, come possibile individuazione di rappresentanti anche all’esterno del Consiglio (es., membro di Consiglio di classe, ecc.)». Correttamente il Consiglio d’istituto potrebbe indicare in tal caso, come suo sostituto temporaneo, un/una collega della primaria appartenente all’organico della sua scuola.
Il comma 2 del nuovo art. 11 non impone vincoli sulla provenienza della rappresentanza relativa alla componente genitori, ne potrebbe visto che nella scuola del I ciclo di genitori possono essercene soltanto due; la norma si limita a specificarne la quantità: «due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione». A conferma di quanto detto, la FAQ n. 11, a proposito di rappresentanza dei diversi settori negli istituti comprensivi chiarisce che «Sull'opportunità di prevedere la rappresentanza dei vari settori decidono autonomamente gli organi collegiali di istituto». Il fatto che non siano presenti genitori della scuola dell’infanzia non può certo essere motivo per invalidare il Comitato di valutazione regolarmente costituito.

Neolaureata in Psicologia e insegnamento

Domanda: Mi sono laureata con la magistrale in Psicologia a marzo 2018. C'è una classe di concorso che faccia riferimento a questa materia? Se sì, quale? Potrei partecipare al concorso?

Risposta: 1) Accesso all’insegnamento. L’Allegato A al DM n. 259/2017, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, mostra che la laurea magistrale LM 51-Psicologia consente l’accesso all’insegnamento esclusivamente nella classe di concorso A-18 Filosofia e Scienze umane (ex >36/A-Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione>), a condizione che il curricolo degli esami contenga almeno 96 CFU nei settori scientifico-disciplinari M-FIL, M-STO; M-PED, M-PSI, e SPS di cui: 24 CFU tra M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04 M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05; 24 CFU tra M-PED/01, M-PED/02, M- PED/04; 24 CFU tra M-PSI/01, M-PSI/02, M-PSI/04, M-PSI/05 o 06 24 tra: SPS /07, SPS/08, SPS/09, SPS/11, SPS12. Controlli il suo curricolo per verificare la presenza dei crediti richiesti. Potrà recuperare quelli mancanti iscrivendosi a corsi singoli presso una qualsiasi università che li presenti nella propria offerta formativa. In carenza di tali requisiti non potrà insegnare e nemmeno partecipare al concorso ordinario per il ruolo e l’abilitazione all’insegnamento.
2) Recupero crediti mancanti. L’URP del MIUR ha chiarito che per rispondere ai requisiti richiesti dall’Allegato A al DM n. 259/2017 per l’accesso alla classe di concorso A-18 è sufficiente raggiungere i 24 crediti per ciascun gruppo di SSD, senza dove necessariamente coprire tutti i settori indicati in ciascun ambito: «laddove sono indicati sottogruppi di SSD (es. 24 tra: M-FIL/01, M-FIL/02, M-FIL/03 o 04, M-FIL/06 o 07 o 08, M-STO/05) è possibile conseguire i CFU richiesti in uno solo o più SSD. Si veda l’esempio al seguente link http://www.miur.gov.it/web/guest/titoli-di-accesso. Il possesso dei 24 crediti deve essere necessariamente certificato da una istituzione universitaria presente nell’elenco disponibile su www.universitaly.it». Ovviamente, ciascun settore deve essere numericamente completo, anche se per conseguire i 24 CFU non sono stati utilizzati tutti i sotto-settori.
3) Concorso ordinario per il ruolo. Le condizioni di cui sopra valgono per l’accesso all’insegnamento, quindi anche per la “messa a disposizione” (MAD) per le supplenze temporanee. Per l’accesso al concorso ordinario, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59, così come modificato dalla Legge di Bilancio per il 2019, oltre che dei requisiti per l’accesso alla classe di concorso elencati al punto 1), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3), che debbono essere certificati secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017. I 24 CFU si conseguono attraverso corsi specifici organizzati dalle università (anche telematiche private purché riconosciute dal MIUR) in genere denominati PeF24 e predisposti esplicitamente per il concorso.
Ricordi che tutti i requisiti (compresi i 24 CFU) dovranno essere in possesso del candidato entro la data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso. Non sono consentite ammissioni “con riserva” di conseguimento dei titoli di accesso.

Condizioni per l’accesso alla nuova classe dei concorso A-22 con la laurea in Conservazione dei Beni culturali

Domanda: Sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali nell'anno accademico 1998-99 con discussione della tesi nel marzo 2000, attualmente sono inserita in III fascia delle graduatorie d’istituto per la classe di concorso A-54 (ex 61/A)-Storia dell'arte. Ho intenzione di partecipare al prossimo concorso per questa classe ma vorrei concorrere anche per la A-22 (ex 43/A)-Italiano, storia, geografia ed educazione civica nella scuola media. Vorrei sapere se col mio titolo di studio è possibile.

Risposta: Sia secondo la normativa ora in vigore (Allegato A al DM n. 259/2017) che secondo quella precedente (Tabella A allegata al DM n. 39/1998) la sua laurea di vecchio ordinamento in Conservazione dei beni culturali è titolo di accesso all’insegnamento nella classe di concorso A-22 Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado (ex-43/A). Avendo lei conseguito il titolo entro l’A.A. 2000/2001, deve rispondere ai requisiti specifici, riferiti al curricolo degli studi, indicati nella Nota (6) a pag. 35 dell’Allegato A, la quale stabilisce che il piano di studi seguito deve aver compreso «un corso biennale o due annuali di lingua e/o letteratura italiana, un corso annuale di storia ed un corso annuale di geografia». Qualora nel suo curricolo non risultassero tutti gli esami richiesti deve provvedere ad acquisire i mancanti entro la scadenza delle domande di partecipazione al concorso.
NB: Per l’accesso al concorso ordinario per il ruolo e il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59 (art. 5, comma 1, così come modificato Legge di Bilancio 2019), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3). Parte degli esami richiesti tra i 24 CFU potrebbe averli già sostenuti, ma dovrà farseli riconoscere e certificare ai fini del concorso dall’università presso la quale ha conseguito la laurea, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017 (per questo si rivolga alla segreteria di facoltà); quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi per il concorso.
Tutti i requisiti (compresi i 24 CFU) dovranno essere in possesso del candidato entro la data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso. Non sono consentite ammissioni “con riserva” di conseguimento dei titoli di accesso.

Quale corrispondenza tra A019 e nuove classi di concorso?

Domanda: Sono iscritta nelle graduatorie ad esaurimento per la classe di concorso A019. Ho saputo che, col nuovo regolamento, la mia classe di concorso non esiste più. Se decidessi di partecipare al concorso per quale classe dovrei presentare la domanda? La A046 è la classe relativa a scienze giuridiche ed economiche: sarebbe questa la classe di riferimento? Esiste anche la A045, scienze economico-aziendali: quale delle due corrisponde alla A019? Per quale classe potrei partecipare? Entrambe?

Risposta: Il Regolamento per le nuove classi di concorso (DPR n. 19/201) ha modificato la denominazione delle classi l’insegnamento e, in alcuni casi, anche i titoli di accesso. Nella Tabella A allegata al provvedimento sono riportate le nuove denominazioni e le precedenti classi di concorso che nelle nuove confluiscono. A pag. 41 della Tabella compare la nuova classe di concorso A-46 Scienze giuridico-economiche che sostituisce la vecchia 19/A Discipline giuridiche ed economiche della corrispondente Tabella A allegata al precedente DM n. 39/1998, per la quale lei è abilitata. Il comma 2 dell’art. 3 del DPR n. 19/201 stabilisce esplicitamente che «il possesso dell'abilitazione o dell'idoneità all'insegnamento in una delle classi di concorso di cui alle Tabelle A e D, allegate al decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, costituisce titolo per la partecipazione ai concorsi per titoli ed esami relativi alle classi di concorso di cui alla Tabella A, allegata al presente regolamento». Pertanto, con la sua abilitazione nella classe di concorso ex 19/A (A019) può partecipare al concorso a cattedre per la nuova classe A-46 Scienze giuridico-economiche. Altrettanto non vale per la nuova classe A-45 Scienze economico-aziendali, per la quale la corrispondente classe precedente è la 17/A Discipline economico-aziendali, a meno che lei non sia in possesso dell’abilitazione anche per questa classe di concorso.

Se non partecipo al concorso posso ancora insegnare, magari anche solo con le supplenze?

Domanda: Sono abilitato con il concorso del 1999/2000 per l'insegnamento nelle scuole superiori di 2° grado nella classe di concorso A019, ma esercitando la libera professione non mi sono mai iscritto nelle graduatorie permanenti. Nel 2017 mi sono iscritto nelle graduatorie di Istituto ma non ho mai insegnato. Se non partecipo a questo concorso quali 'mosse' mi restano? Perderei ogni possibilità di essere inserito in ruolo o anche solo per le supplenze? In soldoni: sarei definitivamente fuori dal mondo della scuola?

Risposta: Non essendo iscritto nelle Graduatorie ad Esaurimento (ex-Graduatorie Permanenti), secondo la normativa vigente l’unica modalità per conseguire un incarico a tempo indeterminato (ruolo) nella scuola statale è costituita dal superamento di un concorso ordinario per titoli ed esami. Essendo invece inserito nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto conserva la possibilità di svolgere supplenze temporanee entro tutto il periodo di validità delle graduatorie stesse. Alla scadenza, nella primavera del 2020, in quanto abilitato potrà rinnovare l’iscrizione alle GdI e conservare la possibilità di svolgere supplenze nel successivo triennio di validità.

Non partecipare al concorso può creare problemi con l’abilitazione?

Domanda: Sono abilitata dal 2005 per l'insegnamento nelle scuole superiori di 2° grado, ma non mi sono mai iscritta nelle graduatorie ad esaurimento. Posso partecipare al nuovo concorso in quanto abilitata? nel caso non partecipi perdo l'abilitazione? E se partecipassi e non risultassi vincitrice perderei l'abilitazione? O è un diritto acquisito in entrambi i casi?

Risposta: In quanto abilitata può certamente partecipare al concorso ordinario. Qualora decidesse di non partecipare o, partecipando, non riuscisse a superare le prove concorsuali, non perderebbe l’abilitazione all’insegnamento in quanto questa costituisce un titolo acquisito alla stessa stregua del diploma di laurea. La procedura concorsuale non ha valore di verifica a posteriori del titolo e gli esiti del concorso non possono incidere in alcun modo sulla validità del titolo stesso.

Qual è la durata minima di un permesso breve?

Domanda: Se si ha l'esigenza di uscire un quarto d'ora prima da scuola, per motivi personali c'è bisogno di chiedere sempre l'ora intera di permesso? Non è sempre meglio fare la lezione di 3 quarti d'ora invece che lasciare la classe a chi comunque non farà fare niente? Il responsabile di sede mi obbligato a prendere l'intera ora, ma sono rimasta a scuola a fare lezione, fino al quarto d'ora prima e senza aver firmato la lezione. Vorrei la vostra opinione in proposito. Grazie

Risposta: Il vigente CCNL-Scuola 2007 regolamenta i permessi brevi del personale all’art. 16, il quale, nell’ultimo periodo del comma 1, stabilisce chiaramente che «per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di lezione». È quindi il contratto stesso a stabilire la durata minima del permesso, pari all’unità oraria di lezione (in genere 60 minuti, salvo durata inferiore deliberata dal Consiglio d’Istituto su proposta del Collego dei docenti); il responsabile di sede ha quindi agito correttamente.
Il comma 3 dello stesso articolo specifica che il recupero delle ore di permesso breve deve avvenire entro i due mesi successivi, «prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso»; qualora non fosse possibile il recupero per indisponibilità del dipendente, «l'Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente stesso per il numero di ore non recuperate» (comma 4).

Laurea in scienze storiche e insegnamento di filosofia e storia, un caso particolare

Domanda: Sono un aspirante insegnante di Storia e Filosofia, laureando in Scienze Storiche (LM-84), e volevo chiedere informazioni per ciò che riguarda l'abilitazione.
Innanzitutto, secondo le nuove tabelle delle classi di concorso per l’insegnamento di Storia e Filosofia, con la mia futura laurea LM-84 il requisito è di avere almeno 36 crediti di M-FIL così ripartiti: 12 in M-FIL/01, 12 in M-FIL/02 o 03 o 04 o 05, 12 in M-FIL/06. Ma come faccio ad essere sicuro di avere, invece, tutti i crediti necessari di Storia? Pongo questa domanda perché la mia situazione è forse un po' particolare: io ho Laurea Triennale e Laurea Magistrale in Scienze Politiche. Avendo fatto molti esami di Storia, questo mio percorso mi ha consentito di iscrivermi alla Magistrale in Storia senza passare dalla Triennale (per prendere una seconda laurea con i crediti anche per l'insegnamento). Ci sono esami che dovrei aver fatto e che invece non ho sostenuto per il mio percorso precedente la magistrale? Ad esempio, Storia Romana che io non ho fatto e non ho nel piano di studi della Magistrale in Storia.


Risposta: L’Allegato A al DM n. 259/2017, relativo alle nuove classi di concorso per l’insegnamento, individua i titoli di accesso alla ex classe 37/A-Filosofia e storia, ora denominata A-19 Filosofia e Storia. Tra le lauree di nuovo ordinamento è contemplata la sua laurea magistrale LM 84-Scienze storiche (indipendentemente dal percorso triennale seguito per l’accesso alla biennale), con il vincolo che nel curricolo degli studi debbono essere presenti almeno 36 CFU nel settore scientifico disciplinare M-FIL, di cui 12 in M-FIL/01, 12 in M-FIL/02 o 03 o 04 o 05 e 12 in M-FIL/06; come da lei correttamente riportato (non sono state apportate modifiche rispetto a quanto stabilito in precedenza). Sono questi gli unici vincoli imposti dalla norma per l’accesso all’insegnamento di filosofia e storia nei licei per la laurea LM 84, mentre non esiste alcun requisito specifico riguardo agli esami di storia.

La terza fascia delle graduatorie d’istituto continuerà ad esistere?

Domanda: Sono iscritta in graduatoria III fascia, in attesa del concorso. Sapete dirmi se la terza fascia continuerà ad esistere? Per quanto? Verrà aggiornata? Verrà data l'opportunità a nuovi laureati di iscriversi?

Risposta: La terza fascia delle Graduatorie d’Istituto continuerà ad esistere, ma solo per l’aggiornamento dei punteggi per chi come lei è già iscritta; stando alla normativa in vigore non saranno possibili invece nuove iscrizioni in terza fascia. Infatti, il comma 107 dell’art. 1 della legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola” ha stabilito che «a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto può avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione»; per il triennio corrente il decreto “milleproroghe 2017” aveva disposto una deroga, ma a meno di una ulteriore deroga o di una modifica della disposizione, nel 2020 la terza fascia non verrà aperta a nuovi inserimenti, ma solo per l’integrazione dei punteggi dei già iscritti nel corrente triennio.

Immissione in ruolo e dottorato di ricerca

Domanda: Sono abilitato TFA e iscritto nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto. Dopo sette anni di insegnamento precario, a ottobre 2017 ho iniziato un dottorato di ricerca all’estero (in UK), che durerà fino a settembre 2020; ho però intenzione anche di partecipare al prossimo concorso a cattedre. Qualora dovessi risultare vincitore di cattedra potrei congelare la mia posizione lavorativa fino al completamento del dottorato? Quali conseguenze ci sarebbero?

Risposta: Sì, la frequenza di un dottorato di ricerca rientra nel diritto allo studio contrattualmente garantito e, nel caso in questione, è possibile rinviare la presa di servizio fino alla sua conclusione ordinaria del dottorato. Quindi, in caso di superamento del concorso e conseguente nomina in ruolo nel periodo di validità delle graduatorie di merito potrà chiedere il differimento senza perdere alcun diritto. L’anno di formazione e prova per la conferma in ruolo sarà corrispondentemente rinviato senza conseguenze.
Con riferimento al diritto allo studio del dipendente, l’art. 18, comma 2, del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della scuola (CCNL-Scuola 2007) ribadisce che «il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Per gli incarichi e le borse di studio resta in vigore l'art. 453 del D.P.R. n. 297 del 1994». Nello specifico, la norma generale di riferimento è costituita dalla legge n. 476/1984, che all’art. 2, comma 1, stabilisce: «il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca è collocato a domanda in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni per il periodo di durata del corso ed usufruisce della borsa di studio ove ricorrano le condizioni richieste»; il congedo straordinario ha durata corrispondente a quella del dottorato ed «è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza» (comma 2, ultimo periodo). L’art. 453 del Testo Unico della scuola, dlgs n. 297/1994, si occupa poi incarichi di studio, ricerca e borse di studio, a sua volta rinviando, al comma 9, allo stesso art. 2 della legge n. 476/1984 per quanto concerne la relativa regolamentazione.
Ad integrare la normativa dell’84 è arrivata poi la Legge n. 448/2001 (art. 52, c. 57), stabilendo che: «in caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borse di studio, o di rinuncia a questa, l’interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell’amministrazione pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro», con la clausola che «qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con l’amministrazione pubblica cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi corrisposti ai sensi del secondo periodo». La CM n. 120/2002, che fornisce una sintesi applicativa di tutta la normativa di riferimento e delle successive integrazioni, per quanto riguarda le borse di studio all’estero ricorda che «la legge finanziaria del 23-12-1992, n. 498, art. 4, comma 2, ha ulteriormente esteso il congedo straordinario senza assegni per motivi di studio, stabilendo testualmente che "al personale assegnatario di borse di studio da parte di Amministrazioni statali, di Enti pubblici, di Stati ed Enti stranieri, di Organismi o Enti internazionali, si applica il disposto di cui all'art. 2 della legge 13-8-1984, n. 476"». La legge n. 240/2010 ha ulteriormente modificato l’art. 2 di cui sopra disponendo che il congedo straordinario venga concesso «compatibilmente con le esigenze dell’amministrazione» e che quanti hanno già conseguito il titolo di dottore di ricerca non possano usufruire di altro congedo per un ulteriore dottorato. Mentre il successivo dlgs n. 119/2011 (art. 5) ha ribadito per il dipendente l’obbligo di restituire gli emolumenti (stipendio) eventualmente percepiti dallo Stato durante il periodo di congedo nel caso in cui egli si licenzi entro due anni dal conseguimento del dottorato.
In sintesi, il congedo straordinario per dottorato di ricerca, per borsa di studio o assegno di ricerca ha durata corrispondente al periodo di studio o ricerca per il quale viene richiesto, deve essere concesso dal dirigente scolastico senza restrizioni salvo oggettive esigenze di servizio (che debbono essere documentate), non interrompe la progressione di carriera e il calcolo ai fini pensionistici e previdenziali, può essere retribuito come un normale stipendio (a totale discrezione del richiedente). Le limitazioni imposte riguardano esclusivamente la restituzione dello stipendio eventualmente percepito qualora il dipendente interrompa il percorso del dottorato prima del termine o si licenzi entro due anni dal conseguimento del titolo.
Per quanto riguarda l’anno di formazione e prova ai fini della conferma in ruolo vale quanto affermato dall’art. 438 del Testo Unico, dlgs n. 297/1994: «1. La prova ha la durata di un anno scolastico. A tal fine il servizio effettivamente prestato deve essere non inferiore a 180 giorni nell'anno scolastico. (…)
5. Qualora nell'anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall'organo competente per la conferma in ruolo
». Pertanto, ottenendo il congedo straordinario per dottorato di ricerca si ha diritto allo spostamento dell’anno di prova a dopo il termine del congedo.

Obbligo della presa visione delle circolari interne della scuola

Domanda: Vorrei porre una domanda in merito alla presa visione delle circolari. Nella scuola in cui presto servizio le circolari sono caricate online sul sito della scuola e sono presenti anche in aula docenti. Qualche tempo fa non ho visto una circolare importantissima relativa ad un consiglio straordinario e per questa mia mancanza ho ricevuto una sanzione disciplinare dal dirigente scolastico. Tuttavia mi sembra ingiusta. Vorrei un vostro parere: per le circolari di maggiore importanza non è necessaria una firma di presa visione? In questo modo la buona fede del lavoratore è tutelata anche dalla solidarietà del datore di lavoro come prevede il codice civile. Resto in attesa di una gentile risposta.

Risposta: Le modalità della "presa visione" di documenti ufficiali e avvisi nella scuola da parte del personale interessato debbono essere regolamentate dalla scuola stessa. Solitamente, sono stabilite dal dirigente scolastico e debbono, comunque, essere adeguatamente pubblicizzate all’inizio di ciascun anno scolastico presso tutto il personale. Una volta che la pubblicizzazione è avvenuta, è obbligo e onere del singolo dipendente prendere visione dei documenti secondo dette modalità.
Da quanto riferisce, le modalità scelte nella sua scuola sono due: sia quella della pubblicazione sul sito internet, sia quella cartacea con l'inserimento delle comunicazioni nell'apposito raccoglitore in aula insegnanti. Poiché la norma generale non individua casi particolari, nemmeno in relazione ad una ipotetica "importanza" degli avvisi, lei è tenuta ad attenersi alle modalità indicate, controllando periodicamente sito e raccoglitore per prendere visione dei documenti. La firma per presa visione con avviso personale può essere contemplata solo in casi di particolare urgenza.
Nell’adempimento del proprio dovere professionale la disattenzione di una regola nota e riconosciuta non può trovare giustificazione nella “buona fede”.

Sostituzione del docente di sostegno di allievo con grave handicap

Domanda: Quando si assenta un docente di sostegno di un bambino molto grave chi lo sostituisce? La supplente può essere chiamata dal primo giorno? Se normalmente i docenti compresenti nel plesso sostituiscono quelli assenti in attesa della nomina del supplente, sono tenuti a farlo anche nel caso in questione? È lecito chiedere all'insegnante di classe di tenere il bambino nonostante sia frontale nella sua classe e far andare sulla classe le altre docenti compresenti?

Risposta: La sostituzione dei docenti di sostegno segue le normali regole di quelle dei docenti curricolari: quindi deve essere attuata secondo le normali modalità, tempi e procedure. Certamente è doverosa una azione tempestiva, specie per garantire l’incolumità/sicurezza del ragazzo disabile, ma anche del resto della classe. Pertanto è opportuno che il dirigente o il suo delegato adottino ogni provvedimento che ritengano necessario per garantire tutto questo, anche spostamenti come quelli descritti nel quesito. Si tratta ovviamente di interventi temporanei, in attesa della copertura regolare dell’assenza.

L’assenza dal servizio per gravi patologie è esclusa dal computo delle assenze per malattia

Domanda: Gentile Esperto,
Sono una docente di ruolo della secondaria di secondo grado. Recentemente ho effettuato un lungo periodo di assenza per salute. Durante tale periodo continuativo ho avuto periodi di ricovero ospedaliero –comprensivi anche di intervento chirurgico – e relativi periodi di post-ricovero. Vorrei sapere se i suddetti periodi si scorporano dagli altri per il computo della riduzione di stipendio cui sono andata incontro avendo superato i 270 giorni nell’arco dell’ultimo triennio. La scuola non me li ha considerati ed ha provveduto ad operare le relative trattenute.
In attesa di una Sua cortese risposta saluto cordialmente.


Risposta: Il comma 9 dell’art. 17 del CCNL-Scuola 2007, tuttora vigente, stabilisce che: «In caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 [stabilisce la durata massima di assenza per malattia pari a 18 mesi in tre anni per la conservazione del posto, ndr] e 8 [stabilisce l’entità del trattamento economico spettante al dipendente in caso di malattia, ndr] del presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza spetta l'intera retribuzione». La qualifica di “grave patologia” deve essere attestata dal medico del Servizio Sanitario Nazionale; analogamente, i giorni di ricovero per detta grave patologia vanno attestati dal nosocomio presso il quale si è svolta la degenza. Se lei ha opportunamente presentato la certificazione di cui sopra alla segreteria della sua scuola, ha diritto allo scorporo del periodo in questione dal conteggio dei giorni di assenza per malattia. L’eventuale recupero della retribuzione in tal caso non percepita avviene in esito a ricorso al giudice del lavoro.

I corsi di recupero sono ore d’insegnamento e non ore funzionali all’insegnamento

Domanda: Da 2 settimane ho in essere due distinti contratti a tempo determinato in 2 scuole distinte, ma con stessa Dirigenza: 3 ore di docenza in un Liceo Classico e 9 ore di potenziamento in un Liceo Artistico. Volevo sapere:

  1. se le 40+40 ore funzionali all’insegnamento vanno garantite tutte in entrambe le scuole oppure vanno calcolate per ciascuna in proporzione alle ore di contratto (27+27) e ripartite tra le 2 scuole (7+7 e 20+20).
  2. possono obbligarmi a svolgere dei corsi pomeridiani di recupero, in aggiunta alle mie ore contrattuali, e conteggiarmele nelle ore funzionali?
  3. cosa contemplano effettivamente le ore 40+40?

Risposta: Il CCNL-Scuola 2007, tuttora vigente, distingue con chiarezza le attività di insegnamento (art. 28) dalle attività funzionali all’insegnamento (art. 29). Le prime riguardano l’attività professionale di insegnamento del docente (didattica) svolta in diretto rapporto con gli allievi, le seconde sono costituite da «tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi» [art. 29, comma 1]. Il comma 2 dell’art. 29 specifica poi che «Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:
  1. alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
  2. alla correzione degli elaborati;
  3. ai rapporti individuali con le famiglie»; per queste ultime non viene specificato l’impegno orario.

Il successivo comma 3 stabilisce l’impegno contrattuale annuale per tutti i docenti in rapporto alle attività di carattere collegiale che «sono costituite da:
  1. partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l'attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l'informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull'andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue;
  2. la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione. Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti; nella predetta programmazione occorrerà tener conto degli oneri di servizio degli insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue;
  3. lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione».
Per le prime due voci è quantificato espressamente il monte ore massimo annuale (40+40 ore), mentre ciò non avviene per la terza (scrutini ed esami) perché, per legge, sono “atto dovuto” da parte dei docenti (salvo impedimenti certificati: malattie, lutti, ecc.). Occorre precisare che i due gruppi di attività con quantificazione dell’impegno hanno caratteristiche diverse e in quanto tali sono state esplicitamente distinte nel CCNL. Pertanto, non possono essere considerate intercambiabili tra loro e il relativo impegno orario non è cumulabile; in altri termini, non si può utilizzare una porzione delle 40 ore di un gruppo per aggiungerlo alle 40 ore dell’altro.

Ciò premesso, anche in risposta al suo terzo quesito, passiamo alle altre risposte.
  1. Non esiste alcuna disposizione che specifichi, per i docenti con impegni su più scuole, la modalità di ripartizione dell’impegno orario per le attività funzionali. Appare però abbastanza ragionevole che detto impegno vada ripartito in proporzione a quello di insegnamento effettivo, fermo restando che la somma delle due frazioni non può superare le 40 ore annue complessive per ciascun gruppo di attività. L’ipotesi di ripartizione da lei avanzata, quindi è ragionevole. Eventuali sovrapposizioni di orario negli impegni funzionali si risolvono dando la prevalenza alla scuola nella quale c’è il maggior impegno orario d’insegnamento.
  2. L’obbligo di istituire corsi di recupero, qualora deliberato dai consigli di classe, è sancito per le scuole al comma 6 dell’art. 2 dell’OM n. 92/2007, ma non vi è invece alcun obbligo per i docenti di effettuarli, in quanto tale attività si prefigura come prestazione aggiuntiva di insegnamento (e in quanto tale volontaria). In proposito la FAQ n. 12 del MIUR, alla domanda «Può un docente che ha segnalato il debito non proporsi per tenere il corso?» chiarisce che «Considerato il carattere contrattuale di prestazione aggiuntiva di insegnamento e vista anche la possibilità di organizzare gruppi di alunni provenienti da classi diverse, può anche verificarsi il caso di un docente che in sede di valutazione collegiale nei consigli di classe segnali l’esigenza di recupero e poi non possa tenere il relativo corso. Sussiste però l’obbligo per tale docente di dare indicazioni per il corso di recupero, di predisporre l’accertamento e di valutarne i risultati». Proprio in quanto attività aggiuntiva di insegnamento, e quindi volontaria e specificamente retribuita col Fondo d’Istituto a norma dell’art. 88 c. 2 – lett. c) del CCNL, non esiste alcun obbligo per il docente di effettuare i corsi di recupero pomeridiano, nemmeno qualora l’orario di servizio fosse inferiore a quello di cattedra come nel suo caso. Per quanto sopra specificato in rapporto agli artt. 28 e 29 del CCNL, qualora invece dovesse accettare di svolgere i corsi di recupero, trattandosi a tutti gli effetti di attività didattica di insegnamento, le ore effettuate non potranno essere in alcun modo conteggiate come ore funzionali all’insegnamento, ma dovranno essere retribuite secondo i parametri contrattuali.

Incompatibilità del ruolo nella scuola e contratti temporanei d’insegnamento in università

Domanda: Sono docente di ruolo nella secondaria di secondo grado. Ho ricevuto dall’università una proposta di contratto per insegnamento in un corso trimestrale e vorrei sapere se sussiste incompatibilità tra la mia posizione lavorativa a scuola e un contratto temporaneo di questo genere. Se non c’è incompatibilità debbo comunque chiedere una qualche autorizzazione al dirigente scolastico?

Risposta: L’art. 53 del dlgs n. 165/2001 si occupa di “incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi” per i pubblici dipendenti, ai quali appartengono i docenti di ruolo. In particolare, il comma 6 specifica che, salvo i casi nei quali il dipendente ha un «rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno», non possono essere assunti altri incarichi retribuiti e spiega che con questo termine si intendono «tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, per i quali è previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso». Lo stesso comma poi elenca i “compensi esclusi” dal divieto; tra questi ci sono quelli provenienti «f-bis) da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica». Il dipendente è tenuto a chiedere l’autorizzazione ad assumere tali incarichi all’amministrazione di appartenenza, a meno che, come sopra specificato, esso non abbia con la stessa un rapporto di lavoro a tempo parziale.

Responsabilità di gestione dell’edificio al di fuori dell’orario destinato all’uso scolastico

Domanda: Vorrei cortesemente sapere di chi è la responsabilità quando nell'istituto scolastico, oltre le ore 19.00, entrano genitori o membri di associazioni che operano nel paese: è responsabilità della Dirigente o dell'Amministrazione visto che i locali sono del Comune?

Risposta: I locali delle scuole sono di proprietà di comune o provincia, a seconda che si tratti di istituzioni scolastiche del I o del II ciclo. Sono questi soggetti che fissano i criteri di utilizzo dei locali e autorizzano gli ingressi per attività non inerenti la vita della scuola. Quindi genitori, associazioni, ecc. che utilizzano tali spazi devono essere autorizzati dall'Ente proprietario della struttura. Il quale indicherà anche le responsabilità che ne conseguono. Di solito la scuola comunica all'Ente orari e spazi dei propri impegni. Meglio se per iscritto.

Permessi retribuiti per malattia del figlio minore

Domanda: Sono un docente di ruolo nella scuola secondaria. Vorrei sapere se è possibile prendere dei giorni di permesso per assistere mio figlio ammalato. Vorrei, se possibile, anche avere il riferimento normativo.

Risposta: Dipende dall’età del bambino: se inferiore a 3 anni, entrambi i genitori possono usufruire, alternativamente, del numero di giorni corrispondente a quello di malattia del figlio (art. 47, comma 1, del dlgs n. 151/2001); dai 3 ai 12 anni entrambi i genitori possono usufruire fino ad un massimo di 5 giorni lavorativi di astensione dal lavoro ciascuno in tutto l’arco dell’anno (dlgs n. 80/2015).
L’art. 12, comma 5, del vigente CCNL-Scuola 2007 stabilisce che fino al compimento del terzo anno di vita «alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta giorni per ciascuno anno di età del bambino, computati complessivamente per entrambi i genitori, di assenza retribuita».
Dal giorno successivo al compimento del terzo anno e fino al compimento del dodicesimo, i 5 giorni lavorativi di permesso per assistenza al figlio ammalato sono senza assegni, ma valgono ai fini dell’anzianità di servizio; i 5 giorni annui sono fruibili da ciascuno dei genitori e diventano 10 per uno solo di essi in presenza di esplicita rinuncia dell’altro.
Per gli aggiornamenti in proposito si veda la circolare INPS n. 139 del 17 luglio 2015.

Accesso al concorso ordinario e nuove classi

Domanda: Mi sono laureata nel 2011 con una laurea in Scienze Linguistiche, classe di laurea 43/S-Lingue straniere per la comunicazione internazionale e posseggo una laurea triennale in Mediazione linguistica (classe 3/S) conseguita nell'a.a. 2008/2009.
Ho letto che per accedere al concorso per insegnare inglese alle medie è necessario essere in possesso di 12 cfu relativi al settore scientifico disciplinare L-LIN/01, L-LIN/02, avere 36 CFU della lingua e corso di durata biennale della relativa letteratura (24 CFU).
Ora, io sono in possesso di 12 CFU nei settore scientifico disciplinari L-LIN/01 L-LIN/02, posseggo 53 CFU del settore disciplinare L-LIN/12 (lingua e traduzione della lingua inglese) e 12 CFU nei settori disciplinari L-LIN/11 (esame di Antropologia e cultura anglo-americana 8 CFU) e L-LIN/10 (Cultura e Civiltà dei Paesi di lingua inglese, 4 CFU). In questo ultimo caso si tratta di un esame annuale e di uno semestrale. È necessario che integri i 12 CFU mancanti?


Risposta: Quanto da lei richiamato è contenuto nell’Allegato A al DM n. 22/2005, che per quanto la riguarda l’accesso alle classi di concorso A-24 (ex-46/A) e A-25 (ex-45/A) con la laurea specialistica LS 43-Lingue straniere per la comunicazione internazionale; essendosi laureata prima della modifica delle classi di concorso intervenuta con il DPR n. 19/201, costituisce il riferimento normativo valido ai fini dell’accesso all’insegnamento e al concorso ordinario (si veda in proposito la Nota 1 in questa pagina dell'URP del MIUR).
Stando a quanto dichiara, le mancherebbero 12 CFU dei 24 richiesti per la letteratura; li dovrà necessariamente recupere per poter partecipare al concorso ordinario per il ruolo. Ma ciò non è sufficiente. Infatti, per l’accesso al concorso ordinario per il ruolo e il conseguimento della relativa abilitazione all’insegnamento, a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59 (art. 5, comma 1, così come modificato Legge di Bilancio 2019), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3). Parte degli esami richiesti tra i 24 CFU potrebbe averli già sostenuti, ma dovrà farseli riconoscere e certificare ai fini del concorso dall’università presso la quale ha conseguito la laurea, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017 (per questo si rivolga alla sua segreteria di facoltà); quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi per il concorso.
Tutti i requisiti (compresi i 24 CFU) dovranno essere in possesso del candidato entro la data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso (presumibilmente entro la primavera 2019). Non sono consentite ammissioni “con riserva” di conseguimento dei titoli di accesso.

La valutazione del comportamento va distinta da quella del profitto

Domanda: Gli studenti della mia classe non sono entrati per una protesta decisa dai rappresentanti di Istituto, proprio nella giornata in cui avevo predisposto una verifica importante per chiusura trimestre, trascrivendola nel registro di classe con largo anticipo e informando la classe più volte.
Posso tener conto di questa mancanza e abbassare la media per la valutazione?


Risposta: La valutazione degli allievi nella singola disciplina è compito del docente, il quale sceglie le modalità e i riferimenti che ritiene più opportuni. Il voto che sarà poi assegnato in sede di scrutinio è espressione collegiale del consiglio di classe. In relazione alla questione specifica, si ritiene utile far rilevare che il voto di profitto rappresenta una modalità di espressione della valutazione dell’apprendimento della disciplina e non può essere confuso con la valutazione del comportamento, che ha una sua espressione propria e distinta per ciascun allievo. Una mancata prova di verifica per assenza degli allievi non può essere valutata, quindi, come verifica ad esito negativo. La sconsigliamo perciò di mettere in media la valutazione mancata; piuttosto esprima la distinta valutazione del comportamento agendo su questa leva per sottolineare la scorrettezza della classe.

Rappresentanti dei docenti nel nuovo Comitato di valutazione ex-legge n. 107/2015

Domanda: Scrivo a nome di un gruppo di colleghi per avere lumi sulla modalità di voto per l’elezione dei due docenti che il Collegio Docenti deve esprimere all’interno del Comitato di valutazione.
Nell’ultima riunione del Collegio è emersa la proposta di eleggere i due rappresentati dei docenti all’interno del Comitato di Valutazione (previsto dalla legge 107) tramite votazione a scrutinio segreto. Il DS avrebbe voluto procedere il giorno stesso dell’ultimo Collegio, senza alcun dibattito e senza averlo previsto all’OdG, all’elezione dei due rappresentanti dei docenti. A tal fine aveva già predisposto schede e seggio.
Alcuni docenti hanno invece chiesto che le elezioni venissero rinviate facendole precedere da un dibattito da promuovere all’interno dei Dipartimenti Disciplinari. Ovviamente questa proposta è stata approvata a larga maggioranza contro la volontà del DS. Ora si pongono i seguenti problemi operativi banali ma nel nostro contesto essenziali:
A) Il seggio (presidente e scrutatori) viene nominato dal Preside o dal Collegio?
B) Quante preferenze possono essere espresse? Una o due preferenze?


Risposta: Occorre premettere che l’elezione dei due docenti del nuovo Comitato di valutazione di competenza del Collegio dei docenti doveva essere effettuata, come di norma, nella prima riunione del Collegio stesso all’inizio dell’anno scolastico. Infatti, il Comitato di valutazione dello scorso anno è decaduto, per legge, al 31 agosto 2015 (la durata era annuale) e l’organo collegiale avrebbe dovuto essere subito rinnovato per non creare un vuoto. Poiché le competenze sono state però ampliate dalla legge n. 107/2015 (art. 1, comma 129) aggiungendo alle precedenti la delicata funzione della definizione dei criteri per l’attribuzione del bonus annuale, è sicuramente giustificata la preoccupazione del Collegio di discutere con maggiore attenzione rispetto agli altri anni i criteri di scelta dei suoi rappresentanti. Ciò premesso, rispondiamo ai quesiti posti.
L’indizione delle elezioni dei docenti per il Comitato di valutazione è compito del Capo d’istituto; infatti, il Collegio dei docenti è presieduto dal DS il quale, come stabilisce il comma 4 dell’art. 7 del Testo Unico dlgs n. 297/1994, riunisce i Collegio quando «ne ravvisi la necessità». Non avrebbe, però, potuto pretendere che venisse effettuata l’elezione, senza averne riportata l’indizione nell’OdG.
La legge n. 107/2015 ha parzialmente modificato l’art. 11 del citato Testo unico elativo al Comitato di valutazione dei docenti, sia in termini di composizione dell’organo, sia per quanto riguarda le modalità di indicazione dei membri da parte delle diverse componenti scolastiche interessate. In particolare, per quanto riguarda quest’ultima il nuovo art. 11 non ribadisce più la modalità per l’individuazione dei due docenti rappresentanti tramite elezione, di fatto rinviando a quanto disposto al comma 2 del citato art. 7 a proposito di competenze del Collegio: «l) elegge, nel suo seno, i docenti che fanno parte del comitato per la valutazione del servizio del personale docente». Pertanto, sia la costituzione del seggio e la sua operatività che il numero delle preferenze esprimibili, così come l’opportunità di individuare anche dei membri supplenti (di solito almeno due), sono competenza del Collegio e quindi spetta ad esso definirli. A confermarlo le FAQ n. 6 e n. 7 predisposte dal MIUR, reperibili all’indirizzo: https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/public/docenti/faq#6.

Accesso all’insegnamento e al concorso con laurea in lettere moderne

Domanda: Sono laureata luglio 2018 in Lettere Moderne (LM 14) con specializzazione in Filologia e Critica Letteraria. Vorrei diventare un'insegnante, ma non riesco a capire il percorso da seguire. Potrei avere maggiori delucidazioni? In particolare, se fosse bandito un concorso, come dovrò muovermi? Si rientra in una sola classe di concorso?

Risposta: 1) Acceso all’insegnamento. Allo stato attuale della normativa, con la sua laurea magistrale classe LM-14 Filologia moderna, ai sensi L’Allegato A al DM n. 259/2017 può accedere ai seguenti insegnamenti:
- A–11 Discipline letterarie e latino, a condizione che nel suo intero curricolo (triennale + magistrale) siano presenti almeno 96 crediti nei settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02 o 03; 12 CFU in M-STO/01 o 02 o 04.
- A–12 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado, a condizione che nel suo intero curricolo siano presenti almeno 84 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO, di cui: 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 24 CFU tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.
- A–13 Discipline letterarie, latino e greco, a condizione che nel suo intero curricolo siano presenti almeno 120 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR e L-ANT di cui: 24 CFU in L-FIL-LET/02; 24 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01; 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU in L-ANT/02; 12 CFU in L-ANT/03.
- A–21 Geografia, a condizione che nel suo intero curricolo siano presenti almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare M-GGR di cui 24 CFU in M-GGR/01; 24 CFU in M-GGR/02.
- A–22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, a condizione che nel suo intero curricolo siano presenti almeno 80 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui 12 CFU in L-FIL-LET/04; 12 CFU in L-FIL-LET/10; 12 CFU in L-FIL-LET/12; 12 CFU in L-LIN/01 (Glottologia e linguistica); 12 CFU in M-GGR/01; 12 CFU tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.
- A-23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera, purché in possesso di almeno 72 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui: 12 L-LIN/01; 12 L-LIN/02; 12 L-FIL-LET/12; e almeno 6 L-FIL-LET/10; 12 LFIL-LET/04; 6 M-GGR/01, 6 tra L-ANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04. Inoltre, la Nota (a) in sesta colonna a pag. 37 dell’Allegato A specifica che, fermo restando il necessario possesso dei requisiti di cui sopra, per poter accedere alla A-23 occorre essere in possesso anche di uno dei titoli di specializzazione in italiano L2 individuati dal DM n. 92/2016, che elenca i titoli riconosciuti presenti nell’offerta universitaria italiana; tale titolo costituisce un requisito essenziale per accedere alla classe.
- A-54 Storia dell’arte, a condizione che nel suo intero curricolo siano presenti almeno 24 crediti nei settori scientifico disciplinari L-ART e ICAR di cui: 12 CFU in L-ART/01 o 02; 12 CFU in L-ART/01 o 02 o 03 o 04 e ICAR/13 o 18 o 19.
Controlli il suo curricolo per verificare la presenza dei requisiti elencati; non potrà accedere ad una data classe di concorso sin quando non sarà in possesso dei crediti per essa stabiliti. Può recuperare i crediti mancanti iscrivendosi a corsi singoli presso una qualsiasi università che li presenti nella propria offerta formativa.
2) Accesso al concorso ordinario. Quanto sopra vale solo per effettuare supplenze temporanee, ma per l’accesso al concorso ordinario per il ruolo (e il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento), a norma del dlgs 13 aprile 2017, n. 59 (art. 5, comma 1, così come modificato Legge di Bilancio 2019), dovrà essere in possesso anche di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche i cui codici sono stati individuati con Decreto n. 616 del 10 agosto 2017 (art. 3, comma 3). Parte degli esami richiesti tra i 24 CFU potrebbe averli già sostenuti, ma dovrà farseli riconoscere e certificare ai fini del concorso dall’università presso la quale ha conseguito la laurea, secondo le disposizioni della Nota prot. n. 29999 del 25 ottobre 2017 (per questo si rivolga alla segreteria di facoltà); quelli eventualmente mancanti li dovrà recuperare attraverso gli appositi corsi per il concorso. Il possesso dei 24 CFU non costituisce abilitazione all’insegnamento ma solo una delle condizioni indispensabili per accedere al concorso; l’abilitazione si consegue superando – anche con il minimo del punteggio – tutte le prove concorsuali.
Tutti i requisiti (i crediti per l’accesso alla classe di concorso e i 24 CFU) dovranno essere in possesso del candidato entro la data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso (presumibilmente entro la primavera 2019). Non sono consentite ammissioni “con riserva” di conseguimento dei titoli di accesso.
Al concorso potrà partecipare solo per una classe di concorso per grado di scuola.

Abbonamento ad un quotidiano con la Carta del docente

Domanda: Insegno inglese in un istituto professionale. Posso pagare l’abbonamento ad un quotidiano con la Carta del docente? Come ricevuta dell’acquisto di libri è valido lo scontrino o serve la fattura?

Risposta: Sì, come chiarisce la FAQ n. 1 sul sito del MIUR:
«D. La Carta del Docente consente "l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale" (legge 107/2015, art. 1, comma 121). Questi acquisti devono essere attinenti alle discipline insegnate dal docente (ad esempio: un docente di matematica può utilizzare il bonus per l'acquisto di un romanzo)?
R. L'acquisto di libri, pubblicazioni e riviste, anche in formato digitale, non deve essere necessariamente attinente alla disciplina insegnata, così come previsto dalla legge 107/2015 (art. 1, comma 7), che riconosce fondamentale la formazione professionale del docente nel quadro degli obiettivi formativi, che riguardano competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità
».
Al momento non sono state ancora pubblicate le indicazioni per la rendicontazione delle spese; è opportuno pertanto farsi rilasciare documentazione con valore fiscale (l’attestato di pagamento tramite conto corrente postale lo è, non ha invece lo stesso valore fiscale lo scontrino). Nel caso di acquisto di libri è meglio farsi rilasciare una ricevuta fiscale.

Elezione della Giunta esecutiva nel Consiglio d’Istituto

Domanda: L’elezione della giunta esecutiva del Consiglio d’istituto avviene con le stesse modalità di quella del Presidente, cioè a maggioranza assoluta?

Risposta: L’elezione del Presidente del Consiglio d’Istituto è regolamentata dal comma 6 dell’art. 8 del dlgs n. 297/1994, che in proposito stabilisce espressamente la modalità della maggioranza assoluta e, qualora non la si raggiunga in prima votazione, quella della maggioranza relativa. Il successivo comma 7 si occupa della Giunta esecutiva, senza specificazione alcuna sulla quantificazione; ciò implica che è sufficiente la maggioranza relativa.

Passaggio di ruolo e tutor del periodo di prova

Domanda: Vorrei sapere se ai docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo, poiché faranno soltanto l’anno di prova (180 giorni di servizio) e non l’anno di formazione deve essere assegnato il tutor.

Risposta: Il DM n. 850/2015, contenente le disposizioni in materia di periodo di formazione e prova ai fini della conferma in ruolo dei docenti, è decreto attuativo della legge n. 107/2015 della cosiddetta “buona scuola”. L’art. 2 del decreto individua il personale docente soggetto al periodo di formazione e prova; in particolare, la lettera c) del comma 1 stabilisce inequivocabilmente che «sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e di prova… i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo». La disposizione costituisce una novità rispetto alla normativa finora vigente per il passaggio di ruolo, la quale prevedeva solo la prova dei 180 giorni di servizio effettivo. Lo stesso DM ribadisce la funzione del tutor e gli assegna un ruolo più determinante nell’anno di formazione e prova.