Quesito 1 ... in merito alle chiamate dalle graduatorie d'istituto

Domanda: Gentilissimi, sono un'insegnante pluriabilitata sulle classi A043/50 e A051. Al momento non lavoro. Voi sapete fornirmi un regolamento dettagliato in merito alle chiamate dalle graduatorie d'istituto?
I miei dubbi sono i seguenti:

  1. Se mi chiamano dalle graduatorie d'istituto per una supplenza breve e dico di NO e sono disoccupata, cosa succede? Vengo depennata dalla graduatoria di quella singola scuola per un anno scolastico oppure ciò avviene solo dopo 2 NO consecutivi oppure succede altro ancora?
  2. Se mi chiamano e dico di NO, ma sto lavorando (anche se non nell'insegnamento), la mia situazione è identica a chi dice NO perché è già in servizio? In sintesi, chi dice NO, pur lavorando, anche se non nell'insegnamento, è giustificato nel dire NO come chi sta già insegnando? In tal caso si incorre in qualche penalità?
  3. Se una scuola chiama, secondo quale modalità deve chiamare?
  4. Ho sentito che a qualcuno arrivano email, ad altri telefonate, ad altri telegrammi... In caso di telefonate se non si risponde al telefono (oppure il cellulare è spento), ciò corrisponde ad un NO oppure la segreteria è tenuta a richiamare fino a quando non riceve una risposta dal docente?
  5. È vero che alle medie e superiori non chiamano per supplenze fino a 10 giorni? Io sapevo che supplenze fino a 10 giorni valgono solo per le scuole primarie e del'infanzia, ma una mia colelga ha fatto una supplenza di soli 10 giorni proprio alle medie. Nel modello B non avevo barrato il riquadro corrispondente ed ora mi compare un NO sotto la casella "supplenze fino a 10 giorni". Sapete charirmi anche questo punto?

Risposta:
  1. La risposta è contenuta nel comma 1, lett. b del DM n. 131/07 il quale specifica che, per le supplenze conferite sulla base delle graduatorie d'istituto, "la rinuncia ad una proposta contrattuale o alla sua proroga o conferma ripetuta per due volte nella medesima scuola comporta, esclusivamente per gli aspiranti totalmente inoccupati al momento dell’offerta di supplenza, la collocazione in coda alla relativa graduatoria di terza fascia"; tanto vale sia per le supplenze annuali che per quelle brevi.
  2. Il punto non è chiaro. Come già evidenziato, la sanzione si dovrebbe applicare "esclusivamente per gli aspiranti totalmente inoccupati", senza specificazione alcuna della tipologia di occupazione; tuttavia, in altre parti del DM 131/07 (ma anche del DM 56/09) si fa riferimento all'occupazione (o inoccupazione) nel comparto scuola (anche con tipologie diverse di occupazione e contratti).
    Il successivo comma 4 del DM 131/07 aggiunge comunque che: "Le sanzioni di cui al comma 1 non si applicano o vengono revocate ove i previsti comportamenti sanzionabili siano dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola".
  3. L'art. 11 del DM n. 56/09 stabilisce le modalità di interpello degli aspiranti alle supplenze temporanee. Il comma 1 ricorda che le scuole debbono riscontrare le "disponibilità o meno ad accettare la proposta di assunzione mediante l’utilizzo dei recapiti indicati dall’aspirante, in ordine preferenziale nel modello B di domanda"; indirizzo, telefono (fisso e/o cellulare), e-mail, secondo quanto indicato a pag. 1 nel Modello B. Per le supplenze non inferiori a 30 gg (comma 4) "la proposta di assunzione deve essere effettuata, comunque, per telegramma o per SMS con avviso di ricezione o tramite e-mail, con avviso di ricezione, all’indirizzo di posta elettronica". La scuola sceglie ovviamente la modalità più rapida e meno dispendiosa che l'aspirante rende disponibile.
  4. Quanto alle sanzioni, il comma 2 dell'art. 12 del DM 56/09 chiariche che "la mancata risposta, nei termini previsti, ad una qualsiasi proposta di contratto per cui la comunicazione effettuata dalla scuola debba considerarsi effettivamente pervenuta al destinatario (telegramma, messaggio di posta elettronica, telefonata con risposta interlocutoria), equivale alla rinuncia esplicita"; non è superfluo precisare che alla modalità "telefonata con risposta interlocutoria" corrisponde anche quella dell'SMS con avviso di ricezione.
  5. Nelle scuole dell'infanzia e primaria - e solo in queste - è prevista la dichiarazione di "disponibilità ad accettare supplenze brevi fino a 10 giorni con particolari e celeri modalità di interpello e presa di servizio" (art. 5, comma 6, DM n. 131/07; art. 5, comma 2, DM n. 56/09).
    Nella secondaria di I e II grado le supplenze temporanee fino a 15 giorni possono essere affidate a personale interno, in possesso del titolo di abilitazione specifico, che si renda disponibile oltre le proprie 18 ore di cattedra e fino a a un massimo di 24 ore complessive (art. 22, comma 6, legge n. 448/01). Se il periodo di assenza del titolare è superiore a 15 giorni o nessun docente interno (di ruolo e non) si rende disponibile, il Capo d'istituto è tenuto ad affidare la supplenza ad un docente esterno.

Quesito 2 ....sostegno

Domanda: Gentile redazione, nella scuola dove insegno (un istituto professionale statale) abbiamo un grande numero di iscritti disabili, ciascuno con un proprio monte ore di sostegno, effettuato appunto dal docente di sostegno.
Quest'anno diversi ragazzi hanno avuto una sensibile riduzione delle ore di sostegno loro dedicate ed un'incertezza riguardo alla presenza dell'educatore professionale che, fino all'anno scorso, affiancava il docente di sostegno. La D.S sostiene che ciò è dovuto al ministro Gelmini che ha tagliato i fondi destinati al sostegno.
Poichè ho dei dubbi riguardo alle "interpretazioni" che nella mia scuola vengono diffuse a proposito delle novità legislative ministeriali (nel senso che temo come possibile attribuire al ministro responsabilità che sono in realtà frutto di scelte organizzative della scuola), potete indicarmi i precisi riferimenti normativi relativi alle questioni del sostegno dei ragazzi H. ?
Grazie!


Risposta: I “tagli” all’organico disposti dall’attuale esecutivo per l’a.s. 2009/10 non hanno interessato le cattedre di sostegno. Lo conferma il DPR n. 81/2009, riguardante il dimensionamento dei parametri per la costituzione delle classi e la riorganizzazione della rete scolastica nazionale, che all’articolo 5 ha stabilito: «1. Le dotazioni organiche complessive dei posti di sostegno restano definite ai sensi dell’articolo 2, commi 413 e 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244» [è la legge finanziaria per il 2008, approvata nella legislatura precedente ndr]. Quanto poi agli “educatori professionali”, non ricadono sotto la competenza del ministero dell’Istruzione, ma dell’Ente locale che li assegna autonomamente in supporto alle scuole.
Relativamente alle competenze in materia di programmazione dell’organico la norma generale stabilisce che deve essere il Capo d’istituto a formulare annualmente le proposte circa le necessità di organico previste per l’istituzione scolastica a lui affidata. A regolare la materia provvede l’art. 22 della legge n. 448/2001 il quale definisce criteri e modalità per la determinazione della dotazione organica annuale del personale scolastico «sulla base del numero degli alunni iscritti, delle caratteristiche e delle entità orarie dei curricoli obbligatori relativi ad ogni ordine e grado di scuola» (comma 1), rinviando a specifici decreti interministeriali quanto a parametri attuativi per la determinazione della consistenza organica complessiva e della sua ripartizione su base regionale. A sua volta il comma 3 specifica che dette dotazioni «sono definite, nell'ambito di ciascuna regione, dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale, su proposta formulata dai dirigenti delle istituzioni scolastiche interessate, sentiti i competenti organi collegiali delle medesime istituzioni, nel limite dell'organico regionale assegnato» dal decreto di cui sopra; con la precisazione sostanziale che la proposta deve essere costruita «assicurando una distribuzione degli insegnati di sostegno all'handicap correlata all'effettiva presenza di alunni iscritti portatori di handicap nelle singole istituzioni scolastiche».

Quesito 3...supplenza di sei ore

Domanda: Stimata redazione, vi chiedo se può il d. s. non assegnare una supplenza di 6 ore per periodi superiori a 15 giorni ad un insegnante con incarico a T. I. (dichiaratosi disponibile), per sostituire un collega malato della stessa disciplina, considerando che l'insegnante richiedente è l'unico di ruolo e l'unico nell'organico d'istituto, che non supererebbe le 24 ore massime previste, e che tutto sarebbe (?) in conformità con quanto previsto dal D. M. 131 del 2007 art. 7 c. 3 (regolamento delle supplenze).
In attesa di una vostra sollecita risposta distintamente saluto.


Risposta: L’obbligo per i dirigenti scolastici di attribuire ai docenti in servizio, «prioritariamente e con il loro consenso», le ore di insegnamento pari o inferiori a 6 ore settimanali disponibili nell’istituzione scolastica è sancito all’art. 22, comma 4, della legge n. 448/2001. Il vigente regolamento delle supplenze, DM n. 131/2007, richiama esplicitamente detta norma al comma 4 dell’art. 1. La Nota 31 luglio 2007, n. 15551, relativa alle istruzioni operative in applicazione del DM 131/07, precisa a sua volta che, ferma restando la necessità del consenso da parte degli interessati, le ore in questione debbono essere attribuite «prioritariamente al personale con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario e, successivamente al personale con contratto ad orario completo - prima al personale con contratto a tempo indeterminato, poi al personale con contratto a tempo determinato - fino al limite di 24 ore settimanali come ore aggiuntive oltre l'orario d'obbligo» e «solo in subordine a tali attribuzioni, nei casi in cui rimangano ore che non sia stato possibile assegnare al personale in servizio nella scuola, i dirigenti scolastici provvederanno all'assunzione di nuovi supplenti utilizzando le graduatorie di istituto».
Per quanto riguarda le supplenze temporanee il comma 3 dell’art. 7 del DM 131/07 ribadisce che deve essere «fatta salva la possibilità per i docenti in servizio di prestare ore eccedenti all’orario d’obbligo fino ad un massimo di 24 ore settimanali, per la sostituzione dei docenti temporaneamente assenti».
Il già citato art. 22 della legge n. 448/01, al comma 6, precisa però che: «Le istituzioni scolastiche autonome, ad eccezione delle scuole dell'infanzia e delle scuole elementari, possono provvedere alla sostituzione del personale assente utilizzando, in coerenza con il piano dell'offerta formativa, le proprie risorse di personale docente, anche oltre i limiti temporali previsti dalle disposizioni vigenti e fino a un massimo di 15 giorni. Le conseguenti economie di risorse finanziarie concorrono ad incrementare il fondo di istituto»; l’ultimo periodo mette in evidenza l’opportunità economica dell’opzione.
In definitiva, le supplenze temporanee in sostituzione di colleghi assenti fino a 15 giorni debbono essere conferite prioritariamente al personale con specifico titolo in servizio nell’istituzione scolastica che si dichiari disponibile. In tal caso, stante il limite contrattuale di 6 ore di superorario rispetto a quello delle 18 di cattedra, si procede – laddove possibile – al frazionamento della cattedra a supplenza in moduli orari coerenti (tali cioè da salvaguardare l’unitarietà degli insegnamenti nelle classi) non superiori a 6 ore, da assegnare al personale interno disponibile; le ore eventualmente residue vanno affidate a supplente esterno.
Se invece il periodo di assenza supera i 15 giorni, il Capo d’istituto è tenuto ad affidarne la copertura totalmente a supplente esterno.

Quesito 4....titoli culturali

Domanda: Gentilissimi, sono un'insegnante di lettere pluriabilitata A043/50 e A051.
Da ottobre 2009 a marzo 2010 seguirò anche il corso delle 400 ore per il sostegno. Ma nel frattempo sono a casa disoccupata, quindi sto cercando di capire quali master o corsi di perfezionamento (ancora non mi è chiara la differenza) diano punti in graduatoria e se io possa farli fin da subito. Le risposta ricevute da Forcom e Unimarconi sono troppo generiche e mi rimandano all'USP che ne sa ancora meno. La segreteria SSIS mi ha detto che il corso delle 400 ore per il sostegno non è compatibile con master universitari che rilascino titolo accademico come da seguenti decreti: DM 509 del 1999, DM 270 del 2003, DPR 162 del 1982.
In più nel regolamento del corso viene precisato:
"Si comunica altresì agli immatricolati al Corso per le Competenze sulla Disabilità che, stante il divieto di contemporanea iscrizione a più di un corso universitario (v. Approvazione del Testo Unico delle Leggi sull'Istruzione Superiore, Regio Decreto 31 agosto 1933, n°1592), non è consentita la frequenza contemporanea a corsi annuali (anche on-line) che attribuiscano 60 CFU al termine del percorso di studi. È invece ammessa l'iscrizione a corsi di perfezionamento o simili che non rilascino crediti formativi pari ad una annualità".
Ma nei siti Forcom e Unimarconi trovo solo master e corsi vari annuali, anche se non in tutti viene specificato che vengano assegnati 60 CFU. Io non ci capisco più niente! Sapevo che esistevano dei corsi inferiori ad un anno che potevano dare almeno 1 punto, ma sembra che non esistano più. Spero che Voi possiate aiutarmi a fare chiarezza.
Comunque grazie per la pazienza.


Risposta: I titoli culturali o di studio per i quali è riconosciuto un punteggio aggiuntivo nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento sono quelli indicati nella tabella Allegato 2 al DM n. 42/09 (approvata con DDMM n. 27/07 e 78/07).
In particolare, per quanto riguarda master universitari e corsi di perfezionamento è specificato che:
C.6) Per il diploma di specializzazione universitario di durata pluriennale (individuato dalla sigla D.S.) (9) (10)
(si valuta un solo titolo) punti 6
C.7)Per ogni Diploma di perfezionamento, Master universitario di I e II livello di durata annuale, (corrispondenti a 1500 ore e 60 crediti) con esame finale, coerente con gli insegnamenti ai quali si riferisce la graduatoria, (9) (10) (11)
(fino ad un massimo di tre )
sono attribuiti punti 3
C.8)Per ogni attestato di frequenza di corsi di perfezionamento universitario di durata annuale, con esame finale, coerente con gli insegnamenti ai quali si riferisce la graduatoria (9) (10) (11)
(fino ad un massimo di tre )
sono attribuiti punti 1
NOTE
9) Si valutano anche i titoli rilasciati dai Paesi dell’Unione Europea, debitamente tradotti e corredati della “dichiarazione di valore in loco” dell’Autorità diplomatica, che ne attesti validità e durata.
Per i Diplomi di perfezionamento equiparati ai Dottorati di ricerca si rinvia all’allegato 4 del D.D.G. 31 marzo 2005.
10) Per i titoli di cui ai punti C7) e C8) si valuta un solo titolo per ciascun anno accademico e, complessivamente, compreso il titolo di cui al punto C6, fino ad un massimo di punti 10
Si valutano solo i titoli rilasciati da Università statali e non statali legalmente riconosciute.
11) La “coerenza” va riferita agli specifici programmi di insegnamento. Le metodologie didattiche si ritengono coerenti con tutti gli insegnamenti.
A conferma della incompatibilità tra il corso di 400 ore per il sostegno e la frequenza contemporanea di altri corsi (anche on-line) di durata annuale (pari a 60 CFU) la nota 10) specifica che non può essere valutato più di un titolo per anno accademico.
Nessun corso di durata formale inferiore ad una annualità (in esito al quale vengano cioè assegnati meno di 60 CFU) è riconosciuto ai fini del punteggio in graduatoria.

Quesito 5...insegnare inglese alla primaria

Domanda: Buongiorno,
in questi giorni nella mia scuola (primaria) si litiga per chi deve insegnare lingua inglese.
Se ho capito bene: tutte le insegnanti specializzate a tempo indeterminato e con supplenza annuale sono obbligate (ma dove c'è scritto?) ad insegnare in ALMENO due classi: è così ? Oppure solo le insegnanti a tempo indeterminato? Qual è la normativa che regola ciò ?
Grazie. Distinti saluti


Risposta: I documenti normativi citati (CM n.38 , 2 aprile 2009 "dotazioni organiche del personale docente per l'a.s. 2009-2010 , CM n 63, 6 luglio 2009) confermano la responsabilità del dirigente scolastico nell'organizzazione e nell'assegnazione delle classi. Resta ferma l'indicazione:
L'insegnamento della lingua inglese deve essere impartito in maniera generalizzata dai docenti della classe in possesso dei requisiti richiesti o da altro docente (sempre in possesso di tali requisiti) facente parte dell'organico di istituto.
La procedura prevede che vengano assegnate le classi prima ai docenti di ruolo e successivamente ai supplenti secondo
graduatoria; quindi, in questo caso, all'insegnante di ruolo si assegna la classe e, avendone i titoli, l'insegnamento della lingua inglese secondo normativa (nella sua classe + un'altra). Se nel momento in cui viene assegnata la classe alla supplente non ci sono ore residuali di lingua inglese, la docente, avendone i titoli, insegnerà inglese solo nella propria classe.
Diverso sarebbe se rimanesse una classe scoperta dall'insegnamento della lingua; in questo caso il dirigente (per non nominare una supplente per 2 ore) , fatta una ricognizione nelle scuole del territorio per individuare eventuali ore residuali di insegnanti là nominate, potrebbe assegnare una seconda classe all'insegnante supplente.
Cordiali saluti.

Quesito 6...che fine ha fatto il TFA?

Domanda: Scrivo la presente per avere dettagli a proposito della nuova modalità per conseguire l'abilitazione all'insegnamento nelle scuole secondarie, diventata operativa il 9/9/2009.
Ho letto qualcosa e mi sembra di aver compreso il meccanismo generale del TFA, tuttavia non ho capito dove sarà possibile abilitarsi e a partire da quando. Potete aiutarmi?
Vi ringrazio per la disponibilità e vi invio cordiali saluti.


Risposta: Dopo la sospensione del X corso SSIS, da parte del Ministero dell'Istruzione non è stata ancora emanata alcuna nuova disposizione relativa alle modalità per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento. Nel frattempo, a seguito dei lavori svolti della Commissione Israel costituita dal Ministro Gelmini, è stata predisposta dal Ministero una bozza di regolamento che istituisce percorsi universitari di laurea magistrale e/o specialistica direttamente indirizzati all'insegnamento secondario, che costituiranno titolo di accesso ad un successivo anno di Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento. La bozza di regolamento prevede anche un periodo transitorio di applicazione del TFA riservato a quanti, già in possesso di laurea specialistica e dei crediti necessari per accedere alle vecchie SSIS (DM n. 22/2005), non hanno in questi ultimi due anni potuto conseguire l'abilitazione anche per effetto dalla sospensione delle SSIS medesime.
Al momento, però, per la bozza di regolamento in questione si è ancora nella fase di acquisizione dei pareri obbligatori, prima della stesura definitiva, l'approvazione e quindi l'emanazione. I tempi per la conclusione dell'iter sono tali da impedire sicuramente l'avvio delle nuove lauree per l'insegnamento secondario dall'anno accademico 2009/10, ma non per l'avvio del periodo transitorio del TFA destinato ai già laureati. Fonti ministeriali ipotizzano l'avvio del TFA riservato da gennaio-febbraio 2010; non è però ancora dato sapere quali saranno le sedi che verranno attivate.
Il sito dell'Associazione Diesse (www.diesse.org) sarà aggiornato in tempo reale con le notizie relative all'iter del provvedimento e la prima applicazione del TFA.

Quesito 7....contratti in più scuole?

Domanda: Gentilissimi, sono una docente supplente abilitata, al momento inoccupata. Ho un quesito da proporvi: può un docente supplente di scuola secondaria superiore superare il limite orario di ore 18, con contratti di supplenza in più di una scuola? (sia con contratti di supplenza nella classe in cui si è abilitato sia con contratti in classi di concorso di terza fascia d'istituto?). Un esempio riassuntivo: vengo chiamata per un incarico temporaneo di 12 ore in una scuola (classe in cui sono abilitata), successivamente ne ricevo un altro di ore 6 in altra scuola (sempre in classe in cui sono abilitata), successivamente ancora nella prima scuola accetto 2 ore per classe in cui non sono abilitata ma risulto essere in terza fascia d'istituto. Posso accettare tutto ciò?quindi per un totale di 20 ore?
Spero essere stata chiara e di ricevere una vostra risposta grazie.


Risposta: Ai sensi delle vigenti norme contrattuali (art. 30 e 107 del CCNL-Scuola 2006/09) le ore eccedenti l'orario di insegnamento ordinario (18 ore) che non costituiscono cattedra possono essere attribuite "a personale docente con contratto a tempo determinato" che risulti disponibile, previa verifica di non disponibilità, alle medesime condizioni, del personale a tempo indeterminato presente nella scuola. Nel caso esposto quindi la risposta è affermativa e la docente, pur non essendo abilitata nella disciplina, può accedere all'insegnamento aggiuntivo di 2 ore nella scuola di titolarità del primo incarico.
E' bene precisare che l'orario aggiuntivo rispetto a quello delle 18 ore di cattedra non può comunque superare le 6 ore settimanali, per un totale di 24 ore complessive.

Quesito 8....potere collegio docenti

Domanda: Gentile redazione,
vorrei cortesemente avere indicazioni riguardo al "potere" del collegio docenti in quanto le mie colleghe sostengono che è un organo sovrano sulla scuola e che anche il dirigente deve obbedire alle decisioni prese in collegio.
Gradirei avere informazioni su dove reperire informazioni riguardo ai vari organi della scuola e loro compiti. Sono tre anni che lavoro nello stato dopo 20 anni nelle scuole paritarie e trovo molto "mi sembra che..." e poche persone che sanno con precisione. Grazie


Risposta:
La fonte normativa è ancora costituita dal Testo Unico, Decreto legislativo n. 297/1994. In particolare, gli organi collegiali della scuola trovano regolamentazione nelle loro competenze e responsabilità agli articoli dal 5 all'11; le competenze del Collegio dei docenti sono specificate all'art. 7, che specifica quali sono i poteri deliberanti e quali quelli semplicemente consultivi; al di fuori di questo elenco, il Collegio non ha alcun potere e non può assumere delibere (es.: non può deliberare la non adesione alle rilevazioni Invalsi oppure discutere di organici del personale).
Altra fonte normativa, che integra il TU e comunque ad esso fa riferimento, è costituita dal DPR n. 275/99 dell'autonomia scolastica e i successivi dispositivi attuativi.

Quesito 9 ...aspettativa per motivi di famiglia

Domanda: Gentile esperto,
sono un docente a tempo indeterminato scuola superiore.
Se chiedo un'aspettativa per motivi di famiglia per 20 giorni non retribuita (art 18 CCNL) sono obbligato a portare una documentazione attestante il motivo?
Inoltre può il Capo d'Istituto non concederli?


Risposta: L'art. 18 del CCNL vigente afferma che: “L'aspettativa per motivi di famiglia o personali continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70 del T.U. approvato con D.P.R. n. 3 del 10 gennaio 1957 e dalle leggi speciali che a tale istituto si richiamano. L'aspettativa è erogata dal dirigente scolastico al personale docente ed ATA.
L’art. 69 del DPR n. 3/57 a sua volta afferma: “L'impiegato che aspira ad ottenere l'aspettativa per motivi di famiglia deve presentare motivata domanda al capo del servizio. L'amministrazione deve provvedere sulla domanda entro un mese ed ha facoltà, per ragioni di servizio da enunciarsi nel provvedimento, di respingere la domanda, di ritardarne l'accoglimento e di ridurre la durata dell'aspettativa richiesta. L'aspettativa può in qualunque momento essere revocata per ragioni di servizio.
Esiste quindi una certa discrezionalità da parte del Capo d'istituto nella concessione dell'aspettativa, ma l'eventuale diniego deve essere dettagliatamente motivato; il rifiuto può essere impugnato dal dipendente. Quanto alle motivazioni, basta l'autocertificazione con una formula generale che, tuttavia, non può escludere richieste di approfondimenti da parte del Capo d'istituto. In proposito è bene ricordare che per la privacy il Capo d'istituto è civilmente e penalmente responsabile dell'eventuale scorretta utilizzazione dei dati personali del dipendente (quindi anche di uno scorretto utilizzo della documentazione aggiuntiva richiesta).

Quesito 10...esame di secondaria di primo grado

Domanda: Buongiorno,
come previsto dal regolamento definitivamente approvato nell'agosto 2009 (anche se alcuni dicono che ci saranno altri decreti attuativi...) per essere ammesso all'esame di terza media l'alunno deve aver conseguito una valutazione non inferiore a 6/10 in ogni disciplina o gruppo.
Dunque se un alunno ha anche una o due insufficienze non è ammesso all'esame e il consiglio di classe non può modificare la valutazione nè ammetterlo malgrado le insufficienze. Cosa che invece succede nelle prime e nelle seconde ove, in presenza di insufficienze, si può promuovere accompagnando una lettera indicante la necessità di una verifica a settembre per colmare le lacune con un lavoro estivo.
Invece la legge 169 del 30/10/08 all'articolo 3 comma 3 afferma che la decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe si applica anche all'ammissione esame di terza media.
Quale interpretazione vale? La nostra preside dice che la legge 169 vale ancora e il regolamento 2009 è ambiguo,mentre durante tutto l'anno scolastico valeva il contrario, per cui ora si cambiano le carte in tavola. Non sto a discutere se il regolamento sia ingiusto o no, QUESTO DEVE ESSERE DEFINITO A LIVELLO NAZIONALE E ALL'INIZIO ANNO SCOLASTICO, non si può FALSARE ora una valutazione impostata in tutt'altro modo. È vero che una legge vale più di un regolamento?


Risposta: La legge è una norma primaria, mentre un regolamento è un dispositivo secondario di attuazione, che non può essere in contrasto con la norma primaria cui si riferisce.
La legge n. 169/08, al citato comma 3 dell'art. 3, afferma esplicitamente che la valutazione finale è competenza del consiglio di classe e che ciò vale sia per le classi prime e seconde, sia per l'ammissione all'esame di terza:
3. Nella scuola secondaria di primo grado, sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.” In altri termini, seppure un allievo può essere presentato con una o più insufficienze dai singoli insegnanti, è il consiglio di classe che ha l'ultima parola sull'ammissione (la "decisione assunta a maggioranza" è quella che viene chiamata normalmente "voto di consiglio"). Ed è quindi è chiaramente scorretto dire che l'allievo NON può essere ammesso e che il consiglio di classe NON può modificare la valutazione.
Del resto, il DPR n. 122/09, regolamento attuativo della legge n. 169/08, non fa altro che richiamare esplicitamente e in diverse occasioni proprio il comma 3 dell'art. 3 della legge sopra riportato (si vedano, ad esempio, l'art. 1-comma8, e l'art. 2- comma 6, del DPR n. 122/09).