In caso di mozione...

Domanda: Nella mia scuola viene molto usata, da un gruppo di docenti, la prassi di preparare una mozione da far votare in collegio docenti. Io essendo solo da 4 anni nello stato vorrei sapere che valore ha la mozione, se è uno strumento che può far modificare una legge (questo è quello che sento dire da alcune colleghe).

Risposta: Il funzionamento del Collegio docenti e le sue competenze sono ancora normate dal DPR 416/74. I regolamenti che ciascun CD si dà trovano ispirazione e fondamento in esso; norme successive come il Regolamento sull'autonomia (DPR 275/99) precisano o ampliano certe competenze come, per esempio, la
elaborazione del POF oppure in merito all'approvazione, quanto agli aspetti didattici, degli accordi di rete con altre scuole relativi ad attività didattiche o di ricerca, sperimentazione e sviluppo, formazione e aggiornamento (art.7, c.2, DPR275/99).
In nessun caso una mozione, che deve essere presentata da almeno un terzo dei componenti il CD, può modificare una Legge della cui applicazione è tenuto ciascun membro del Collegio stesso perché dipendente dello Stato e garante il Dirigente, così come è tenuto a dare esecuzione alle delibere dell'organo collegiale.

Compenso 1° collaboratore in caso di reggenza

Domanda: Sono un insegnante della scuola Primaria con mansioni superiori a primo collaboratore vicario in una scuola a reggenza.
Secondo le ultime direttive del MIUR i Dirigenti reggenti non possono dare nessuna retribuzione al 1° collaboratore al quale, per legge, spetterebbe la metà dello stipendio del Dirigente reggente e quindi, non ho percepito nulla, fino a questo momento. Come mi devo comportare? A chi posso rivolgermi per trovare una soluzione? Sono dell' avviso che l' unione fa la forza, quindi se tutti i primi collaboratori si facessero sentire, forse... potremmo avere qualche speranza.
In quanto, poi, alla sostituzione delle ferie estive del Dirigente, è assodato che dovrebbe essere sostituito dal 1°collaboratore senza alcun compenso. E se il 1° collaboratore si rifiuta? Che succede?
Mi sembra assurdo che da una parte si dice che "le ferie sono inrinunciabili" e quindi il Dirigente deve prenderle, dall'altra, poi, la scuola non può restare scoperta, ma il 1° collaboratore non sarà ricompensato.
Mi sembra una contraddizione enorme.
In attesa di una vostra risposta saluto e ringrazio


Risposta: Il compenso per le mansioni di I e II collaboratore del Dirigente scolastico sono definite, per norma, nell'ambito della contrattazione d'istituto e, a seconda del budget/ore disponibile, sono lì concordate anche con il contributo della RSU che conduce le trattative per la parte sindacale insieme al D.S. che rappresenta l'amministrazione.
Cosa diversa, invece, è il riconoscimento dell'indennità di funzioni superiori per la sostituzione del D.S. che, appunto, se va in ferie o si assenta per un periodo superiore ai 15 giorni, chi lo
sostituisce (generalmente il I o il II collaboratore) ha avuto diritto fino a ieri a percepire. Dico "fino ad ieri" perché negli ultimi due anni scolastici la Circolare del Miur, che definisce i parametri per la determinazione del Programma Annuale e le relative somme da imputare ai capitoli di spesa, non prevede più tale voce, anzi, per quest'anno finanziario, in essa si dice:
"Per i seguenti istituti contrattuali, che non gravano sul FIS, non è disponibile una specifica risorsa finanziaria: le indennità di funzioni superiori, di direzione e di reggenza (art. 146 CCNL).
Fermo restando quanto sopra, l’argomento sarà oggetto di confronto sindacale a livello nazionale.
Si richiama l'attenzione sulla responsabilità del dirigente scolastico in caso di assunzione di impegni di spesa in assenza della necessaria copertura finanziaria"
Si capisce bene quale implicazione ciò determina.
Una ultima sottolineatura riguarda la consistenza "contabile" di tale indennità che non corrisponde alla metà dello stipendio.
Va invece computata come somma
della differenza calcolata su giorno dello stipendio del D.S. con quello del docente, e della differenza calcolata tra l'indennità di direzione che spetta per legge al D.S. con la RPD che spetta invece al docente, sempre computata su giorno, senza dimenticare le ritenute a carico dello Stato considerando le aliquote.

Prove INVALSI

Domanda: Sono un insegnante di Matematica di una scuola superiore (liceo linguistico).
Volevo sapere con certezza se le prove dell'invalsi che si terranno il 10 maggio sono obbligatorie oppure facoltative ed inoltre se devono essere valutate.
Grazie anticipatamente.


Risposta: Le prove Invalsi sono obbligatorie per legge. Si vedano: la legge delega 53/03 e successivo decreto legislativo 286/04, la direttiva triennale n. 74 del 15 settembre 2008 e la direttiva n. 67 del 30 luglio 2010.

Funzione strumentale viaggi d'istituto

Domanda: Sono un insegnante in un liceo in provincia di Roma.
Vorrei sapere quali sono i compiti specifici e i limiti entro i quali si deve muovere la funzione strumentale per i viaggi e le visite guidate. In quest' ultimo caso che cosa le compete e da che cosa è disciplinato?


Risposta: Ai sensi dell'art. 33 del CCNl vigente le funzioni strumentali alla
realizzazione del Piano dell'offerta formativa sono definite dal Collegio Docenti che determina i criteri di attribuzione, compiti, numero e funzioni.
Quindi, il Collegio docenti della sua scuola, avendo definito e attribuito (direttamente o tramite una commissione in suo seno incaricata di valutare domande e curriculum vitae) i compiti relativi alla sua funzione ne ha anche dovuto specificare limiti e competenze.

Visite d'istruzione

Domanda: Il collegio docenti della mia scuola ha deciso di attuare il blocco delle gite scolastiche come forma di protesta ai tagli che sono stati fatti. Essendo contrario al blocco, sono intervenuto chiedendo che la scelta di non fare gite sia lasciata al singolo docente o eventualmente al consiglio di classe, ma il collegio l'ha respinta ed ha deciso la sospensione di tutte le gite anche di quelle dove vi erano degli accompagnatori. Da un punto di vista legale può il collegio docenti fare queste decisioni?
Grazie.


Risposta: La proposta degli Itinerari Didattici è fatta in sede di Collegio Docenti, ma su proposta dei singoli docenti delle discipline che intendono approfondire la loro offerta formativa utilizzando una metodologia di interazione con il territorio o “aula scolastica decentrata” (Frabboni) che è nella loro piena competenza in quanto sancita dalla libertà di insegnamento che è diritto costituzionale. Inoltre, il piano d'organizzazione delle visite di istruzione sono poi deliberate competentemente dal Consiglio d’Istituto. Altro è se non c’è la possibilità di garantire compenso delle ore prestate dai docenti per realizzare azioni didattiche con metodologia connessa… Ma se i docenti/accompagnatori lo fanno gratis e i costi di trasporto sono a carico delle famiglie?

Orario spezzatino

Domanda: Stimata Redazione,
il mio quesito è il seguente: niente essendo cambiato nell'organico per il tempo pieno, può un D.S. smembrarlo inserendo fino a sei insegnanti per classe ognuna delle quali entra in due o tre classi? Tutto ciò causa, oltre che disagio negli alunni, orari spezzatino ai docenti con ore buche tutti i giorni, e uno stress infinito! Si potrebbe riportare tutto nella norma?
A chi rivolgersi? Attendo risposta.
Grazie infinite!


Risposta: Se si tratta, come sembra di capire, di una scuola Primaria che funziona ancora con il Tempo pieno l’organico ad essa assicurato è di 2 docenti su una classe e cioè 44 ore di servizio dei docenti a fronte di 40 ore di tempo scuola per gli alunni (e perciò con 4 ore di compresenza). I criteri per l’organizzazione del servizio scolastico e per il funzionamento sono deliberati dagli OO.CC. competenti. È ad essi che il Ds si ispira per organizzare nella maniera più equilibrata possibile l’offerta formativa e, solitamente, demandando a una Commissione orario la “messa in pratica” dei criteri di cui prima. L’organizzazione oraria è “al servizio”, è funzionale, cioè, all’offerta formativa per gli alunni. A quali criteri si è ispirato il suo DS??

Elenco doc curricolo secondaria di primo grado

Domanda: È possibile avere un elenco di documenti di riferimento per la costruzione di un curricolo nella scuola secondaria di primo grado?
In particolare cosa la scuola secondaria di primo grado deve produrre o pubblicare nel POF?
è vero che usciranno delle nuove indicazioni nazionali per il curricolo? e quando?
saluti e la ringrazio per il lavoro che state facendo


Risposta: Non esiste un “elenco di documenti di riferimento” per la costruzione di del Curricolo nella scuola secondaria di primo grado. Esiste però la normativa di riferimento e cioè le Indicazioni per il Curricolo per la scuola dell’infanzia e per il Primo ciclo di istruzione pubblicate con DM 31 luglio 2007. Esse esigono un lavoro preciso da parte del CD o di eventuali Dipartimenti disciplinari costituiti al suo interno e, cioè, appunto, “costruire” il curricolo ovvero delineare, dopo attenta verifica dei requisiti in ingresso degli alunni (le cui modalità: schede, conversazioni, prove, etc. vanno documentate nella predisposizione del curricolo) il percorso disciplinare, evidenziando quali obiettivi di apprendimento si intende delineare per l’anno di riferimento, “scegliendoli” (selezionandoli) tra quelli indicati per ciascuna area disciplinare in vista dei Traguardi per lo sviluppo delle competenze (sempre contenuti nelle Indicazioni). Sarebbe opportuno, per la costruzione del Curricolo, anche comprendere risultati delle valutazioni (es. i risultati a cura dell’invalsi che sono stati restituiti alle scuole proprio in questo mese) e connettere ad essi esempi di prove di verifica e criteri di valutazione perché gli obiettivi di apprendimento, definiti nel curricolo “in via previsionale” (cioè in questa fase programmatoria)possano trovare puntuale riscontro e/o correzione e ridefinizione in sede di Consigli di Classe (verifiche in itinere del Curricolo).
Pertanto, il POF della scuola, oltre a contenere i dati di contesto anche di matrice sociale) e l’offerta Formativa extracurricolare (supporto al cuore della didattica: il curricolo) si impernia proprio sulla “costruzione del Curricolo”, anzi si costruisce “intorno” ad esso.
Altro è l’estratto che viene consegnato alle Famiglie al atto dell’iscrizione dei propri figli.
Dopo la fase di sperimentazione delle Indicazioni (che doveva durare due anni…) e l’Atto di Indirizzo del Ministro Gelmini per il 2009, occorrerebbe un momento di sintesi e, magari una revisione, se occorre… Attendiamo!

Pagamento ore aggiuntive

Domanda: Sono docente di sostegno a tempo indeterminato c/o una scuola media di Roma.
Per l'anno scolastico 2009/2010 mi sono state affidate 2 ore aggiuntive di insegnamento per le quali ho percepito retribuzione fino al 30 giugno.
Siccome ho parlato con vari colleghi che mi hanno detto che le ore aggiuntive vanno pagate fino al 31 agosto, ho cercato in rete la normativa di riferimento che allego qui sotto:
"Le ore eccedenti prestate dai docenti con contratto a tempo indeterminato o determinato in classi collaterali (per capirci quelle ore non utilizzate dai CSA ed offerte dai DS ai docenti in servizio nel istituto prima di conferire le supplenze) vanno pagate fino al 31 agosto e non al 30 giugno. La normativa vigente – art.. 28 CCNL 24.07.2003, art. 88, comma 4, D.P.R. 31.05.1974 n. 417, art. 6, D.P.R. 10.04.1987, n. 209 e art. 3, comma 10, D.P.R. 23.08.1988, n. 399 è molto chiara."
La segreteria sostiene che invece non debbano essere pagate. Chi ha ragione? Come faccio a far valere questo eventuale diritto?
Grazie di una risposta.


Risposta: La normativa di riferimento che determina conferimento e pagamento delle attività aggiuntive o delle ore eccedenti è disciplinata dal art. 30 del CCNL vigente – comparto scuola che afferma sono disciplinate al atto della stipula del contratto alla disciplina della legislazione e delle norme contrattuali, nazionali e integrativa, vigenti al momento della stipula del contratto stesso. Pertanto, nel caso in cui l’incarico sia conferito a docenti con contratto a tempo indeterminato, (come nel nostro caso) la liquidazione di tali prestazioni eccedenti andrà computata fino al 31 agosto. Nel caso la sua segreteria continui a non concordare, Le conviene esperire un tentativo di conciliazione.

Incarico lingua inglese scuola paritaria primaria

Domanda: Nella scuola primaria paritaria l’insegnamento della lingua inglese a chi può essere affidato? La laurea in Lingua costituisce titolo sufficiente oppure occorre frequentare corsi specifici?

Risposta: Nella scuola primaria paritaria, ai sensi del DM 83/08 (art. 6.3) "gli insegnamenti delle lingue straniere, delle tecnologie informatiche, dell’educazione musicale e dell’educazione motoria possono essere affidati a personale munito di titolo di studio specifico purché accompagnato da adeguata formazione didattica e privo dei titoli abilitanti per la primaria".
Tali incarichi a progetto, TD o TI, non danno però nessun punteggio non essendo validi per la graduatoria della primaria, per la quale sono necessari o il diploma magistrale entro il 2002 o laurea in scienze della formazione primaria.

Formazione iniziale - ingegneria meccanica vecchio ordinamento

Domanda: Buongiorno,
sono laureata in Ingegneria Meccanica Vecchio Ordinamento e vorrei chiedervi un aiuto per capire a quali classi di concorso posso partecipare.
Per prima cosa, non ho chiaro quali sono le classi di concorse aggiornate.
Secondo, in quello che ho trovato ci si riferisce alle lauree specialistiche, quindi non so come equiparare la laurea vecchio ordinamento.
Grazie mille.


Risposta: In base alla TAB-A allegata al DM n. 39/1998 sulle classi di concorso (DM tuttora valido) la laurea di vecchio ordinamento in ingegneria Meccanica senza specificazioni consente l'accesso non vincolato alla classe 20/A - Discipline meccaniche e tecnologia.
È possibile l'accesso anche alle classi 11/A e 69/A, ma occorrono titoli specifici (l'indirizzo minerario per la prima e diplomi secondari congiunti alla laurea per la 69/A).
Al momento, le classi di concorso per gli insegnamenti nella scuola secondaria di II grado non sono state modificate e il riferimento normativo è il DM n. 39/1998 sopra richiamato.
Il DM n. 22/2005, cui fa riferimento il comma 1 dell'art. 15 del Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti, è "ad integrazione" e non sostitutivo del DM n. 39/1998 (si occupa infatti delle nuove lauree specialistiche).
Volendo comunque una equiparazione della laurea di vecchio ordinamento con le lauree specialistiche (in termini di crediti universitari rispetto agli esami) occorre rivolgersi alla Segreteria dell'università presso cui si è conseguita la laurea.

Sostegno

Domanda: Buongiorno. Dopo 15 anni di lavoro nei Cose per disabili, ho iniziato a lavorare nelle scuola per esigenze famigliari.
Sono iscritta nelle graduatorie del Provveditorato, classe A043.
Negli anni scorsi ho ottenuto 2 incarichi annuali del Preside come insegnante di sostegno e 3 dal Provveditore, come insegnante di lettere.
Alla prima convocazione della mia abilitazione non ho preso cattedra.
Al momento, negli Istituti in cui sono in graduatoria, molti posti di sostegno risultano vacanti.

  1. Esistono corsi qualificanti dove io possa iscrivermi?
  2. La futura revisione delle classi di concorso terrà conto dei miei due anni come insegnante di sostegno nella scuola statale?
  3. Quando e come potrò prendere l'abilitazione per il sostegno?

Risposta:
  1. In base alla bozza di regolamento sulla formazione iniziale dei docenti detti corsi saranno istituiti dalle università come master (annuali) da 60 crediti. Al momento non ci sono altre disponibilità.
  2. La revisione delle classi di concorso riguarda esclusivamente l'accorpamento delle vecchie classi e la loro ridenominazione, non i servizi svolti qualunque fosse il gestore.
  3. Quando il regolamento di cui sopra sarà approvato e saranno definite le relative modalità applicative.

Vincolo quinquennale sul sostegno

Domanda: Buongiorno, sono insegnante di sostegno scuola dell'’infanzia entrata in ruolo tramite graduatoria regionale del concorso ordinario, nel ’anno scolastico 2006/07. Essendo entrata in ruolo fuori provincia di residenza, ho continuato ad aggiornare la graduatoria ad esaurimento e così l’anno successivo (2007/08) sono entrata in ruolo nella mia provincia sempre nello stesso ordine di scuola e tipologia di posto.
Ora vorrei chiedere il passaggio su posto comune. Mi sorge tuttavia il dubbio relativo al computo del quinquennio. Devo contare dal 2006/07 anno in cui ho superato il periodo di prova, o devo contare dal 2007/08 anno in cui sono entrata nella mia provincia di residenza?
Confido in una vostra risposta.


Risposta: Si tratta di un caso molto particolare, avendo l'insegnante ottenuto il ruolo per due volte per lo stesso insegnamento. Di fatto è come si si fosse trattato di un trasferimento interprovinciale, pur non avendo diritto ad effettuare la relativa domanda perché appena immessa in ruolo. Poiché non si tratta di un passaggio di cattedra, nella nuova situazione vale anche l'anno di prova già effettuato; analogamente, il computo del quinquennio per ottenere il passaggio su posto comune parte dalla decorrenza giuridica del ruolo, ovvero dal a.s. 2006/07.

Permessi per docenti a tempo determinato

Domanda: Il dirigente può rifiutarsi di concedere i permessi (mi riferisco a quelle 6 giornate per i docenti a tempo determinato)? Se si, fino a che punto può farlo?

Risposta: L’art 19 del CCNL vigente disciplina FERIE – PERMESSI ed ASSENZE del Personale assunto a tempo determinato.
In esso, al primo comma si dice che si applicano a tale personale, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le medesime disposizioni del Personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni necessarie dei commi seguenti.
Nel caso che ci pone il nostro utente (che fa menzione di 6 giornate) l’articolo 19 al comma 7 recita testualmente: “ Al personale docente, educativo ed Ata assunto a tempo determinato, ivi compreso quello di cui al comma 5 (ndr. contratto di incarico per insegnanti di IRC) sono concessi permessi non retribuiti, per concorsi ed esami (omissis). Sono, inoltre, attribuiti permessi NON retribuiti, fino a un massimo di sei giorni, per i motivi previsti dal Art. 15 comma 2”
L’art 15 del CCNL vigente è relativo ai permessi retribuiti del personale docente assunto a tempo indeterminato : in esso si dice: “Per gli stessi motivi e con le stesse modalità sono fruiti i sei giorni di ferie durante il periodo delle attività didattiche …(omissis)”
Ciò vuol dire che se il dipendente” ha diritto, A DOMANDA” nel anno scolastico ai permessi e/o ai sei giorni di ferie “per motivi familiari o personali documentati anche mediante autocertificazione” va da sé che la domanda presuppone una risposta. Cioè, poniamo il caso, un numero congruo di docenti chiede (pone la domanda) al Dirigente scolastico per fruire dei famosi sei giorni, come deve regolarsi il D.S., anche senza aggravare l’erario dello Stato, perché i docenti possano fruire di tale diritto? Il buon senso vuole che discrimini relativamente alle urgenze e/o necessità delle domande poste (certo non per andare in vacanza!) e alle esigenze di funzionamento della scuola o di “buon andamento” per dirla col Ministro Brunetta. E qui entra in gioco la famosa discrezionalità (che il DS deve esercitare con buon senso) di cui alla domanda del nostro lettore, a cui rammento che, però, per il personale a TD i sei giorni sono NON retribuiti. Bisogna avere la pazienza di andare “avanti e indietro” negli articoli del contratto per avere “i giusti lumi”.

Come si diventa tutor?

Domanda: Sono un insegnante di ed fisica alle superiori, ho 58 anni. Mi piacerebbe accompagnare dei giovani colleghi ad imparare il mestiere. Cosa prevede la figura del tutor? Come si fa a diventarlo?
Vi ringrazio se potete darmi qualche informazione.


Risposta: Dei tutor per i diversi livelli di insegnamento secondario si occupa l'art. 11 del Regolamento (si rinvia al sito di DIESSE per il testo integrale).
Le categorie di tutor sono due:

  1. tutor coordinatori, con funzione di orientamento, supervisione e coordinamento delle attività del Tirocinio Formativo Attivo;
  2. tutor dei tirocinanti o tutor di scuola, che seguono direttamente il tirocinante durante le 475 ore di tirocinio a scuola.
La prima figura è appannaggio del personale docente della scuola secondaria ma dipende direttamente dalle università; la seconda dipende direttamente dalla scuola di servizio e dal Consiglio di corso di tirocinio.
Il MIUR deve ancora stabilire con proprio decreto ministeriale le modalità operative per la selezione di entrambe le figure.
Per il regime transitorio del TFA il tutor di scuola è nominato dal capo d'istituto in base alle disponibilità dei singoli docenti.

Formazione iniziale e scuola primaria

Domanda: Vi ringrazio innanzitutto per il preziosissimo lavoro che fate:
Ho appena letto il decreto circa la formazione dei futuri insegnanti.
Mi interessa molto dal momento che mi sono laureata in storia (avendo fatto tutti gli esami per Lettere alla medie e negli Istituti secondari non licei) nel luglio 2008, ossia proprio due mesi prima che abolissero la vecchia SILSIS. Proprio per questa mancata abilitazione ho avuto in questi due anni parecchie difficoltà a trovare una qualche supplenza e pertanto mi è di grande conforto il fatto che finalmente si riattivi un processo formativo. Vi chiedo a proposito alcune cose:

  1. È ragionevole pensare che a Milano si attivi già a partire da questo anno accademico?
  2. I TFA saranno a numero chiuso, cioè sarà prevista una quota massima di iscritti, o sarà sufficiente superare i punteggi delle prove d'ingresso indicati nella normativa?
  3. Al termine di questo anno si è inseriti automaticamente nelle graduatorie? e quali saranno ragionevolmente i tempi di entrata nel mondo del lavoro, per quanto riguarda lo Stato? Immagino non immediati...
  4. E ora chiedo un parere a Voi che siete così addentro al mondo della scuola: ci sono a Vostro avviso al momento e nell'immediato futuro maggiori opportunità di inserimento nella scuola secondaria (come docente di Lettere) o in quella primaria?
  5. In questi anni mi sono occupata di un doposcuola alle elementari, non che di qualche breve supplenza, e così ho deciso di prendere in considerazione anche questa possibilità. Mi dovrebbero tenere buoni un paio d'anni, e dato che questo è l'ultimo anno che scienze della formazione primaria durerà 4 anni, ho pensato di iscrivermi al test d'ingresso ed eventualmente continuare su questa strada nel caso non passassi il test d'ingresso al TFA (è possibile fare il test d'ingresso al TFA pur essendo iscritti all'università?)

Risposta:
  1. È ragionevole, ma non scontato. Il regolamento non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è quindi ancora inattivo (e i tempi stringono...)
  2. Saranno a numero chiuso, con prove di accesso selettive (test nazionale, prova scritta e prova orale).
  3. Le Graduatorie sono ormai ad ESAURIMENTO, quindi non è più possibile l'accesso ai nuovi abilitati, ma solo l'aggiornamento dei punteggi per coloro che sono già dentro. Al momento non è possibile quantificare i tempi di stabilizzazione del lavoro, perché manca una norma che consenta l'inserimento dei nuovi abilitati (ad es., concorsi ordinari).
  4. Non è possibile dare una indicazione sul settore da scegliere; bisogna chiedere in sede locale qual è la situazione generale.
  5. Per l'insegnamento nella primaria, la laurea in scienze della formazione primaria è già abilitante; per medie e superiori occorre conseguire l'abilitazione. La frequenza dei corsi definiti nel regolamento (TFA compreso) è incompatibile con altri corsi universitari che diano diritto a CFU (compresi i dottorati di ricerca).

Formazione iniziale - lingue

Domanda: Ho letto la sintesi del decreto della Gelmini e mi sono sorte alcune domande, che vi pongo con la speranza di avere una risposta.

  1. Sono laureata in Scienze Linguistiche, posso abilitarmi in due lingue (spagnolo e inglese), oppure il test e il relativo tirocinio riguardano solamente una lingua?
  2. Per fare il test preliminare, e per accedere al tirocinio, bisogna essere in possesso dei requisiti stabiliti dal DM 22/05 e i titoli equiparati del DM 26 LUGLIO 2007. Quali le differenze?
  3. Ho guardato il DM 22/05: io non ho 12 crediti formati in L-LIN 01 o 02, perché il mio corso di laurea (classe 43/S) non li prevedeva. Cosa fare? Che differenze ci sono tra il DM 22/05 e il DM 26 2007?

Risposta:
  1. Dal regolamento, a meno di modifiche in fase attuativa, si evince che per ogni anno di TFA è possibile conseguire una sola abilitazione.
  2. Il primo si riferisce alle lauree specialistiche, il secondo alla equiparazione delle nuove lauree magistrali alle lauree specialistiche; i requisiti in genere non sono diversi.
  3. Per accedere al TFA occorre già essere in possesso di tutti i crediti richiesti dal DM 22/05 al momento dell'entrata in vigore del regolamento sulla formazione iniziale. Non possedendoli tutti, occorre conseguire i crediti universitari necessari e poi provare (presumibilmente il prossimo anno) l'accesso al TFA.

Partecipazione alla prova d'accesso

Domanda: Sono un laureato in ingegneria elettronica magistrale nell'anno 2009.

  1. Stando alle ultime variazioni, per poter diventare insegnante della scuola secondaria di secondo grado dovrei sostenere se non erro la prova d'accesso preliminare per essere ammesso all'anno di tirocinio, giusto?
  2. Nel caso io effettui la prova abilitante, posso poi rinviare l'inizio dell'anno di tirocinio nel caso in cui io abbia in corso un altro contratto lavorativo o addirittura un dottorato di ricerca?
  3. Tra qualche anno la modalità di ammissione all'insegnamento per la mia classe di laureati non cambierà? Cioè, se non faccio questa prova ora posso farla tra qualche anno o dovrò aspettarmi qualche variazione sull'attuale situazione?

Risposta:
  1. Sì, purché in possesso dei CFU richiesti dal DM 22/2005 al momento dell'entrata in vigore del regolamento.
  2. Questa opzione non è attualmente prevista dal regolamento.
  3. Il regolamento non prevede termini temporali per l'accesso al TFA per gli attuali già laureati.

Formazione iniziale TFA

Domanda: Salve. Vorrei fare alcune domande sul TFA.

  1. Si sa la data in cui comincerà?
  2. Si possono fare gli esami di ammissione per il TFA a due classi? (io potrei farli per lettere alle medie e per storia dell'arte ai licei).
  3. Qualora fossi ammessa, la scuola dove frequentare il tirocinio chi la assegnerà?
  4. Il monte ore totale di tirocinio deve essere distribuito in un anno o può essere svolto in un arco di tempo minore?
  5. Mi sono laureata a febbraio del 2010, devo frequentare anche i corsi teorici o è sufficiente il tirocinio in classe? Grazie.

Risposta:
  1. Le indiscrezioni del MIUR parlano di gennaio-febbraio, ma sembra sempre più improbabile dato il ritardo della pubblicazione del regolamento in Gazzetta Ufficiale.
  2. No, se le disposizioni contenute nel regolamento non subiscono variazioni in fase attuativa; a dettare l'unicità dell'abilitazione sta anche l'obbligo delle 475 ore di tirocinio da effettuare obbligatoriamente nell'anno.
  3. Il TFA della fase transitoria è organizzato e gestito dalle università, così come le relative prove di accesso.
  4. Non ci sono indicazioni specifiche in proposito, ma è lecito ritenere che - soprattutto per quanto riguarda le 475 ore di tirocinio a scuola - non possa trattarsi di meno di un anno scolastico.
  5. Lo "sconto" sui crediti universitari del TFA è previsto solo per coloro che hanno prestato servizio di insegnamento per almeno 360 giorni.

Formazione iniziale - supplenze

Domanda:

  1. Qual è il significato dell'art. 15, comma 3, secondo cui "i titoli
    posseduti dai soli soggetti di cui al comma 1 mantengono la loro
    validità ai fini dell'inserimento in terza fascia delle graduatorie di
    istituto"?
  2. Cambia qualcosa rispetto alla possibilità di insegnare presso le
    scuole non statali? Quali sono, dopo l'approvazione del Regolamento, i requisiti per lavorare in tali scuole?

Risposta:
  1. Significa che gli aventi diritto alla partecipazione alle prove d'ingresso per il TFA, qualora ne venissero esclusi conservano comunque il diritto all'inserimento nelle graduatorie d'istituto di III fascia, che sono le graduatorie dei non abilitati presso le scuole.
  2. Non cambia nulla, se la scuola non statale è paritaria; i requisiti generali restano gli stessi, salvo la necessità di conseguire al più presto l'abilitazione.

Formazione iniziale - date

Domanda:

  1. Nella relazione del Ministero si auspica l’avvio del TFA
    transitorio già da gennaio-febbraio 2011: è una previsione realistica?
  2. Quando uscirà il decreto di programmazione del numero di posti
    disponibili per il TFA?

Risposta:
  1. Al passare del tempo quella data sembra sempre più improbabile, dato il ritardo della pubblicazione del regolamento in Gazzetta Ufficiale.
  2. È uno del DM che debbono essere emanati prima delle prove di accesso al TFA, e siamo già in ritardo.

Formazione iniziale - dottori di ricerca

Domanda: È vero che i dottori di ricerca non accedono in soprannumero
all'anno di TFA come prevedevano le precedenti bozze del Regolamento?


Risposta: Sì, è vero. Possono solo vantare un punteggio aggiuntivo (6 punti) in sede di valutazione del curricolo una volta superate le prove d'ingresso.

Formazione iniziale - matematica

Domanda: Sono laureata in matematica dal 1997 e diplomata magistrale dal 1998:
chiede se e come mi sarà possibile accedere ai percorsi per l'abilitazione alla scuola secondaria di I grado per la matematica e alla scuola primaria; e naturalmente quale sarà la strada da percorrere. Ringrazio in anticipo porgendo cordiali saluti.


Risposta:

  1. per accedere al TFA nel periodo transitorio a fini abilitanti all'insegnamento della matematica nella scuola secondaria di I grado, occorre essere in possesso dei requisiti stabiliti dal DM n. 22/2005 per la classe di concorso corrispondente. Per le lauree di vecchio ordinamento, valgono le disposizioni di cui al DM n. 39/1998, per la relativa classe di concorso. Per accedere al TFA occorre superare una selezione di tipo concorsuale con test nazionale, uno scritto e un orale.
  2. Il diploma magistrale conseguito prima del '99 consentiva l'iscrizione nelle graduatorie permanenti per l'insegnamento nella scuola primaria. Il regolamento consente comunque ai diplomati di conseguire l'abilitazione secondo le disposizioni del comma 16 dell'art. 15:
    "Le facoltà di cui al articolo 6, comma 1 [facoltà di Scienze della Formazione Primaria, ndr] possono attivare percorsi formativi finalizzati esclusivamente al conseguimento dell’abilitazione per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria destinati ai diplomati che hanno titolo al insegnamento nella scuola materna e nella scuola elementare ai sensi del decreto del Ministro della pubblica istruzione 10 marzo 1997 pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 175 del 29 luglio 1997. L’ammissione al percorso è subordinata al superamento di una prova di accesso...".
Non è possibile accedere contemporaneamente ad entrambi i percorsi; per sapere quali saranno le procedure per l'ammissione occorre attendere i relativi bandi emessi dalle università.

Ancora sulla formazione iniziale - filosofia

Domanda: Salve,
mi sono laureata in Filosofia presso l'università degli studi di Bologna nel 2002 (vecchio ordinamento).

  1. Per poter partecipare al TFA nel mio piano di studi mancava un esame (storia medievale) che ho dato (come esame singolo) a settembre 2010 presso l'università di Macerata. Ora lavoro a Firenze, e vorrei fare il TFA all'università di Firenze. E' possibile? ho letto nei vari blog che si deve fare il TFA nell'università in cui si è sostenuto l'esame singolo. E' vero?
  2. Mi confermate che l'integrazione del piano di studi con un esame singolo permette l'accesso alle prova di ingresso del TFA per le classi di concorso compatibili con il proprio corso di laurea (ad es. filosofia : A37 e A37)?
  3. E possibile abilitarsi nello stesso anno per due classi di concorso (nel mio caso A37 e A36)?
Grazie per la vostra attenzione

Risposta:
  1. Sì, è possibile; nel regolamento non ci sono vincoli che obblighino in qualche modo la scelta della sede universitaria.
  2. Sì, secondo quanto stabilito - per le lauree di vecchio ordinamento - dal DM n. 39/1998 relativo alle classi di concorso per l'insegnamento secondario
  3. No, il TFA consente il conseguimento di una sola abilitazione per ciascun anno.

Varie formazione iniziale...

Domanda: Sono anni che sto aspettando di prendere l'abilitazione per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo grado. Ho conseguito la laurea specialistica in traduzione e sarò tra quelli che dovranno seguire le indicazioni date dal Ministero per la fase transitoria. Ho letto attentamente tutta la documentazione relativa disponibile sul sito di Diesse.
Riassumo per punti le mie domande:

  1. Test preliminare: su cosa verterà? sarà il bando a indicarlo, ma come ci si può già preparare?
  2. Saranno fornite le indicazioni precise su come prepararsi alle prove di accesso da superare per frequentare i corsi abilitanti? Cioè, ci sarà un margine di tempo ragionevole per potere prepararsi, dato che molti come me lavorano e hanno famiglia?
  3. È richiesto ai futuri abilitati una certificazione di lingua inglese, livello B2. Ora, io non ce l'ho ma ho una laurea triennale e una specialistica in traduzione e interpretazione (sslmit di Forlì) in inglese e spagnolo, entrambe con 100 e lode.
    Mi auguro che buon senso voglia che nel mio caso non venga richiesta tale certificazione, ma per questo chiedo a voi!
  4. Chi insegna come farà a svolgere tutte le ore previste dal TFA? Insegno in una scuola paritaria in cui non c'è nessun professore della mia disciplina che sia abilitato e che possa farmi da tutor...
  5. Per lo stesso motivo, come si può conciliare l'80% di frequenza richiesta ai corsi e lezioni abilitanti, il TFA e il lavoro che uno già svolge? Sarebbe assurdo dovere rinunciare a insegnare dove uno già lavora, per fare tutto il resto!
  6. C'è un limite di tempo entro cui bisogna svolgere le ore previste dal TFA? è un anno tassativo o può essere di più ma ciò ritarderebbe il conseguimento dell'abilitazione?
  7. Quando si prevede che uscirà il bando? Ho sentito parlare di gennaio 2011, ma sarà il momento in cui uscirà il bando o quando ci saranno gli esami di ammissione per l'abilitazione?
  8. Le 365 ore circa di lavoro svolto di cui si parla nel decreto, valutabili come ore di TFA nella fase transitoria, sono un pre-requisito di cui uno deve essere già in possesso una volta uscito il bando o superato l'esame di ammissione, o no? Io sto lavorando, ma ancora non ho accumulato tante ore...
  9. I pre-requisiti richiesti per poter sostenere l'esame di accesso per l'abilitazione, sono gli stessi che erano previsti per l'ingresso alle ssis?
  10. Nel nuovo sistema, si continueranno a mantenere distinti gli incarichi di lavoro svolti presso la scuola secondaria di I grado e quella di II grado o concorreranno entrambi, senza distinzione, a formare un unico punteggio?
  11. Nella tabella 3, articolo 7, cl. abilitazione A045 la tabella che parla dei requisiti di accesso al TFA indica gli esami che si dovranno sostenere per conseguire l'abilitazione, una volta superato il test di accesso? A cosa si riferiscono? Vale anche per i primi come me che saranno nella fase transitoria?
Confidando in una vostra risposta, vi ringrazio tanto in anticipo e vi auguro buon lavoro!
Cordiali saluti.


Risposta:
  1. Sarà un test di carattere generale (probabilmente non strettamente disciplinare); le uniche indicazioni attualmente sono quelle - piuttosto generiche - contenute nel comma 7 dell'art. 15. Un primo suggerimento per la preparazione: oltre alle "competenze linguistiche e la comprensione dei testi" indicate al comma 7, varrebbe la pena anche studiare la normativa scolastica generale (dal Testo Unico - dlgs n. 297/94 alle riforme in atto). Il resto sarà il bando ad indicarlo.
  2. Non si hanno ancora indiscrezioni in proposito, ma nel passato si è già verificato; in genere, il margine di tempo tra l'emanazione del bando e l'inizio delle prove di selezione non è inferiore ad un mese.
  3. Il livello B2 sarà richiesto all'uscita dei percorsi universitari di laurea specialistica per l'insegnamento, di prossima istituzione; non riguarda i già laureati, che nella fase transitoria dovranno solo abilitarsi all'insegnamento tramite il TFA (Tirocinio Formativo Attivo).
  4. Per quel che riguarda il tirocinio a scuola, al comma 13 dell'art. 15 è specificato che coloro che sono in servizio svolgeranno le 475 ore di tirocinio continuando ad insegnare nella cattedra su cui sono nominati. In questo caso, né il tutor, né la scuola debbono essere accreditati presso l'URS: l'università stipulerà direttamente con la scuola il contratto di tirocinio. Il caso particolare dell'assenza nella scuola di tutor abilitati nella disciplina deve ancora essere normato; lo sarà con normativa secondaria (circolare).
  5. I corsi universitari previsti dalla tabella 11 dovranno necessariamente svolgersi in orario non scolastico (non posso impedire lo svolgimento delle 475 ore di tirocinio).
  6. Non ci sono specifiche indicazioni in proposito; l'unica certezza è che il TFA deve svolgersi con gli orari e con il conseguimento dei crediti indicati nella tabella 11. I bandi delle università dovrebbero chiarire i termini di scadenza dei percorsi.
  7. Se il TFA deve svolgersi entro il corrente anno scolastico, non può partire più tardi di febbraio altrimenti non ci sono i tempi per lo svolgimento del tirocinio a scuola. Il termine indicato si riferisce pertanto all'avvio effettivo del TFA; ne consegue che bando e selezioni debbono avvenire entro la fine del 2010 e non più tardi di gennaio prossimo.
  8. Le ore di tirocinio sono 475, distribuite nell'anno scolastico di riferimento. Non sono un pre-requisito, ma vanno cumulate dopo essere stati ammessi alla frequenza del TFA (fase transitoria).
  9. Sì, sono elencati nell'allegato al DM n. 22/2010.
  10. L'abilitazione sarà unica per ciascun anno (il TFA non consente abilitazioni multiple nello stesso anno), separata per grado di scuola.
  11. No, la tabella 3 è relativa ai percorsi di laurea specialistica per la formazione all'insegnamento per le scuole secondarie di I grado, le sue disposizioni non si applicano ai già laureati.

Formazione iniziale lettere

Domanda: Gentilissimi,
vi chiedo una mano per capire come muovermi nel magma della normativa scolastica.
Mi sono laureata in lettere nel 2002 (allego file con lista esami) e non sono abilitata. Attualmente risiedo e Trieste, dove dopo essere stata rimbalzata da una segreteria all'altra dell'università non ho ricevuto alcuna risposta esauriente. Vorrei sostenere i 2 esami integrativi per poter accedere alla lista degli insegnanti di 3 fascia, per le classi 43/A e 50/A: le mie domande sono:

  1. a quanti crediti devono corrispondere gli esami che devo sostenere?
  2. dato il mio percorso universitario è sufficiente che io faccia gli esami di grammatica latina o equivalenti per la sezione di lingua latina e linguistica generale (questo è il nome del corso attivo presso l'università di Trieste) per la sezione di linguistica generale appunto?
Grazie per la vostra attenzione, cordiali saluti

Risposta: Il riferimento per quanto riguarda i crediti necessari per accedere all'insegnamento in base al titolo posseduto sono rilevabili dal DM n. 22/2005 (allegati); sono gli stessi necessari per accedere al Tirocinio Formativo Attivo a carattere abilitante di cui al Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti. Si tenga conto che con il TFA non è possibile accedere contemporaneamente alle due classi di concorso indicate, in quanto riguardanti due gradi diversi di insegnamento.

Tutor e scuole paritarie

Domanda: Buon pomeriggio, sono un collaboratore di una scuola paritaria.
Ho letto la nuova normativa per il reclutamento dei docenti (percorsi di abilitazione) e ho notato che per i tirocini formativi attivi (TFA) il docente in fase di abilitazione sarà seguito da un tutor indicato dalla scuola accreditata dove svolge il tirocinio assunto a tempo indeterminato.
Due quesiti:

  1. ‘Assunto a tempo indeterminato’ significa che anche in una scuola paritaria un docente assunto a tempo indeterminato può fare il tutor (ciò significa quindi di rimando che una scuola paritaria può essere accreditata, è corretto?); in tal senso per fare il tutor non occorre essere di ruolo, giusto?
  2. Dove una scuola paritaria potrà conoscere le procedure atte a chiedere l’accreditamento presso l’USR di competenza? Sul sito dell’USR o del ministero? Si conoscono i tempi di apertura delle procedure di accreditamento? (Spero anche in una info da parte di Diesse)

Risposta:
  1. Risposta affermativa. La dizione "a tempo indeterminato" comprende sia i contratti statali, sia quelli delle paritarie ed è quindi meno limitativo della dizione "di ruolo" che appartiene solo ai contratti statali. Di conseguenza, qualunque scuola paritaria può avanzare domanda di accreditamento per il TFA, mettendo a disposizione come tutor il proprio personale stabilizzato (a tempo indeterminato); invece nelle scuole statali, i tutor debbono essere in ruolo (equivalente del T.I. nelle paritarie).
  2. I requisiti e le procedure di accreditamento delle scuole non sono ancora stati definiti dalla norma generale. Il Regolamento per la formazione iniziale appena firmato dal ministro prevede tutta una serie di Decreti ministeriali con i quali saranno definiti i passaggi attuativi; uno di questi riguarda gli accreditamenti delle scuole. Diesse darà immediata comunicazione dell'emanazione di questo e altri DM sul proprio sito.

News su abilitazione per educazione fisica

Domanda: Salve,
sono laureato in scienze motorie classe 33 che è equipollente a L22.
La mia laurea triennale è equiparata all'isef e in teoria dovrei avere anche io il diritto di partecipare al tirocinio formativo?
Premetto che mi sono laureato nell'anno accademico 2004 ed allora la mia laurea triennale dava l'accesso alle vecchie ssis.
Mi sto per iscrivere alla specialistica e quindi dovrei avere diritto, dopo aver preso la laurea specialistica, al tirocinio formativo?
Cosa faccio: mi iscrivo alla specialistica o il diplomato isef ha più possibilità pur avendo un titolo inferiore?
Vi prego aiutatemi a fare la scelta giusta.
grazie distinti saluti.


Risposta:

  1. Per l'insegnamento nelle classi di concorso 29/A e 30/A il DM n. 22/2005 stabilisce come titoli di accesso alle SSIS ai fini abilitativi le classi di laurea specialistica L/S 53, 75 e 76, cui si aggiungono le vecchie lauree quadriennali in Scienze motorie. La laurea triennale era esclusa dall'accesso alle SSIS; analogamente dovrebbe risultare titolo non utile per l'accesso al TFA. La norma citata alla lettera c. riguarda esclusivamente i vecchi diplomati ISEF (si parla infatti di titolo "già valido per l’accesso al insegnamento di educazione fisica").
  2. Il punto b. del comma 1 dell'art. 15 del Regolamento sul TFA transitorio chiarisce che quanti si iscrivono quest'anno accademico (2010/11) alla specialistica, hanno diritto a concorrere ai test d'accesso al TFA, una volta conseguita la laurea specialistica (l'accesso è a numero programmato di anno in anno).
  3. Il diploma ISEF è un titolo ad esaurimento, essendo stato sostituito dalla laurea in Scienze motorie; per poter accedere all'insegnamento nelle attuali classi 29/A e 30/A e al TFA a fini abilitanti occorre la laurea specialistica in scienze motorie

Da filosofia all'insegnamento nella secondaria di primo grado?

Domanda: Salve,
nel DM n. 22/2005 non è compresa la mia laurea specialistica (96) fra quelle che consentono l'accesso alla classe di concorso per italiano, storia e geografia alle medie.
A questo proposito ho sentito pareri contraddittori: qualcuno mi dice che contano solo i crediti in possesso, qualcun altro mi ha detto invece che i laureati di filosofia non possono effettivamente insegnare alle medie, nemmeno facendo gli esami in più di lettere (a me mancherebbero solo due letterature italiane, linguistica e latino).
Voi sapete dirmi qualcosa di preciso e di sicuro?



Risposta: La Tabella A allegata al DM n. 22/2005 contiene nella colonna 3 i "titoli di accesso" (ovvero, le lauree specialistiche) e nella colonna 4 i "requisiti minimi" (cioè i crediti universitari specifici) richiesti per accedere ai corsi SSIS; nella colonna 5 gli eventuali "titoli aggiuntivi". Mentre le colonne 4 e 5 per alcune classi di concorso possono risultare vuote, singolarmente o addirittura entrambe (è il caso, ad esempio, delle classi 33/A - Educazione tecnica nella scuola media e 34/A - Elettronica), la colonna delle lauree specialistiche non lo è mai. Ciò significa che il titolo di accesso è la condizione fondamentale, mentre gli altri sono titoli accessori vincolanti, che in alcuni casi possono essere acquisiti successivamente (es., il completamento dei CFU). In altri termini, il DM stabilisce attraverso quale laurea specialistica si accede ad un determinato insegnamento, dovendo però anche talvolta garantire fra i CFU posseduti anche alcuni specifici. Pertanto, nel caso in questione, la L/S 96 consente (con determinati CFU aggiuntivi) solo l'accesso alle classi di concorso 36/A e 37/A; ciò in quanto tutto il curricolo di Filosofia non contiene gli stessi CFU delle L/S richieste per la classe 43/A. La eventuale equiparazione della L/S 96 con almeno una delle laure specialistiche richieste per la classe 43/A può essere disposta soltanto dalle università.

Norma che stabilisce i crediti formativi per l'insegnamento

Domanda: Salve,
dove posso trovare la norma che stabilisce i crediti formativi necessari per l'accesso all'insegnamento?


Risposta: Presso questo indirizzo: http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dm022_05.html

Ricevimento pomeridiano

Domanda: Nel liceo dove insegno, il collegio dei docenti ha deliberato di destinare un'ora settimanale al ricevimento dei genitori ed ha previsto di effettuare due incontri pomeridiani di tre ore ciascuno dopo le valutazioni di febbraio e di giugno. Il Consiglio di Istituto, su sua delibera, ha introdotto, senza ascoltare il parere del collegio dei docenti, un terzo incontro ad aprile. E' legittima questa delibera del Consiglio di Istituto? Mi può fornire un parere ed indicare la normativa di riferimento? Grazie

Risposta: La norma di riferimento è costituita dagli articoli 7 e 10 del Decreto legislativo n. 297/1994, Testo Unico della legislazione scolastica, e dal Contratto Collettivo di Lavoro della scuola. In particolare, l'art. 7 del D.L.vo n. 297/94 riguarda il Collegio dei docenti e dei suoi poteri, mentre l'art. 10 si occupa delle attribuzioni del Consiglio di Istituto. Il comma 2, lettera b) dell'art. 7 chiarisce che il Collegio «formula proposte (...) per la formulazione dell'orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche...»,mentre spetta al Consiglio di Istituto a deliberare in proposito.
L'art. 29 del CCNL-Scuola vigente detta le norme riguardanti le "attività funzionali all'insegnamento" (obbligatorie per i docenti fino ad un massimo di 40 ore annue), fra le quali rientrano sia "i rapporti individuali con le famiglie" (comma 2), sia le attività di carattere collegiale. In particolare, il comma 3, lettera a), individua tra le attività collegiali «…l’'informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sul ’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative». Il successivo comma 4 stabilisce poi che: «Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti, in relazione alle diverse modalità organizzative del servizio, il consiglio d’istituto sulla base delle proposte del collegio dei docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli studenti, assicurando la concreta accessibilità al servizio, pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell’istituto e prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra istituto e famiglie», affidando alla deliberazione del Consiglio di Istituto «le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie» (pur richiamandolo ad operare «sulla base delle proposte del collegio dei docenti»).
In conclusione, non può essere il Consiglio d'Istituto a deliberare in merito alle scelte individuali dei singoli docenti per le materie indicate al comma 2 dell'art. 29 (tra queste, i rapporti individuali con le famiglie), in quanto esse attengono alla libertà d'insegnamento costituzionalmente garantita. La scelta delle modalità e della periodicità dei rapporti individuali con le famiglie degli allievi riguarda esclusivamente il singolo docente; al più, si può accettare da parte del Consiglio d'Istituto una indicazione in proposito, non certo un obbligo.
Diversamente, per quanto attiene alla informazione alle famiglie sui risultati è espressamente compito del Consiglio d'istituto disciplinarla, tenendo conto sia del limite massimo di 40 ore annuali per lo svolgimento delle attività collegiali, sia della necessità di assicurare «la concreta accessibilità al servizio».
Pertanto, la delibera del Consiglio di Istituto in questione è perfettamente legittima; al più, avrebbe docuto contenere la motivazione esplicita per la quale il Consiglio di Istituto, nel prendere le proprie decisioni, si è discostato dalle indicazioni fornite dal Collegio dei docenti.

Formazione iniziale e sostegno

Domanda: Buon giorno, viste le novità in merito alla formazione iniziale insegnanti, chiedo aiuto per capire se e come potrò intraprendere il nuovo percorso formativo. Ho preso visione del nuovo regolamento per la formazione iniziale degli insegnanti e avrei bisogno di alcuni chiarimenti.
Mi sono laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche nel 1997, con titolo valido, quindi, per l’insegnamento di scienze degli alimenti (A057) e materie chimiche (A012 e A013) nella secondaria di II grado e di tecnologia (A033) nella secondaria di I grado. Sono inserita nelle graduatorie d’istituto e non sono abilitata.
Ho prestato servizio nella scuola pubblica negli anni scolastici 2007/08 e 2008/09 da novembre a giugno presso una scuola alberghiera come insegnante di sostegno (il punteggio conseguito è stato assegnato alla classe di concorso A057) e in più ho avuto una breve esperienza (3 mesi) in una secondaria di primo grado sempre sul sostegno (con punteggio assegnato alla classe di concorso A033).
Ho scoperto, nei due anni in cui ho potuto insegnare, una vera vocazione al sostegno e vorrei tentare di ottenere la specializzazione (anche se vedo la via estremamente in salita vale senz’altro la pena tentare).
Chiedo per questo il vostro aiuto per capire quale percorso mi sarà necessario svolgere.
Le mie domande sono:

  1. È necessario prima della specializzazione al sostegno conseguire un’abilitazione? (nel testo completo del decreto appena firmato ad un certo punto ho letto che con un successivo decreto verrà stabilita la modalità in cui gli insegnanti di III fascia potranno ottenere la specializzazione al sostegno. Cosa vuol dire?
  2. Se è necessaria l’abilitazione, i test di accesso al TFA saranno banditi per tutte le classi di concorso?
  3. Come sapere quando e dove saranno questi test, chi li preparerà e quali sono gli argomenti sui quale occorre prepararsi?
  4. Si potrà tentare l’accesso a più classi di concorso (nel mio caso la 057 e la 033)?
  5. Per quanto tempo sarà possibile tentare l’accesso ai TFA per chi, come me, ha la “vecchia” laurea?
  6. Nel caso in cui si riuscisse ad accedere al TFA, la sede dello svolgimento dello stesso potrà essere scelta dal tirocinante?
  7. Possono accogliere tirocinanti sia le scuole pubbliche che le paritarie?
Ringraziandovi per la disponibilità, porgo i miei più cordiali saluti e attendo una vostra risposta.

Risposta:
  1. Vuol dire che deve essere ancora emanato il decreto ministeriale attuativo relativamente al sostegno. Solo quando sarà emanato si potrà dare una risposta alla domanda posta; si tenga conto però del fatto che in Italia non esiste una specifica classe di concorso per il sostegno, quindi è molto probabile che il master previsto dal Regolamento possa essere frequentato solo dopo aver conseguito l'abilitazione in una classe di concorso ordinaria.
  2. Anche questa è una incognita che il ministero deve risolvere prima di attivare il TFA, prima di tutto stabilendo il numero di accesso programmato per ciascuna abilitazione. Poiché la responsabilità dell'attivazione compete formalmente alle università, potrebbe anche verificarsi il caso (remoto) che non tutte le sedi universitarie si rendano disponibili per attivare il TFA.
  3. Anche per il test selettivo d'ingresso al TFA si deve attendere un decreto ministeriale che stabilisca i criteri, la data e il luogo per la prova unica nazionale; intanto, il Regolamento indica già le modalità. Quanto agli argomenti del test, il Regolamento è molto generico (art. 15, comma 7), pur facendo esplicito riferimento alla verifica delle "competenze linguistiche e comprensione dei testi". Sul sito dell'Associazione DIESSE saranno proposte alcune possibili esemplificazioni.
  4. È molto probabile che si possa conseguire una sola abilitazione alla volta, dato che ben 475 ore del TFA sono da svolgere come tirocinio a scuola e i crediti universitari specifici da conseguire riguardano in parte le didattiche disciplinari.
  5. Nella stesura definitiva del Regolamento sono stati eliminati tutti i vincoli temporali per il TFA transitorio, rimettendo sostanzialmente alle università la possibilità di continuare ad attivare i TFA transitori. A pagina 17 della relazione introduttiva al Regolamento si specifica che è stata privilegiata l'esigenza "di garantire permanentemente la possibilità di abilitarsi per i possessori dei previgenti titoli".
  6. La sede scolastica per il tirocinio viene di norma assegnata dall'USR, salvo che l'aspirante all'abilitazione non sia impegnato già in una supplenza annuale presso una scuola; in questo caso le 475 ore di tirocinio vengono svolte nella sede di servizio per evitarle l'interruzione (art. 15, comma 13).
  7. Sì, tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione.