Presentazione - febbraio2017

In questo numero...

In “Fare scuola”, riportiamo una riflessione sulla formazione che da quest'anno è diventata obbligatoria. Alcuni utili indicazioni per non subirla ma per creare momenti formativi costruttivi.

"Didattica sotto la lente: spunti, riflessioni, strumenti"
Riportiamo ancora un articolo che chiarisce come non ci siano, ad ora, indicazioni di ore obbligatorie di formazione da frequentare, ma che la decisione è rimessa all'autonomia delle scuole.

In questo numero, nella prima sezione presentiamo:
- per la scuola dell’infanzia: Il percorso che presentiamo è di livello. È partito - correttamente - dall'analisi di un bisogno: i bambini avevano necessità di imparare a comunicare e verbalizzare emozioni e stati d’animo. Così con l'aiuto di una figura esperta (la Prof. Mortari, Università di Verona) e di un suo giudizio: “La conversazione è un dispositivo comunicativo di uso quotidiano in cui poter esprimere liberamente la propria visione del mondo”, ad ottobre, a gruppi di 8/9 bambini alla volta, i piccoli hanno incontrato, nel giardino, una 'talpa', attraverso la quale hanno inventato una storia che avesse a tema la ricerca del bene. E la storia è cresciuta a mano a mano…

- per la 5^ primaria: Si può insegnare la storia, potremmo dire, per 'scoperta'. Cioè organizzando il lavoro in modo tale che la conoscenza sia appresa attraverso un gioco, una sorta di 'caccia al tesoro' per scoprire il nome di una civiltà antica (in questo caso la civiltà Micenea), sfruttando la curiosità dei bambini. Un bel modo per non annoiare nessuno, bambini e … maestre!

- per la 1^ secondaria di primo grado:L'educazione motoria è una disciplina che, accanto alle altre, ma forse più delle altre, si presta per introdurre le competenze di cittadinanza. Il percorso che presentiamo chiama in causa in prima persona gli alunni che, attraverso la presentazione di un ppt alla classe, evidenziano le analogie tra lo sportivo e gli studenti, sottolineando l'importanza del rispetto delle leggi in ogni circostanza della vita.

- per la 4^ della scuola superiore: Attraverso l'invenzione di un gioco d'azzardo, i ragazzi non solo imparano concretamente il calcolo delle probabilità, ma comprendono anche, che il gioco d'azzardo è una vera piaga sociale perché chi più gioca, più perde. Un bel modo per unire alle competenze disciplinari quelle di cittadinanza.