Quesito n.1 - Le ore alternative alla religione cattolica

Domanda: Sono un'insegnante di Scuola Media, da qualche anno anche coordinatrice del plesso. Poiché nella mia scuola stanno accadendo cose “strane” a riguardo dell’ora alternativa alla religione, vorrei avere i riferimenti della normativa in merito, vorrei cioè avere chiaro:
- cosa (e quando) può scegliere la famiglia in alternativa all’ora di religione;
- cosa si intende per “ora alternativa” e quali insegnanti possono svolgerla (possono essere insegnanti dello stesso Consiglio di classe?).
Nella mia scuola sta accadendo che diverse famiglie (anche praticanti) chiedano di passare all’ora “alternativa”, anche perché i docenti che la conducono danno la possibilità ai ragazzi di svolgere i compiti per casa, magari assistiti dal docente di classe della disciplina, o addirittura propongono attività di recupero o potenziamento della disciplina che insegnano. Grazie per l’attenzione!


Risposta: La CM n. 96/2012, relativa alle iscrizioni per l’a.s. 2013/14, stabilisce che «la facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica viene esercitata dai genitori (o dagli studenti negli istituti di istruzione secondaria superiore), al momento dell’iscrizione, mediante la compilazione dell’apposita sezione on line. La scelta ha valore per l’intero corso di studi e, comunque, in tutti i casi in cui sia prevista l'iscrizione d'ufficio, fatto salvo il diritto di modificare tale scelta per l’anno successivo entro il termine delle iscrizioni esclusivamente su iniziativa degli interessati». La medesima CM, specificando che la scelta delle attività alternative va operata, all’interno di ciascuna scuola utilizzando l’apposito modello allegato alla circolare, ricorda che «tale allegato deve essere compilato, da parte degli interessati, all’inizio dell’anno scolastico, in attuazione della programmazione di inizio d’anno da parte degli organi collegiali, e trova concreta attuazione attraverso le seguenti opzioni possibili:
– attività didattiche e formative;
– attività di studio e/o di ricerca individuali con assistenza di personale docente;
– libera attività di studio e/o di ricerca individuale senza assistenza di personale docente (per studenti delle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado);
– non frequenza della scuola nelle ore di insegnamento della religione cattolica
».
In base a quanto così definito, poiché fanno parte a tutti gli effetti del Piano dell’Offerta Formativa della scuola, è compito del Collegio dei Docenti definire i contenuti delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica da applicare nella scuola, sui quali le famiglie o gli allievi (della secondaria di II grado) eserciteranno la relativa opzione. Dall’elenco di cui sopra risulta evidentemente esclusa la possibilità che dette ore possano essere utilizzate ai fini di recupero o potenziamento di qualsiasi disciplina curricolare.
In merito alla gestione economica delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica è intervenuta la nota del MEF n. 26482 del 7 marzo 2011 che in proposito ricorda come «le stesse costituiscono un servizio strutturale obbligatorio», per cui identifica le categorie di personale da retribuire per dette attività nelle seguenti «quattro tipologie di destinatari:
1) personale interamente o parzialmente a disposizione della scuola;
2) docenti dichiaratisi disponibili ad effettuare ore eccedenti rispetto all'orario d'obbligo;
3) personale supplente già titolare di altro contratto con il quale viene stipulato apposito contratto a completamento dell'orario d'obbligo;
4) personale supplente appositamente assunto, non potendo ricorrere ad una delle ipotesi sopra specificate
».
Evidentemente tale elenco esclude come inagibili soluzioni quali la semplice vigilanza degli alunni da parte del personale ATA o l’inserimento degli stessi in altre classi. È altresì del tutto evidente che, per motivi di contenimento della spesa pubblica, la soluzione da preferire è la prima in elenco (personale a disposizione), in quanto economicamente non onerosa per la scuola, mentre non può essere esclusa la possibilità che insegnanti della classe assumano la titolarità delle ore in questione.